Il menestrello dell’apocalisse

La dedica di Hunter Thompson in Paura e Disgusto a Las vegas la dice lunga: ” a Bob Dylan per Mr Tambourine man ”… Nonostante la mia familiarità con gli ambienti esoterici, parlare di Bob e farlo in modo interessante e poco scontato è cosa ardua e per farlo ho dovuto armarmi sino ai denti (armi chimiche di sterminio neuronico individuale… ma non sono stato arrestato e questo è già qualcosa…credo…). Bob Dylan rappresenta per noi archeologi del rock una condanna , una droga, il pusher e la redenzione, la clinica e la disintossicazione! Bob va contro ogni logica della storia del rock e per questo motivo lo circonda un aura di santità inquietante e quanto meno bizzarra. L’epopea di questo gran cazzone della musica e perchè no, della letteratura, non ha inizio ne fine. Quando pensi di averci capito qualcosa e fai di Rainy day women nos.12 & 35 la tua colonna sonora giustificandoti con la fidanzata incazzata perché ti vede sempre rincasare sbronzo e fumato, farfugliando Everybody must get stoned! , ti capita in un pomeriggio di pioggia di mettere su Blood on the tracks e piangere perché la citata ragazza ti ha appena lasciato per colpa dello stesso Bob…grandissimo stronzo! Ora, per smascherarlo bisognerebbe assoldare un’ intera squadra di investigatori, storici ed esperti in esoterismo, cosa peraltro tentata più volte. Gli aneddoti inspiegabili nella vita del signor Zimmerman sono a migliaia, la maggior parte delle sue canzoni sono disseminate di riferimenti pseudo-religiosi inquietanti ed affascinanti che ci rivelano la natura colta ed inafferrabile del menestrello di Dulth. Partendo dal dato certo che il nostro è nato e cresciuto in una famiglia ebrea, possiamo giustificare in modo più o meno sensato e leggere in questo senso le esagesi ( chiunque come me abbia dimestichezza con la cabala Ebraica sa che l’esagetica appartiene al dna di ogni Ebreo ) di alcuni dei suoi testi più celebri come Lily, Rosemary and the Jack of hearts vista da molti esperti come la parabola gonza della storia di Cristo, Maria e la Maddalena. Gonza si, ma per alcuni assai veritiera. E’ nei meandri di questa favola che ci viene raccontato di un giudice ubriacone (more…)



