Blasteroid: Rockstar ( Gain on top remix )

February 2nd, 2010

rockstarHI

Bella giovani, ecco come promesso il primo di una serie di remix a cui stavamo lavorando. Il pezzo si chiama Rockstar ed è opera dei Blasteroids un progetto ultra cool a cavallo tra electro ed hip-hop che vede coinvolti il grande Mistaman, insieme al producer L.A.S.E.R e a Cali. Tutte le informazioni sul progetto, le trovate cliccando qui. Qui sotto potete ascoltare in anteprima il nostro remix, presto in uscita ufficiale su tunz tunz records. Allora, tutti pronti a diventare rockstar?


Blasteroids - Rockstar (Gain on top remix) by Gain On Top

Tunz tunz records

October 22nd, 2009

tun.jpg

Cari amici, non senza un certo orgoglio posso annunciarvi la nascita di Tunz tunz records, label digitale diretta ( artisticamente e non solo ) dal sottoscritto in combutta con il mio socio Simofonik. Grazie ad una partnership con il gruppo editoriale Saifam e con Jaywork, siamo finalmente riusciti a dare il via all’etichetta discografica digitale che avrà come scopo quello di divulgare le produzioni di artisti emergenti legati in qualche modo al concetto di groove, senza preclusioni di genere. L’etichetta, oltre a me e ai Gain on top, ha già ” affiliato ” due artisti, rispettivamente Marka-T, giovane promessa della scena Techno / minimal ed il vecchio amico, ormai residente a Londra da diversi anni, Ale Doretto. Tra pochissimo usciranno nei principali portali digitali ( itunes, beatport, juno ) le nostre prime release ( il primo inedito dei Gain on top, dall’incoraggiante titolo ” Dynamite in your ass “, il primo inedito di Marka T dal titolo ” Drivin a cat ” e due inediti di Ale Doretto ), mentre alcuni dei nostri nuovi remix sono già disponibili su Digital-tunes.net o nel nostro sito. Insomma senza grandi pretese ma con tanta voglia di divertirci e di fare le cose al nostro meglio siamo partiti in questo ambizioso progetto e vedremo dove ci condurrà. L’etichetta come dicevo non si pone limiti di genere, l’importante è che il groove sia l’asse portante della musica in questione. La nostra politica è quella di lavorare come una grande famiglia, offrendo agli artisti massima libertà di espressione e condizioni davvero convenienti in termini di royalities e licenze. Tutte le informazioni sul nostro sito:

www.tunztunzrecords.com

Io e Deadmau5..part II

August 22nd, 2009

6332_1192897697297_1074051625_30606512_1945259_n.jpg

E’ stata davvero un’esperienza indimenticabile. Non tanto sul piano professionale ( per carità..è stato importante ma non sono il tipo di persona che va in fissa per questo genere di cose..) quanto sul piano umano, per la caterba di emozioni che mi hanno attraversato. In particolare mi ha colpito l’affetto delle molte persone che ho avuto il piacere di conoscere in questi anni e che hanno percepito l’emozione e l’umiltà sincera e disinteressata con cui mi cimento nel mestiere di dj. Hanno capito che quello che mi muove, al di là di tutto, è l’amore incondizionato per la musica. Un’altro momento topico ( ah ah scusate l’involontario divertissment verbale..) è stato l’arrivo di Deadmau5 in consolle, salutato da un boato da stadio. Per prima cosa mi ha abbracciato. Poi ha spento la musica e mi ha alzato le braccia, invitando la pista ad applaudire. Mi sono sentito molto imbarazzato ma anche molto, molto felice. Una felicità che solo la musica, le persone umili e con i piedi per terra ( anche e soprattutto se sono delle superstar mondiali come Deadmau5 ), la gioia di stare insieme, ballare e di divertirsi, sanno dare. Scusate la retorica un pò becera da prete di provincia, ma ci tenevo a dire grazie. Grazie bel topolone e grazie a tutti quelli che mi vogliono bene e che mi dimostrano ad ogni occasione un affetto sincero ed incondizionato.

io e Deadmau5..

August 20th, 2009


Curioso il mestiere di Dj. Proprio stanotte, verso le 3.00, mi accingevo a tornare a casa in tutta tranquillità, quando da una telefonata apprendo che il giorno seguente ( giovedi 20 agosto ) avrei aperto il dj-set di Deadmau5 al Muretto di Jesolo. Ebbene direte voi? per una persona normale Deadmau5 è solo un nome che non dice nulla.. per chi qualcosa di musica elettronica ci capisce e non ha vissuto su Marte negli ultimi due anni vuol dire parecchio. Date un occhiata al video qui sopra e ditemi come dovrei sentirmi a suonare prima di questo super topo della consolle. Ho tutte le sue produzioni, semplicemente lo adoro. Ed ora, per una serie di circostanze, mi trovo a suonarci insieme, a dover aprire un suo dj-set. Bello il mestiere di Dj.

The next big thing:
The Glamour Manifesto

March 22nd, 2009

head02.jpg

Complice l’età e una militanza assidua come soldato semplice arruolato nelle file dell’indie-rock ( in tutte le sue derivazioni..dalla daydream nation dei Sonic Youth, alla sedia incazzata degli Alice in Chains, successivamente passato sul fronte Britannico e lì tuttora insediato ) è difficile che mi gasi particolarmente per una nuova band. Certo mi piacciono tutte le band “ groovy “, probabilmente in reazione ad anni passati ad ascoltare i My Bloody Valentine ondeggiando in preda allo spleen adolescenziale o il vecchio Morrissey implorare “ hang the dj “ ben prima di diventare, ironia della sorte, io stesso un dj. Quindi le band che prediligo oggi sono quelle che viaggiano oltre la soglia dei 130 bpm, che funzionano bene anche nei club e che spingono a manetta sul groove, elemento che nell’indie-rock 90s era sempre subordinato al wall of sound, con le chitarre a cannone e un’indefinito noise di fondo che stordiva il cervello e la mente ma lasciava le gambette pietrificate ed incapaci di muoversi. Insomma dopo anni di rock esistenzialista e molto celebrale, prediligo ora le band che badano alla groova. Per questo e per mille altri motivi in questo periodo sono letteralmente in fissa per i The glamour manifesto che nonostante siano da queste parti ( si dividono tra la mia Jesolangeles e le colline Vicentine ) tutto sono meno che la classica “ local “ band. Dotati di una attitude molto internazionale, di una line-up cosmopolita e soprattutto di idee molto chiare in ambito di scelte stilistiche ( di loro mi piace tutto; Musica, look, grafica, testi, suoni ) i The Glamour Manifesto potrebbero tranquillamente essere una band Inglese. Ad appena un anno dalla nascita del progetto, Armen, Francesco, Luca, Riccardo e Mattia hanno già fatto uscire un singolo in U.K con l’etichetta Ear Candy e hanno da poco pubblicato il loro debut album dal titolo omonimo, un autentico concentrato di anatemi al fulmicotone che ti fanno muovere il culo anche se non vuoi. (more…)

Always amanetta supergigamegamix vol. 01

March 8th, 2009

hfhgfgfhggfhf.jpg

Bella, come promesso ecco qui il nuovo megamix dei Gain on top. Il titolo vagamente altisonante ricorda certe compilation Tekno-maranza anni 90, in cui tutto era necessariamente o super o quantomeno mega. 55 Minuti con oltre 30 canzoni, decine di acapella, un paio di mash-up nuovi di zecca e molto spirito ” funk ” a fare da collante. Ideale da piazzare in macchina prima di una seratona. Ecco a voi.

ALWAYS AMANETTA SUPERGIGAMEGAMIX VOL 01

Colpo grosso su Radio Dee-Jay

March 4th, 2009


Bella raga, buone newz in casa Gain on top: Da un paio di settimane il nostro rmx di Colpo Grosso degli amici Micromala è entrato nella programmazione musicale del Dee-jay time di Albertino. Presto il pezzo uscirà anche in vinile e altrettanto presto vedrà la luce la nostra digital label che si chiamerà Tunz tunz records e oltre a pompare i nostri pezzi e i nostri rmx si occuperà di produrre e far uscire in digitale ( beatport e itunes ) anche produzioni di artisti e producer che ci sollazzano. A questo proposito, non esitate a mandarmi le vostre cose che non si sa mai. Ciò detto godetevi il video qui sopra che testimonia tutto l’affetto con cui viene accolta Colpo Grosso quando la suoniamo nei nostri set. Come sempre grazie a tutti e buttate un occhio alle date per venirci a sentire. Yo.

Più giovani di ieri:
Simon Reynolds, l’indie-pop ed il culto dell’innocenza

January 27th, 2009

simonnoise.jpg

“ I was so much older then / i’m younger than that now “
Allora ero molto più vecchio, oggi sono più giovane.
The Byrds

Adoro Simon Reynolds e penso che tutti quelli che hanno a che fare con il music business dovrebbero leggerlo. Penso che un aspirante dj, ancor prima di iniziare a smanettare sui piatti o diventare un nerd tutto brufoli e Ableton, dovrebbe leggere Generation Ecstacy, into the world of techno & rave culture ”, infelicemente tradotto in Italia con il titolo di generazione ballo/sballo, che così a dirla tutta fa un pò Lucignolo come titolo. Anche tutti coloro che aspirano a diventare critici musicali, praticamente nessuno, visto che grazie al web 2.0 lo siamo diventati praticamente tutti, dovrebbero leggere alcune pietre miliari della critica musicale, soprattutto Britannica, prima di sparare minchiate sui vari blog. Ad ogni modo Simon Reynolds, prima fanzinaro tra i più ispirati ( memorabili i suoi pezzi su Monitor ) successivamente critico musicale tra i più accreditati al mondo ( ha scritto su Melody maker, Nme, ed ora sul New York Times, su Village voice, su Wire e su Rolling Stones e innumerevoli altre testate con i contro ) è autore di autentiche pietre miliari del giornalismo musicale. L’occasione per parlare di lui è ghiotta, dato che è uscito da un paio di mesi anche in Italia Bring the noise ( 1985-2008 Hip-hop-rock, edizioni isbn ), raccolta di articoli pubblicati dal 1985 al 2008 su diverse testate, qui riproposti uncut e con dei brevi commenti dell’autore. Dunque, considerando che alcuni articoli scritti da Reynolds risalgono a vent’anni fa e considerando che l’autore aveva poco più di vent’anni quando li ha scritti c’è da restarci secchi. Considerate oltretutto che esiste pure un volume antecedente, dal titolo Rip it up and start again ( in Italia pubblicato sempre da isbn col titolo post-punk 1978-1984 ). Stupisce oltre che per l’incredibile bagaglio ( più che bagaglio direi bagagliaio..) cultural-musicale che Reynolds ha sin da sbarbatello, per la sicurezza e la varietà di argomenti ( contesto storico, riflessioni sul sociale, psicanalisi ) con cui vengono trattati i temi. Si passa con disinvoltura dai Mantronix ai Public Enemy( definiti un grande gruppo rock, sulla base dell’accezzione defjamiana di rap come rock nero…), dagli Usker du alla House degli esordi, dai Primal Scream ai Sonic Youth. A volte emerge la spigolosa spavalderia tipica dei cicciottenni ed un pizzico di snobismo da intellettuali che scopano poco e leggono troppo, ma ci pensa lo stesso autore a sdrammatizzare alcune posizioni estreme ( tipo il rap è una musica senza contenuti, destinate a durare poco ) ritornando sui suoi passi oltre vent’anni dopo e prendendo un pò per il culo il suo alter-ego sbarbo. Comunque, ci tenevo a proporvi in questa sede uno degli articoli di Reynolds più famoso e affascinante, uscito il 28 giugno 1986 sul Melody Maker con il titolo ” più giovani di ieri, l’indie pop ed il culto dell’innocenza”. Stupiscono davvero non solo le incredibili intuizioni di un Reynolds 23nne, ma pure le analogie con la scena musicale contemporanea ( con dei cortocircuiti per certi aspetti molto simili a quelli di quel momento storico ). Bella, giudicate voi. Le parti scritte in Italic sono tratte dall’articolo originale di Reynolds ( dalla traduzione Italiana di Michele Piumini per isbn ).

michael_jackson.jpg


Si è aperto un varco tra le definizioni di White e Black. Il rock ” serio “, non è mai stato così bianco, il mainstream pop mai così nero e radicato in r&b, soul e disco. E’ interessante notare come le principali accuse mosse dalla scena indie al pop da classifica siano, in termini di pop nero, le sue qualità milgliori: Melansaggine/sentimentalismo/sdolcinatezza si traducono in soul, iperpulizia in sound di classe, levigatezza in eleganza. Green ha accusato di razzismo la musica di gruppi indie come gli Smiths e in un certo senso ha ragione. Ciascun genere considera l’altro irragionevole e sconcertante. I neri trovano inconcebile l’idea di dotarsi di un look e di un sound trasandato e di produrre un fracasso assolutamente imballabile. Se invece scorrete i vinili del tipico fan dei Cure, troverete ben poche registrazioni di Micheal o Janet Jackson ( l’unico pezzo ” disco ” presente sarà Blue Monday dei New Order. ) Non credo che Morrisey esageri quando dichiara il suo odio per il funk o sentenzia che ” il reaggae fa schifo “. Se lo esaminiamo da vicino, l’indie-pop si qualifica come l’opposto del pop. Il pop da classifica si basa tutt’ora sui ritmi dance, mentre l’indie pop da classifica ha eliminato qualsivoglia elemento r&b. attingendo a modelli ultrabianchi quali Velvet Underground, Television e via dicendo. Il rock cosidetto serio è una cultura celebrale, tutta orientata alla contemplazione e alla passività corporea. Il maistream pop è invece una cultura corporea che al significato predilige il ballo e la spettacolarità. Certo, la gente balla l’indie pop/rock, persino brani ferocemente anti-dance come never understand dei Jesus and Mary Chain, ma in senso stretto l’indie pop richiede reazioni fisiche che contravvengono alle norme da ballo in senso stretto, inteso come pavoneggiamento sessuale, sacrificandone l’elemento cool. L’indie andrebbe ballato come Morrisey, con gesti bizzarri e sopra le righe che richiamano la ” danza libera ” della controcultura; Di fronte al bombardamento rumoristico, è sempre più quotata l’immobilità: La musica di Husker du, Sonic Youth e Jesus and Mary Chain, può farti al massimo ondeggiare la testa, ma di norma il frastuono ti paralizza in uno stato di estasi celebrale.

Che dire, assolutamente fantastico. Reynolds individua alla perfezione i tratti salienti della dicotomia bianco/nero che attraversa tutta la storia della musica pop ed analizza alla perfezione il momento storico 1984-1987 e tutte le sue skizofrenie. Il pop da classifica mutua dalla disco music, dal funk nero e dalle allusioni sessuali tipiche del soul ( cosa che succede tutt’ora ) il suo manifesto programmatico, mentre il rock fatica a stento a riprendersi dalla sbornia del progressive e ad entrare nei nuovi ingranaggi del music buisness, almeno fino all’esplosione del metal da una parte e del glam rock da classifica dall’altra. Incuriosisce che ciò che oggi viene comunemente definito indie-rock abbia drasticamente virato verso un’attitudine più ” funk ” e corporea e meno celebrale, pur mantenendo viva la tradizione letterario/semantica delle cult band anni 80 ( Cure, Joy Division, Smiths ). Se pensiamo ai nuovi paladini indie come Arctic Monkeys, Kaiser Chiefs, Franz Ferdinand, Klaxons, ma anche Kooks, Killers ecc ecc, difficilmente non troviamo un pizzicume di funk, alla maniera per intenderci di Gang of Four, Talkin Heads e via dicendo nei loro pezzi. Le hits devono funzionare nei club, devono girare sopra 127 bpm ed avere un buon groove; Questa la lezione che il rock ha imparato non tanto dal pop anni 80, quanto dal background musicale che quel tipo di pop scopiazzava; la musica black. Vediamo ad esempio la tematica amorosa come viene affrontata nei due casi:

l’indie-pop tende a dipingere l’amore in termini di devozione e idealizzazione, praticamente privo di allusioni sessuali. L’esperienza dell’innamoramento viene descritta in termini onirici, extracorporei. All’indie pop interessano i dettagli del corteggiamento, delle atmosfere evocate. Sofferto e problematico, l’amore indie-pop è un amore adolescenziale. Un tempo il rock si nutriva dell’ostentazione del corpo e del desiderio,rivelando la cruda verità dei sensi. E’ interessante dunque notare come il ” puro amore ” sia diventato più trasgressivo del libertinismo o della sfrontatezza sessuale alla Mick Jagger.

Anche in questo caso la riflessione ha del geniale; Se il pop mainstream ha mutuato dal soul e dal r&b la sua carica erotica e il suo atteggiamento sessualmente sfacciato, è anche vero che il messaggio è stato spogliato della sua carica più eversiva. Se faceva un certo effetto vedere Jagger dimenarsi come un ossesso sul palco, toccarsi i genitali o se i gridolini estatici di James Brown turbavano la casalinga della Brianza, è altresì vero che l’ostentazione sessuale portata ai massimi termini ( l’avvento del videoclip accellerò di brutto questo passaggio ) non fa più notizia è ha davvero poco di eversivo, ieri come oggi. Ecco allora che l’ambiguità sessuale, intesa come andoginia non come bisessualità, il maschio sentimentale e poco sicuro di sè, la ragazza ingenua e dai tratti sessuali appena accennati, sono l’immaginario erotico-sentimentale di cui si nutrono i gruppi indie del periodo, attitudine che continuerà anche con il grunge dove anzi l’elemento femminile tende addirittura a sparire del tutto. Un’ultima riflessione sul look; Leggete qua.

belle-and-sebastian.jpg

Un’idea di innocenza infantile pervade la scena indie. Si predilige l’ingenuità, l’entusiasmo ed il disordine tipici della fanciullezza. Si percepisce un atteggiamento condiviso di rimpianto, la voglia di stabilire un legame magico e candido con il mondo. Si tratta di una concezione romantica dell’infanzia, abbracciabile solo da una mente letteraria (ovvero il tipico fan indie). In realtà i bambini di oggi vogliono crescere in fretta e assomigliare a Simon le Bon o Madonna. L’infanzia ha riacquistato importanza perchè offre un immaginario ricco di potenziale dissidente. Laddove la ribellione rock si basava sulla verità censurata del desiderio adolescenziale,questa forma di indisciplina non è solo consentita ma prescritta come modello. Gli anni sessanta spadroneggiano nello schema indie perchè sono gli ultimi nei quali le idee di infanzia e di innocenza perduta erano monete corrente. Gli hippy, i situazionisti, ma pure la psicanalisi pone nel gioco la componente cruciale per la rivoluzione culturale. La musica ( pensiamo ai Pink Floyd ) rifletteva questa convinzione secondo la quale crescere è un percorso di brutalizazzione. Non di rado sembra che l’indie tipo si sforzi di assomiglaire ad una persona qualunque degli anni sessanta o cinquanta. Ecco dunque le tracce di abbigliamento pre-permissivismo: cardigan, soprabiti, eskimo, giacche corte, foulard, berretti e zazzere corte che probabilmente appaiono peculiari a quanti un tempo dovevano adottare quel look e oggi si godono il diritto di esibire una lunga chioma cotonata. Mescolati a questi elementi, troviamo i tratti infantili: Magliette da compleanno, felpe fuori misura, fiocchi e nastrini, colori vicaci, orecchie bene in vista. Persistono sporadici elementi punk o psicadelici ma l’effetto complessivo è infantile, perchè l’infanzia è l’unico momento della vita in cui i colori vivaci sono appropriati. Nel tentativo di non vestirsi come si pensa debbano vestirsi le donne per essere sexy, alcune ragazze sono incappate in uno stile ricco di connotazioni pedofile. La scena indie si sforza di proteggere l’innocenza dall’impatto di una cultura sofisticata. Ecco perchè attinge quasi esclusivamente da modelli bianchi; L’etica fai da te non attechisce nella musica nera, dove prevalgono raffinatezza e professionalità ( almeno fino all’avvento del rap ). Un tempo il rock ribelle poteva nutrirsi dell’animalismo proibito dell’ R&b, ma oggi quell’energia sessuale è solo un altro ingranaggio dell’immensa macchina del music buisness. Il conflitto tra desiderio e materialismo illustrato da Satisfaction degli Stones, non è più all’ordine del giorno.

Anche in questo caso, le similitudini con la scena odierna sono moltissime; Dalla diffusa nostalgia ( sia nella musica pop che nella dance..) per un ipotetico periodo dell’oro ( nel nostro caso gli anni 90 ) spesso osannato da persone che non lo hanno nemmeno vissuto direttamente ma attraverso l’eco distorta dei loro fratelli maggiori. Ecco dunque orde di vent’enni impazzire per le hit di Corona e Snap, conoscere a memoria tutti i personaggi di Beverly Hills 2010, celebrare attraverso party,grafiche e t-shirt i mitici 90’s intesi come l’ultimo periodo storico pre-virtuale. Dove la cioccolata era Ciobar, si giocava ancora a pallone sotto casa e i dischi si compravano in negozio. Avverto in ragazzi più giovani di me di qualche anno una pulsione nostalgica che non appartiene invece alla mia generazione, che odiava le hit commerciali che suonavano in discoteca e di certo non si vantava di guardare Beverly Hills ( anche se lo guardavamo tutti ) e che non sente minimamente la mancanza di quel periodo. Anche le riflessioni sul look le trovo particolarmente appropriate ed attuali e penso che si possa leggere in modo pressochè analogo l’esplosione di colori a cui abbiamo e stiamo assistendo ultimamente, sopratutto nella scena nu-disco in cui sembra che domini l’estetica ” mettitti quello che ti compra la mamma “. Se poi ci aggiungete che la prossima tendenza pare sia il look Hippie ( stile mgmt per intenderci..), allora ecco il cerchio chiudersi.

Pop porno dirty ravers rmx

January 23rd, 2009

il-genio.jpg

Bella raga, qui potete scaricare il nuovo rmx di Pop Porno ad opera dei Gain on top. Acido, pieno di marciume da fare schifo. Ideale per un aftershow in una balera di Manchester dopo un concerto dei Primal Scream, ma buono pure per la sagra della porchetta di Grassaga. Yo!.

POP PORNO DIRTY RAVERS RMX
Gain on top

Ammucchiata natalizia 2008

December 29th, 2008

3138621652_77021f7c9e_o.jpg

3138619954_6cd2f1571b_o.jpg

E’stata una settimana difficile, probabilmente una delle più difficili dell’anno, con una sfliza di party messi in fila l’uno all’altro che mi hanno fatto sudare dieci t-shirt e dormire davvero poche ore. Tra tutti i parties della settimana, la mezione d’onore spetta all’ammucchiata natalizia; Più che un party di natale, direi il party di natale. Per quelli che non c’erano ecco una sfliza di video della performance dei Gain on top, a metà tra il serio ed il faceto. Cassa dritta a pallettone, l’anteprima del nuovo rmx che abbiamo fatto per conto dei Micromala ( Colpo grosso ndr..devo dire che sta avendo un discreto successo…guardate il video e giudicate voi!! ) un paio di riff metallozzi ( i più arguti avranno riconosciuto la chitarrona dei Metallica ) ed un finale bubble-punk con i Prozac +. Che dire noi ci siamo divertiti, speriamo anche voi! Vi ricordo che nel post sotto potete scaricare l’amanetta megamix, ovvero un anno di delirio Gain on top compresso in 80 minuti di musica, mentre il rmx di Colpo Grosso dei Micromala lo trovate nella sezione apposita del sito nel link downolad. Bella.




Next Page »