Ammucchiata natalizia 2008

December 29th, 2008

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E’stata una settimana difficile, probabilmente una delle più difficili dell’anno, con una sfliza di party messi in fila l’uno all’altro che mi hanno fatto sudare dieci t-shirt e dormire davvero poche ore. Tra tutti i parties della settimana, la mezione d’onore spetta all’ammucchiata natalizia; Più che un party di natale, direi il party di natale. Per quelli che non c’erano ecco una sfliza di video della performance dei Gain on top, a metà tra il serio ed il faceto. Cassa dritta a pallettone, l’anteprima del nuovo rmx che abbiamo fatto per conto dei Micromala ( Colpo grosso ndr..devo dire che sta avendo un discreto successo…guardate il video e giudicate voi!! ) un paio di riff metallozzi ( i più arguti avranno riconosciuto la chitarrona dei Metallica ) ed un finale bubble-punk con i Prozac +. Che dire noi ci siamo divertiti, speriamo anche voi! Vi ricordo che nel post sotto potete scaricare l’amanetta megamix, ovvero un anno di delirio Gain on top compresso in 80 minuti di musica, mentre il rmx di Colpo Grosso dei Micromala lo trovate nella sezione apposita del sito nel link downolad. Bella.




Amanetta megamix:
One year of tunz tunz philosophy

December 27th, 2008

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Ed eccoci qui come promesso; E’ passato ormai un anno dalla nascita dei Gain on Top ed io ed il socio Simofonik abbiamo deciso di fare un regalo a tutti gli amici, i supporter e i compagni di scuderia che ci hanno sostenuto quest’anno regalandoci un botto di adrenalinica emozione in 4/4. Amanetta megamix raccoglie in oltre un ora di cassa dritta tutte le cannonate con cui vi abbiamo fatto sbomballare nel corso di questo primo anno, un paio di remix nostri ( tra cui Colpo grosso dei Micromala, fresco fresco di uscita ) i mash-up che avete più amato e altre amenità sballose. Inutile dire che questo è per voi, che avete saltato e ballato come si faceva ai tempi di Happy days rendendo ogni week-end indimenticabile.

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Inutile dire che molte cose bollono in pentola e che cercheremo di darci dentro ancora di più nei mesi che verranno. Last but not least vi ricordo che i remix, così come i re-edit e tutte le cacatine che produciamo in casa potete scaricarle per intero nella sezione download di questo sito. Nel frattanto, godetevi questa. E’ per voi ogni cosa che c’è lallae lallae. Buon natale dai Gain on top!

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AMANETTA MEGAMIX
ONE YEAR OF TUNZ TUNZ PHILOSOPHY

The next big thing: Glasvegas

December 22nd, 2008

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Il nuovo anno si apre all’insegna dei Glasvegas, la nuova creatura di Mr.Alan Mcgee, mentore della creation records che dice di adorarli e venerarli alla stregua di giovani divinità. Solo per questo vale la pena di fermarsi qualche secondo a riflettere visto che Mcgee, problemi di cocaina a parte, è uno che ci vede lungo e l’ultima volta che l’abbiamo visto così gasato era per una band di cazzoni hooligan di Manchester che aveva scovato in un infimo pub, successivamente passati alla cronaca con il nome di Oasis. Ad ogni modo la band di Glasgow ( ma quanto ne sanno questi Scozzesi?! ) arriva al suo debut album con la strada ben spianata dai due singoli ” Geraldine ” e ” Daddy’s gone ” e alla prima settimana di uscita vende 56.000 copie in Inghilterra piazzandosi al secondo posto dietro ai Metallica. Miracoli che avvengono solo nella terra di Albione. Definire il sound dei Glasvegas in una parola è semplice: Epico. Prendete il wall of sound caro a Spector ( e pure a Mcgee…pensate a Definitely Mabybe degli Oasis o ai Jesus and Mary Chain sempre prodotto di casa Creation ) e aggiungeteci un pò di nostalgia Smiths e tanti tanti echi di sixties. Nel caso dei Glasvegas però le citazioni non sono imbarazzanti, perchè palesemente note e dichiarate, a meno che voi non abbiate sedici anni e questo sia il terzo cd che vi comprate in vita vostra. Nonostante l’accessibilità pop dei ritornelli, nonostante i coretti, nonostante i campanellini, gli archi e tutto il repertorio, i Glasvegas sono meno accessibili di quanto sembrano. I sette minuti iniziali di Flowers and football tops la dicono lunga e sono lussi discografici che solo band come i Verve sembrano potersi permettere nel 2008 così come l’assenza di brani prettamente da club ( tappa ormai quasi obbligata per tutte le band…) o la tendenza al melodrammatico spinta ben oltre il livello degli Editors. Ecco, forse pure troppo. Unica pecca del disco l’eccessiva ” drammaticità ” degli arrangiamenti e pure della voce che ha volte ” soffre ” un pò troppo e tende all’emo. Ma forse è pure un problema di contesto. A volte spiegare ad un Italiano le dinamiche del pop Inglese è come spiegare il melodramma Napoletano ad uno del Ghana. I Glasvegas ( che è il nome con cui gli Scozzesi chiamano Glasgow..un pò come Jesolangeles che è il nome con cui gli Jesolani chiamano Jesolo ) sono immersi nella loro ” Scozzesità ” fino al midollo. (more…)

Buzz band

October 14th, 2008

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” Siamo una buzz band, sappiamo di non avere un futuro, per questo cerchiamo di prenderci tutto quello che possiamo prima di sparire per sempre. ” Un manifesto programmatico semplice ed efficace che, dietro una patina di apparente nichilismo naif, cela un’approccio ben calibrato e studiato nei confronti del music buisness e dei suoi isterismi mediatici. Difficile discernernere tra le band paccottaglia che ogni giorno ci propinano i media ( sempre più invadenti,sempre più sensazionalistici..NME in testa ). Difficile credere che ogni nuova band, sia LA BAND. LO hanno capito bene gli MGMT e pur consapevoli di essere vittime di questo meccanismo, hanno cercato di prenderne le distanze, dissimulando un pragmatico atteggiamento di distacco nei confronti della skizofrenia generata dalla 2.0 generation nei loro confronti. Ecco perchè ci troviamo a parlare di Oracular Spectacular, loro disco d’esordio, a quasi un anno dalla sua uscita. Perchè tale era l’isterismo generato intorno a questi due cazzoni, che pensavo si trattasse dell’ennesima stronzata da copertina. In parte, senz’altro, lo sono e ne sono ben consapevoli. Ma già il fatto che non pensino di essere i Radiohead li rende più simpatici della media. Inoltre il loro disco è tra i più bei esordi dai tempi degli Arctic Monkeys e tra i miei preferiti usciti quest’anno. Quindi, consapevole che molti come me probabilmente si sono fermati ad ascoltare il singolo pigliatutto Time to Pretend pensando che la meraviglia finisse lì, consiglio vivamente di farsi tutto il disco, perchè ne vale davvero la pena. Andrew e Ben, ovvero gli MGMT, sono due ex-studenti di Brooklin con la passione comune per il prog-rock degli anni 70 e per una non meglio precisata forma di Hippismo contemporaneizzato. (more…)

Nano rec a manetta

October 3rd, 2008


Un pò perchè sono degli amici, un pò perchè glielo dobbiamo visto che come Gain on top ci hanno dato l’onore di suonare ad uno di questi famigerati party, un pò per chi non c’era e dopo che ha visto il video non potrà più mancare, un pò perchè il nano che si vede all’inzio del video roteare sul turntable è mio e della mia darling..cazzo è pure un regalo ( scusaci Simo, ma è sempre stato un nano ribelle ), un pò perchè l’impegno, lo stile, i mille sbattimenti a cui una piccola etichetta ed un gruppo di persone ( capitanate dal buon Spiller ), grafici, designer, fotografi, dj, cazzoni, stylist, fashion victim e fashion killer mosse inanzitutto dalla passione devono sottostare per sopravvivere ed esprimersi, ho deciso di postare questo super-video. Il video è un piccolo manifesto che racconta non solo Nano Rec ( trovate tutto su myspace.com/nanorec ) ma un’intero anno gonfio di magnifici party e bellissime feste che poco hanno da invidiare a quanto succede in giro per il mondo. Questo video arriva al cuore di tutto il nord-est che balla e che fa ballare e che anche quest’inverno si prepara ad incendiare la pianura. Un cinque alla crew di zombie video che lo ha realizzato e a tutti quelli che compaiono nel video, sopratutto quelli sotto il palco che urlano come pazzi.

Back to back

September 5th, 2008

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Bella ragazzi, finalmente ci siamo. Usciti ormai in via quasi definitiva dal ciclone di impegni estivo e nonostante gravi su di me lo spettro di un trasloco ormai imminente ( motivo per cui ho lasciato la blogzine in uno stato di incuria senza precedenti ), posso finalmente riprendere a scrivere con una certa frequenza. State tuned dunque, almeno quei pochi che sono rimasti a frequentare le pagine del blog, perchè sono in arrivo una caterba di articoloni nuovi di zecca pieni di ghiottonerie pop. Nel frattanto, vi segnalo con largo anticipo il primo di una serie di appuntamenti con cui cercheremo di rendere meno tedioso l’inverno grazie ad una massiccia dose di 4/4 e belle chitarrone roboanti. Il 20 settembre io e il collega Simofonik saremo al New Age Club di Roncade ( Treviso ) per un back to back djistico ” contro ” ( si fa per dire..) Nikki e Aladyn di Tropical Pizza. Ci sfideremo a suon di dischi e cazzate un pò come fecero gli Aerosmith e i Run DMC, Madonna e Britney Spears, Albano e Romina. Ovviamente l’invito è esteso a quanti amano rockeggiare ma non disdegnano se parte un bel cassone in 4/4 ogni tanto, mica sempre, e non hanno pregiudizi sull’uso del sintetizzatore nei rock club.

Le luci della centrale elettrica:
Canzoni da spiaggia deturpata

July 15th, 2008

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Ok lo ammetto, è un mare di tempo che non scrivo qualcosa, per meglio dire di qualcosa. A questo proposito ringrazio quanti continuano a scrivermi chiedendomi qualche bazza in termini di uscite discografiche ed affini, puntualmente disilluse da la solita estate iper-frenetica a cui il mio lavoro principale mi costringe. Aggiungeteci poi che: a) Mi prende pure bene andare in spiaggia, cioè cazzo dopotutto abito al mare. b) Non è che ci sia poi molto di interessante di cui parlare. In effetti, tralasciando la bordata hype legata alla nuova ondata di french touch, tralasciando la solita euforia da party boy estatici che sorridono sempre e che riempiono i fotoblog di espressioni ebeti ( tra cui troneggia la mia, si intende ndr ), mi trovo un pò imprigionato in quello stato euforico-contemplativo da post coito. Dopo cioè un inverno davvero fulmicotonico e gonfio di belle serate, bella musica ( bella gente, bella situazione?! Dio mio come cazzo scrivo..vi prego uccidetemi ) adesso me ne sto qui, a riempire gli spazi vuoti ( pochi ) col joypad in mano, sparando alla cazzo sul nuovo episodio della saga di gta dove interpreto un Niko Bellich spietato come l’ultima finanziaria. Tempo sprecato? col cazzo. I migliori momenti della nostra vita, li passiamo con un joypad in mano. Comunque mentre mi trastullo e mi gingillo su queste elucubrazioni, arriva un disco di cui non si può non parlare. Per la verità il disco è uscito da tempo, per la verità giaceva sulla mia pila di ” cose da fare ” da tempo innumerevole, ma non ho mai sentito l’imput necessario a prendermi la briga di ascoltarlo. Devo ammettere che il titolo ha fatto la sua: Canzoni da spiaggia deturpata è un titolo davvero bellissimo. Ma andiamo con ordine. L’autore di questo capolavoro, a mio avviso uno dei più beli dischi Italiani degli ultimi due anni, si chiama, ironia della sorte, Vasco e viene da Ferrara, quella Ferrara di cui tutti noi conoscono la Blade Runneriana visione che si ha della zona industriale arrivando dall’autostrada. Quel concentrato abnorme di industria pesante, di zolfi e fumi che uccidono, di grigiume urbano puzzolente e avvizzito che, misteriosamente, ha un fascino tutto suo. Quel tripudio di luci e lucette. Le luci della centrale elettrica, appunto. Vasco da Ferrara, non ha nemmeno 25 anni ed un talento reale,difficile da mettere in discussione. Il talento oggettivo di chi sa scrivere canzoni, di chi non si gingilla dietro inutili e caricaturali macchingegni, di chi non è nemmeno così nerd da sembrare figo, di chi vive ai margini delle cose che contano. Una voce, una chitarra. Un paio di sovraincisioni. Il resto è puro flusso emozionale, il flusso che appartiene ai grandi cantastorie. (more…)

Gain on top

April 27th, 2008

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Già qualche tempo fa vi avevo accennato qualcosa sul progetto Gain on Top, neo-creatura a quattro mani che condivido insieme all’amico Simofonik. Il progetto nasce un pò per caso ed un pò per gioco tra le file del New-age club, in cui verso la fine dell’inverno ci è stata affidata una residenza il venerdì sera tanto ambita quanto ” difficile “. Gain on top è nato con l’intento programmatico di coniugare la nostra passione per il rock’n roll con quella per la musica elettronica e la cassa dritta irruenta e un pò ignorante. Ammetto che col tempo l’asse si è decisamente spostato in favore della seconda, ma è una questione congenita alla situazione in cui il progetto è nato. Effettivamente non è stato facile ( non lo sarà nemmeno in futuro ) proporre musica elettronica, sebbene irruenta, ad un pubblico come quello del New Age, avvezzo principalmente al rock, meglio se ultra conosciuto e ampliamente masticato. La sfida dei Gain on top è stata un pò quella, riuscire a portare un pò di groove elettrovoltaico in un contesto dove la cassa dritta è vista con diffidenza, non per rispondere ad un puro spirito di provocazione, ma semplicemente perchè è esattamente in questa direzione che sta andando il rock o meglio, lo spirito del rock. Viceversa, ci siamo trovati a mettere i dischi in contesti decisamente più votati alla cassa dritta e con orgoglio siamo riusciti ad intrufolare nel nostro set i Rage Against the Machine, i Metallica e pure gli Acdc mischiando notevolmente le carte in tavola e confermando una tesi che da tempo mi batteva sulla testa, ovvero che la distinzione netta tra i generi musicali è obsoleta, fuori tempo e, alla lunga, noiosa. Quindi provocare, sempre con intelligenza e con rispetto delle altrui opinioni è giusto ed è pure giusto rischiare qualcosa quando si ha la fortuna di mettere i dischi in contesti importanti, anche a costo di prendersi qualche fischio. (more…)

Hercules and love affair:
s/t

March 27th, 2008

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Ora, era davvero difficile trovare un’icona gay più gay di Ercole imbrigliato in qualche intrico amoroso di ambiguo orientamento. Non ci sono cazzi e non c’è nemmeno da fare tanto i contrariati, voi che sudate sulla pista con possenti groove incazzosi e pensate di essere dei machos, o anche dei nachos. La disco music è da sempre gay oriented, fatta da gay per i gay, poi pazienza se piace anche agli altri. Ed è per questo che è così sexy e oltraggiosa, così incredibilmente rivoluzionaria e carica di pathos. Per questo motivo molti la amano e altrettanti la odiano. Perchè destabilizza le proprie certezze, sopratutto in campo sessuale ed annienta il sottile e labile confine dell’identità sessuale chiusa ed indiscutibile. Come l’heavy metal o come i film sui cow-boy. Insomma avete mai visto una donna su un film di cow-boy? guardate che Broken Montain ha scoperto l’acqua calda. Comunque non divaghiamo, Hercules and love affair è, per il momento, il miglior disco uscito nel 2008. Dietro al progetto si cela Andy Butles, bel giovine operante nella grande mela con una passione sfrenata per i classici. In tutti i sensi. Dagli evidenti riferimenti alla mitologia ellenica ( Hercules theme ) e all’iconografia del periodo ( bei fustacchioni gnudi, discoboli dai bicipiti possenti, fanciulli efebi e compagnia bella ) sino a quelli per la disco-music classica. Quella di New York city, dell’afro beat di Arthur Russel. Ma anche la prima house di Chicago. Calda. Oltraggiosa. Sensuale. Il disco non poteva che uscire per DFA, etichetta newyorkese ( Lcd Soundsytem, BlackDice, The Rapture per intenerci ) che meglio di chiunque altra ha saputo interpretare questo spririto e renderlo attuale. Il disco è anticipato dal singolo Blind, il primo vero anatema dell’anno 2008. Il pezzo è semplicemente perfetto. Godetevelo finchè resterà una cosa da condividere privatamente tra appassionati perchè è destinato a diventare il tormentone dell’estate e a luglio vi avrà già rotto le palle. Ma ha un incanto e una magia notevole. Quando passa per radio ti fermi un secondo e ti senti trascinare dal quel groove monocromatico e pastoso. Poi arriva quella voce. Ti lascia esterefatto. Nel senso che ti spiazza. Non è la voce che ti aspettavi di sentire. Non capisci se è una di quelle minchiate tipo Love Generation di Bob Sinclar o se sotto c’è della sostanza. Poi arrivano le trombette e dici cazzo no, le trombette no. Poi ascolti bene e pensi, porca troia le trombette che figata.Poi ancora quella voce, che incanta e seduce. Efebica ed innaturale, mitologica. Quella voce è il divino Antony.
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Un efebo sgraziato, uno scherzo della natura. Con una voce lieve come un liuto,tuttavia in grado di sedurre Zeus con la sua fragilità. Oppure Diana cacciatrice. Antony va a letto con Bjork. Non che scopano insieme, ci mancherebbe, lui è definitivamente assessuato ed incarna uno stato di purezza assoluta, come le sacerdotesse di Apollo. Sono molto amici e a lei piace dormire con lui e accarezzargli la testa e proteggerlo, come un peluche. Parafrasando il buon My Robot Friend, Andrew Butler con questo pezzo ha esaudito la richiesta di una generazione: Sdraiare la vellutata voce di Antony sopra un manto di beat celestiali. E cazzo se c’è riuscito. Ora se vivessimo in un mondo normale, uno così dovrebbe cantare in Vaticano davanti al Papa perchè cazzo davvero ti mette in sintonia con l’universo e ti aiuta a comunicare con Dio. Vabbè. Ad ogni modo non che il resto del disco sia da meno; Si prosegue sui medesimi binari in almeno un paio di episodi cruciali ( You Belong ) e nel complesso siamo difronte a 46 minuti di epopea disco e mitologia della dance, stile a manetta, bassi liquidi e funk, odore di sesso e urina e tutto quel campionario lì. Lì a danzare tra gli angeli che, si sa, non hanno sesso e se ce l’hanno lo tengono ben nascosto tra i calzoni.

Velvet Revolver dal vivo
Ambassador, Dublino

March 19th, 2008

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Dal nostro corrispondente dinosauro del Rock nonchè bestia di Satana Cozzy Osbourne.

La cosa davvero bella di andare a un concerto rock e’ far parte dell’umanita’ che vi partecipa. Lasciamo stare gli artisti sul palco, di quello scrivo dopo, voglio fermarmi un attimo per fare una breve descrizione del pubblico.Ho visto gente che ha tirato fuori per l’occasione la maglietta del Monsters Of Rock del 1988 credo…quando gli esordienti Guns erano in giro per promuovere Appetite For Destruction e per distruggersi a loro volta. Ho visto uno col giubbotto in pelle con disegnato sul retro lo Slash-teschio della copertina del sopracitato disco. Giovani ragazzotti irlandesi che hanno passato il concerto a fare headbanging come nella migliore tradizione rock anni 80. Ragazzi ancor piu’ giovani accompagnati o dalla mamma o dal papa’ che gridavano e fischiavano e saltavano piu’ dei figli. D’altra parte io avro’ per sempre il ricordo di mia madre che si guarda il concerto dei Rolling Stones a Roma in piedi su una sedia a ballare…potenza di Mick Jagger…Le coppiette rock e romanticone che limonano su Patience. I gruppi di 30-40enni sbronzi che cantano il ritornello finale di Patience. Quelli (e ci sono sempre) che restano impassibili, fermi immobili, non accennano a nessuna reazione, non applaudono, non si bevono neanche una birra. Ragazze in troieggio che pensano di poter fare le groupies come se ai 5 sul palco gliene potesse ancora fregare qualcosa. E quindi fanno le groupies col pubblico. Il solito che riesce a scatenare una rissa (durata meno di 10 secondi) all’inizio del concerto. Insomma, tutto il campionario classico del concerto rock n roll, anzi, direi dei veri dinosauri del rock. Anch’io mi ritengo un dinosauro del rock, anche se non mi trovo in piena sintonia con la definizione di dinosauro del rock dell’amico Electroboogo. Sono un dinosauro perche’ continuo ad esaltarmi con canzoni che ormai fanno parte dei libri di storia della musica, mentre il nuovo spesso mi annoia (non sempre, ma e’ da una settimana che non faccio altro che ascoltare Warpaint dei Black Crowes o il David Bowie di Ziggy Stardust) o non mi dice niente in quanto mi da l’impressione di essere qualcosa di effimero e quindi destinato a morire e ad essere dimenticato.

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I Velvet Revolver magari finiranno presto la loro avventura, ma da veri dinosauri sono immortali. Prendete Slash e Duff McKagan, compagni di merende da piu’ di 20 anni che suonano ancora roba tipo It’s So Easy. Ma basta, che palle, son vecchi, vaffanculo mi pare di sentire i cori dei ribelli del nuovo a tutti i costi o ” non ascolto nulla che sia stato pubblicato prima di Homework dei Daft Punk o di Moon Safari degli Air ” o ancora ” la chitarra elettrica e’ morta ”. A giudicare dal fatto che i concerti di questi 40enni fanno registrare continuamente il tutto esaurito e che tra il pubblico i 20enni sono sempre la stragrande maggioranza mi viene da pensare che no, la chitarra elettrica e’ ancora viva e il rock anche. Magari se ne sta per i fatti suoi, e non comunica piu’ come faceva nella sua eta’ dell’oro, ma a me questo non interessa e francamente non credo interessi a nessuno, perche’ l’importante per noi dinosauri e’ passare ogni tanto un paio d’ore facendo quattro salti, bevendo qualche sana birretta, cantare canzoni con cui siamo cresciuti e andare a casa belli contenti a guardare le foto che abbiamo scattato e a scrivere qualcosa sulla bella serata.Proprio quello che ho fatto io, vostro dinosauro di fiducia.
It’s only rock’n'roll, but I like it (balalaika?).

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