Ragazza myspace

November 11th, 2007


Da tempo mi ero ripromesso di scrivere un pezzo che trattasse del dilagare incontrollato su myspace di sweet Lolita teenageriali che riempiono il loro profilo di foto che turbano il sonno di noi trentenni ormai prossimi allo sfacelo fisico e che sembrano tutte fighissime e molto disponibili. Vedendone e riconoscendone qualcuna di persona ( sempre non intenzionalmente..magari ad un concerto o a qualche dj-set ) ho scoperto ( capirai che scoperta..) che sono quasi tutte bruttine, o per meglio dire tozze. Cioè, si sa photoshop fa miracoli. E anche fotografarsi dall’alto aiuta. Comunque questa ed una serie di riflessioni sul mondo myspace ( di cui anch’io sono vittima ) da un pò di tempo mi ronzavano nel cervello, quand’ecco che mi imbatto in questa canzone che da sola riassume molte delle sopra citate tematiche. La band autrice di questo divertente brano si chiama Dio della Love e dovrebbe essere una band demenziale. In realtà gli altri brani che ho ascoltato sul loro profilo non sono un granchè, anzi sono decisamente brutti e non fanno ridere,ma visto i tempi che corrono potrebbero diventare a breve un fenomeno di costume nazionale, ammesso che non lo siano già diventati. Il video che vi propongo infatti capeggia sulla home di myspace già da qualche giorno. Guardatelo e meditate.

American Apparel:
The style Grid

October 9th, 2007

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Non sono un fan della prima ora del brand American Apparel. Per dirla tutta, le prime cose che mi è capitato di vedere mi facevano cacare e mi facevano venire in mente cose tipo le foto delle copertine dei vhs con Barbara Bouchet che ti insegna a fare aerobica o la tipa che insegnava ginnastica a quelli di Amici e che poi hanno cacciato su media-shopping a vendere delle cose perchè era diventata troppo cicciona. Il mondo di riferimento del brand è costellato da costumi interi in lycra lucidissima, t-shirt slabbrate dai colori sgarcianti indossate da tipe con l’aria sfatta ma molto sofisticata, calzini in spugna come quelli che mi comprava la mia mamma ai magazzini Davanzo con l’immancabile tricolore e la scritta Italia 90. Ma soprattutto i fouseaux, noti anche con il termine volgarizzato di ” ciclisti ” perlomeno dalle mie parti. Ad ogni modo un vero capo-feticcio dei tardi anni 80 ( e anche primi anni 90, soprattutto nella variante li metto sotto i Jeans strappati, anzi a brandelli, come Hulk dopo che è tornato normale ) I foseaux di American Apparel coprono una gamma di colori vastissima, da ogni tipo di viola mai apparso sulla faccia della terra al giallo canarino, fino alla conturbante variante zebrata e/o leopardata che farebbe invidia ad ogni matta del paese. ( si sa che tendenzialmente ogni paese ha una matta e che di norma questa indossa dei fouseaux e/o ciclisti ). Tutto questo prima che mi capitasse di visitare il negozio monomarca che A.A ha recentemente aperto in Porta Ticinese a Milano e che mi ha fatto un pò ricredere. Oltre ad avere acquistato un bel po’ di mutande dalle colorazioni insolite ( tipo culo marrone elastico panna, oppure culo viola elastico bianco ) e una felpa viola Tim Burton in pura ciniglia ( ” potrò usarla come asciugamano nel caso si infeltrisse al primo lavaggio “, ho pensato mentre gingillavo incerto sull’acquisto..poi invece anche dopo diversi lavaggi è ancora perfetta ) ho avuto finalmente modo di approcciarmi alla filosofia del brand, anzi del no-brand per dirla alla Naomi Klein, e di vedere da vicino un bel po’ di capi niente male. (more…)

10 anni di Trash

March 14th, 2007

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Non stiamo parlando di Buona Domenica. Parliamo di una delle one-night più insidiosamente cool e stratosfericamente acclamate del pianeta, una di quelle entrate nella leggenda. Paradossalmente e in piena sintonia con la tradizione ( vedi lo Studio 54 o il Paradise Garage ) la serata Trash chiude ( per meglio dire si evolve in qualcos’altro che al momento ancora non è chiaro…) proprio in uno dei suoi momenti di più fulgido splendore, quando il padrone di casa Erol Alkan è ormai uno dei Dj e remixer più acclamati in territorio Rock-indiedance e recentemente anche nel Pop che conta. Chiude quando immaginarsi Ravers, Mods, Rocker e Freaks ballare sulle stesse note di un remix di Morrisey non è poi cosa così improbabile. Ogni Lunedì sera ( già qui onore al merito…una serata clubbin di lunedì sera è fantastico….) al The End di Londra ( scendete a Tottenham Court Road e in due minuti ci arrivate ) si svolge la famigerata serata Trash. Ad essere precisi, la serata nasce nel 1997 nel club Plastic People ( Oxford Street ) per poi spostarsi, causa l’ormai limitata capienza del club e il crescente hype della one-night, al The End e lì restarci. (more…)

Stivaletto, che passione

February 17th, 2007

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Parliamoci chiaro: Gli stivaletti, in genere, fanno piuttosto cagare. Per quelli di noi cresciuti a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90, lo stivaletto è sinonimo di tamarragine all’ennesima potenza e richiama alla memoria, un po’ come La Madeleine di Proust, la fibiona di El Campero che un buon tamarro abbinava senza remore allo stivale Durango e sopratutto il logo di “ El Charro “ che ricordo passavo ore a disegnare sui quaderni di scuola cercando di captarne la perfezione argometrica del font. Riflettendoci a lungo, tuttavia, mi viene da pensare che lo stivale in genere, sia più che altro una questione di personalità. A prescindere dagli abbinamenti spesso davvero grossolani e dal degrado stilistico che in Italia abbiamo raggiunto negli anni del terrore ( 1985-1992 ) va altresì riconosciuto ai “ fanatici dello stivale sempre “ un guizzo di personalità sopra la media. Chi, nel corso di quegli anni, faceva abbondante uso di stivale ( in particolare il modello “ Country boots “ stile cercatore d’oro nel selvaggio west ) si distingueva, nel bene o nel male, per essere una persona particolarmente estrosa. Magari aveva un cinquantino ( inteso come moto 50 di cilindrata ) . Magari aveva i Jeans Carrera bianchi. Magari era stato bocciato tre volte in seconda media. Oppure era un bullo di paese. Magari aveva una cassetta degli Iron Maiden. Magari aveva l’Afagano, quando tutti intorno smazzavano solo marocchino. Insomma tutti quei plus che fanno, quando si è teenager, di un individuo normalissimo, il tuo eroe. (more…)

April 77:
Dance tonight, revolution tomorrow

December 20th, 2006

Che cosa hanno in comune bands ed artisti come Franz Ferdinand, The Horrors, Rolling Stones, International Noise Conspiracy ed Iggy Pop? oltre a qualche groupie e probabilmente qualche pusher ( a parte i Franz Ferdinand che ripetute voci di backstage riferiscono essere ragazzi coscienziosi ed estremamente disciplinati ) condividono pure lo stesso stilista. Pur con le rispettive differenze di look e di stile, non si può far a meno di notare una comune attitude, che inevitabilmente converge in un’unica direzione atta al recupero, in alcuni casi davvero filologico, dei principali archetipi stilistici del Rock’n Roll style frullati insieme in un delirante cocktail post-moderno. In realtà l’operazione messa in atto non è certo cosa nuova nell’ ambito della moda pop-rock, anzi possiamo affermare che la miscelanza di capi e accessori appartenenti ad epoche molto distanti nonché a retaggi culturali e socio-politici molto differenti è una costante che si ripete dalla nascita stessa del concetto contemporaneo di moda, ovvero verso la metà degli anni 50. Pensiamo ad esempio al look neo-edoardiano di inizio secolo che, intorno al 1952 si fonde con la drape-jacket ( giacca lunga a risvolti stretti ) americana importata da personaggi come Cecil Gee e che darà origine ad uno stile ibrido molto diffuso tra i giovani proletari dell’epoca. (more…)

Jalisse:
Una piaga del nostro secolo

December 7th, 2006

dfldosflods.jpgTra le numerose piaghe che affliggono il nostro pianeta, io credo almeno tra le prime cinque, vanno annoverati i Jalisse. Inutile perdere del tempo a soffermarsi sulla produzione musicale del mefitico duo, sarebbe troppo facile perdere la pazienza e soprattutto equivarrebbe a sparare sulla croce rossa. La musica dei Jalisse è brutta, ma forse non più brutta di quasi tutta la musica leggera Italo. Quello su cui mi soffermerei e su cui davvero ci sarebbe da incazzarsi è il look di questi due cialtroni. Sono terrificanti a dir poco. Un concentrato di tammarragine davvero con rarissimi paragoni. Sembrano usciti da un catalogo di postalmarket giallognolo del 1981. Il tizio poi è davvero, davvero troppo. Avete presente quando comprate un rasoio elettrico modello pellagra nel negozio dei cinesi? avete presente il tizio riportato sulla confezione del suddetto rasoio che in genere ha una barba squadratissima e un espressione attonita? guardate la foto sopra e vediamo chi vi ricorda. (more…)