2008 Most wanted

September 30th, 2008

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Odio andare al cinema. Non ci vado praticamente mai. Non dico che l’ultimo film che ho visto in un cinema sia stato i Goonies, ma poco ci manca. Non mi piace stare nella sala con altre persone. Non poter scoreggiare con serenità o farlo sentendomi terribilmente in colpa. Non poter mettere la pausa se devo pisciare. Per gli stessi identici motivi invece molti amano andare al cinema. Io no. Poi uno dice, cazzo c’è lo schermo grande a 16:9, vuoi mettere spararti il Signore degli Anelli col mega Dolby in un super-cinema eccetera eccetera? beh io ho un maxi televisore del cazzo e anche un Dolby ( merdabondo..ma che cmq ha il suo perchè in una stanza di 12 metri quadri ) e i film me li guardo sul divano di casa un anno dopo che sono usciti. Ecco tutto questo per dire che non sono certo un cool hunting invidiabile in fatto di film, visto che li vedo circa un anno dopo la loro uscita nelle sale, ma devo dire che scegliere di noleggiare un film o di comprarlo un anno dopo che è uscito ha i suoi perchè e ti consente di aprezzarne i contenuti o di sbeffeggiarli lontano dall’isteria mediatica che contagia le novità di ogni genere. Poi cmq i film che mi piacciono non li fanno mai al cinema e di certo non andrei a vederli in un cinema d’essai per queste cinque buone ragioni: 1) In zona non ce ne sono e quelli che ci sono hanno lo schermo più piccolo della tv di casa mia. 2 ) Sicuramente mi starebbero sul cazzo tutti quelli dentro al cinema, con la loro aria da intellettuali consumati e la t-shirt dei Modena City Ramblers. 3) Molto spesso dopo la proiezione o ancora peggio prima, c’è un dibattito oppure un coglione che presenta il film vestito come Nanni Moretti. 4) L’aria è sempre tesa e tutti si prendono troppo sul serio 5) Dentro la sala c’è sempre puzza di merda. Quindi i film me li guardo a casa anche diversi anni dopo che sono usciti. Il più bel film che ho visto di quelli che sono usciti quest’anno e Juno di Jason Reitman. Il film ha avuto una certa eco nel web e pure sulla carta stampata. In quest’ultima più che altro perchè tratta un’argomento ” scabroso ” cioè un’adolescente che resta incinta e sceglie di non abortire e dunque ben si presta a dibattiti e puttanate varie. Non sono certo la massima autorità riguardo gravidanze adolescenziali nè tantomeno voglio inerpicarmi su dibattiti pro o contro aborto, ma vi assicuro che la tematica è affrontata in modo leggero e da una prospettiva molto ” pop “. La trama del film e varie recensioni le trovate praticamente ovunque in rete, quindi vi racconto ciò che del film ha colpito il sottoscritto ( come senz’altro una folta schiera di cazzoni ) e perchè dovreste vederlo se non l’avete fatto, anche se non siete donne o gay. (more…)

Daft Punk is playing at my house

August 13th, 2007

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Ne parliamo con un pò di ritardo certo, mi sono pure rotto il cazzo di spiegarvi il perché. Tempo ancora un paio di settimane ed electroboogo.com tornerà ad essere la cool-hunting blogzine attenta a tutto ciò che succede e sempre sul pezzo ( di qualunque pezzo si tratti ) che amate tanto leggere mentre scaricate dvx porno. Sebbene in ritardo, sebbene dalla prospettiva asettica dell’intellettuale seduto davanti al pc sulla tazza del cesso mentre gingilla con i gioielli di famiglia, non potevamo buttare giù due righe pure noi in onore dei Daft Punk e delle faccende che li riguardano. Prima di tutto la loro esibizione al festival Traffic di Torino, allo stesso modo osannata da circa 60.000 sbronzoni in delirio estatico dinnanzi alla Louvriana consolle-piramide del duo e criticata da qualche ciccione rimasto deluso perché “ in fondo sono solo due tizi mascherati che schiacciano un paio di pulsanti. “ Io sto esattamente nel mezzo. Non si può certo restare indifferenti di fronte ad una produzione elefantiaca, coraggiosa, assolutamente geniale e costruita con garbo ed eleganza ( spesso, quando non si hanno problemi di budget, è un attimo scivolare nel pacchiano-truzzo stile banda della Magliana..) euclidea e algoritmica. Chi ha avuto la fortuna di assistere al datf punk show ( forse più corretto di Daft punk live ) credo che faticherà a dimenticarselo, grazie allo straordinario lavoro di light-designer, ingegneri, video artisti e tecnici vari. Poi ci sono i due robot seduti sopra la piramide, che danno l’impressione di non fare assolutamente un cazzo. Muovono delle leve, ma se li si guarda con malizia danno l’impressione di muoverle alla cazzo di cane, senza una logica precisa. Forse hanno semplicemente un cd, probabilmente masterizzato, in play. Io personalmente farei così. Mi intascherei i miei 160.000 euro ( prezzo di listino dello show ) per mettere su un cd, vestirmi da robot e starmene sbronzo da far schifo davanti a 60.000 persone urlanti. Dai cazzo chi non lo farebbe? Chi si romperebbe le palle a fare un vero live con le macchine, magari rischiando di sbagliare l’inclinazione del pitch control, o andando fuori tempo o cancellare inavvertitamente la banca dati con i suoni.
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Una volta, ad un live con la mia band, gli Zimmer mit frhustuck, eravamo talmente ubriachi da non riuscire a collegare il mac alla drum machine con il risultato che abbiamo suonato tutto il nostro repertorio electro con il banco suoni dei peruviani della stazione, tutto cimbali, maracas e campanacci. Sembravano i los lobos ( locos, loros come cazzo si chiamavano…insomma quelli della lambada ) teutonici. Ad ogni modo, così va lo show-biz, non tutto quello che brilla è oro e spesso le maxi-produzioni servono a sopire le carenze oggettive di questo o quell’artista. Almeno così sostengono i detrattori. Ma poi ci sono le 60.000 persone che ballano come ossessi e soprattutto una parola show, che da sola dovrebbe spiegare molte cose. Chiunque va a vedere un concerto di che ne so, Madonna dovrebbe sapere che Madonna in realtà canta pochissimo e supportata da sei coriste su palco ( più due fuori palco, in gergo chiamate “ soustain “ ) ma chissenefotte, noi siamo qui per lo show, mica mi aspetto che mi faccia una versione unplugged di Gloria in stile Patty Smith. Idem per lo show dei Daft Punk: Si ok schiacciano dei pulsanti forse, forse nemmeno quello, ma cosa cazzo ti aspettavi da due tizi che si fanno chiamare Daft Punk e che da anni si vestono da robot e fanno la più geniale ed irriverente musica elettronica da ballo del secolo. Ti aspetti di ballare no? e hai ballato, quindi non rompere le palle. Altrimenti trastullati e vatti a vedere Steve Vai e fatti una sega ad ogni suo merdabondo assolo. (more…)

Demetrio Zabinov: Il Film

January 26th, 2007

Finalmente, dopo il prequel dedicato all’indagatore del no-sense ( ancora disponibile all’interno della rubrica dell’assurdibile ), il film integrale di Demetrio Zabinov. Inutile soffermarsi oltre, molto è stato detto sulla più geniale e controversa figura letteraria del nuovo millenio. Come il merchandise dei Kiss, Demetrio Zabinov invade ormai ogni campo, dal cinema alla letteratura, passando per la novel-graphic, la musica, il decupagé. Guardate il film e preparatevi, a partire dal mese prossimo, a seguire i suoi racconti, nella speranza che il Professor Malallarme riesca a captarli e a renderceli noti. E come lui stesso direbbe, un,due,trenta…Venticinque.

PRIMO TEMPO:

SECONDO TEMPO:

I.R.D.D.Z.

January 4th, 2007

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Avete già sentito parlare di un collegamento I.R.D.D.Z. Si? Vili mentitori. Certo potrebbe anche esistere un altro i.r.d.d.z. ma non sarebbe questo. Ed è maiuscolo o minuscolo? I.R.D.D.Z. è un sistema situato in una sorta di modem artigianale che ci permette di cogliere dall’etere, dove per etere intendo l’etere liquido, l’acronimo di ciò che rappresenta la sigla I.R.D.D.Z. Questo modem siamo in pochi a possederlo. In pochissimi. Esso ci permette di ricevere: “ I Racconti di Demetrio Zabinov ”. L’indagatore del No Sense. L’antiEroe Noir Psichedelico decisamente dotato di Pop Attitude. La figura di Demetrio Zabinov nasce nel dicembre 2001 come soggetto di un cortometraggio di circa un quarto d’ora, scritto, diretto, interpretato e prodotto da tre giovani film-maker Jesolani. Nel giro di poco tempo arriva la conferma che Demetrio esiste, ed infatti l’omonimo cortometraggio presentato in una versione ridotta ad un piccolo concorso, vince intascando così (more…)