The Rapture:
In the grace of your love
Electroboogo rmx
I Fastidiosi
” Mi è caduta la penna per terra e ho scritto un libro di Fabio Volo “.
Anonimo Facebookiano.
Mixtape:
Late night I dance alone part II
Nassau
“Riporto qui l’intervista integrale che i ragazzi del blog Italo Job hanno fatto a Nassau, controverso e misterioso produttore/ghost che sta facendo molto parlare di sè nei blog di mezzo mondo…tra i suoi dj preferiti cita anche me..ovviamente sono onorato.. un grazie particolare anche ai ragazzi di The Italo Job per la segnalazione. Di seguito l’intervista integrale.
Boogo
La deriva del feticcio
” L’ammissione alla Rock and Roll Hall of Fame, per le quali le band concorrono 25 anni dopo la loro nascita, è l’ultimo rito di passaggio prima dell’aldilà del rock. ” In certi casi l’artista è letteralmente morto; In tutti gli altri lo è la sua vita creativa “.
Simon Reynolds
Velleità ( da terza età )
” Le velleità ti aiutano a dormire, quando i soldi sono troppi o troppo pochi “
I Cani
Basement Jaxx – Just one kiss
Electroboogo bootlegone remix
La legge di Murphy
” Se qualcosa può andare male, allora lo farà “.
Mixtape: Late night I dance alone
House bloody house
( Aprile 2007 )
Il nome caldo di questa stagione musicale è quello dei Justice, fin qui niente di nuovo e buona pace per coloro che sostenevano un ritorno in pompa magna delle sonorità da dancefloor più deep e garage. Per i Justice si sono sprecate tonnellate di inchiostro nei giornali di settore ( anche se il primato Italiano spetta a Pig, primo tra tutti a parlare del fenomenale duo francese e a dedicarli persino una copertina ) per i Justice si sono mobilitati cool hunter di mezzo mondo, per i Justice ecco sono arrivati feedback positivi da ogni festival europeo e persino tra chi annovera tra i suoi principali ascolti roba come Sonic Youth o Fugazi. Pochi cazzi insomma, il nome caldo su cui si è concentrata l’attenzione nell’ultima stagione musicale è stato il loro e il buzz intorno al loro debut album fastidioso e insopportabile peggio di quello dell’Ape maia nella stagione degli accoppiamenti. dopo una manciata di singoli che avevano elettrizzato i dancefloor più alternativi del pianeta e grazie ad una strategia promozionale a dir poco geniale firmata da Pedro Winter e dalla sua Ed Banger sì esatto, rispettivamente manager e label dei Daft Punk ndr ) il loro debut album ha strappato scene di isteria collettiva in ogni angolo del pianeta. Se vi siete persi qualcosa in questi ultimi mesi o vivete in una catacomba o state ancora lì ad ascoltare i Procol Harum e Leonard Choen, ecco il riassunto delle ultime puntate. Xavier de Rosnay e Gaspart Augè sono Francesi, hanno poco più di vent’anni e fanno i grafici. La passione per la musica fa da colonna sonora alle loro esistenze e accompagna le loro vite, ma non è un esigenza pulsante ed offensiva quanto piuttosto un sottile e sagace passatempo. I nostri hanno un solido background Heavy metal e classic rock, strimpellano qualche strumento e si dilettano con l’uso di qualche software da smanettoni digitali ed un paio di vecchi campionatori. Un bel giorno decidono di partecipare ad un contest e di fare un remix di un pezzo di uno sfigatissimo ( nell’accezzione manzoniana del termine, ovvero una band a cui la provvidenza aveva proprio voltato le spalle ) brano di una semi sconosciuta band britannica, i Simian. Non vincono, ma quel remix di “ never be alonestrong “ ( questo il titolo del brano ) ha qualcosa di magico e qualcuno sembra intuirne il potenziale. Pedro Winter, manager dei Daft Punk ha da poco aperto la sua piccola label, la ed banger records, chiamata così in omaggio alla suggestiva pratica dell’head banging ( ovvero scuotere testa e relativa folta chioma durante i concerti di Heavy Metal ) che ogni buon rocker pratica quando si reca ad un concerto Heavy. L’intuizione è folgorante e Never Be Alone diventa una hits mondiale di dimensioni spropositate, al punto da vincere a ben tre anni di distanza dalla sua prima pubblicazione il premio come miglior video agli mtv music awards, con relativo sdegno di Kayne West a cui pare proprio la faccenda non sia andata giù. Per la cronaca i Simian in questione altro non sono che le ceneri da cui nasceranno di lì a poco i Simian Mobile Disco, altro nome caldissimo della scena nu-rave/electro britannica nonché produttore esecutivo di Klaxons e sound engineer dell’ultimo disco degli Arctic Monkeys. Ma non divaghiamo. I Justice diventano così la punta di diamante della Ed Banger che da lì in poi comincerà a guadagnare consensi spropositati fino ad essere votata come l’etichetta musicale più influente del pianeta lo scorso anno dall’academy awards. Nella scuderia Ed Banger entrano nomi come Mr Oizo ( il pupazzo giallo dello spot Levi’s di qualche anno fa..ricordate.? quel brano con quel basso fuzz distortissimo…ndr ), Sebastian, Uffie e una manciata di artisti che, con soli pochi singoli all’attivo ma davvero molta attitude e uno stile inconfondibile, stanno tracciando la rotta della musica che verrà. Ma torniamo ai Justice, nome di punta di quello stile curiosamente definito bloody house che sta facendo letteralmente impazzire i clubber di ogni galassia e sta incuriosendo notevolmente anche altri segmenti di popolazione. Immaginatevi l’irruenza sonora dei Metallica di Justice for all ( ed infatti nome, cover del disco firmata dal geniale so me, e un po’ tutta l’estetica del fenomeno è un sostanziale tributo alle grandi band della scuola heavy degli anni 80 e 90 ) , il suono grezzo e torrenziale di Cowboy from Hell dei Pantera e la ritmica compulsiva e satura di bassi dei Prodigy e moltiplicateli per cento e avrete un’idea abbastanza verosimile del sound dei Justice. Nulla di simile aveva mai varcato i confini di un club. Il paragone con i Daft Punk ( entrambi francesi, stessa etichetta discografica, entrambi un duo ) è inevitabile e sebbene i nostri non sembrino apprezzare il paragone ( pare che non scorra buon sangue tra i due ensemble ) hanno già condiviso numerose date del tour mondiale del duo. In particolare i punti di contatto con le ultime produzioni targate Daft Punk ( pensiamo ad esempio a Robot rock, brano seminale che da solo contiene tutta l’estetica sonora della bloody house e pubblicata circa due anni prima dell’esplosione del fenomeno ) sono troppe per pensare ad una semplice coincidenza, sebbene ai Justice vada riconosciuto il merito di aver canonizzato il genere e di averci costruito sopra una carriera. Anche in Italia, sebbene sempre marginalmente rispetto ai grandi circuiti trans-nazionali, il fenomeno si è respirato, grazie alle intuizioni del già citato magazine Pig che ad un paio di party Milanesi ha ospitato i Justice ( insieme a Simian Mobile Disco, Mr Oizo e un po’ tutto il roster di Ed Banger con cui i ragazzacci Milanesi coltivano un simbiotico e prolifico rapporto ormai da diverso tempo ). Tra gli artisti Italiani che cavalcano quest’onda, non possiamo non segnalare gli amici e compagni di consolle nelle scorribande targate excuse me Bloody Beetroots ( foto sopra ) che stanno macinando consensi a tutto spiano e confezionando una serie di remix ( Alex Gopher, Fox’n Wolf, Crookers ) di cui si vocifera molto bene nel mare burrascoso della rete. Proprio in questi giorni impegnati nella registrazione e produzione di un pò di materiale per conto dei Rinocerose ( pare che i Francesi siano rimasti folgorati dal suono dei due terroristi sonori e abbiano preso armi e bagagli per trasferirsi qualche giorno a Bassano a registrare del materiale…). Obbligatorio un giro nel loro space che trovate qui sotto e soprattutto vederli dal vivo, per aprezzare e godere della loro irruenza e del loro ruvido approccio al set, tra macchine,campionatori e schizzi di sangue.