The next big thing:
The Glamour Manifesto

Complice l’età e una militanza assidua come soldato semplice arruolato nelle file dell’indie-rock ( in tutte le sue derivazioni..dalla daydream nation dei Sonic Youth, alla sedia incazzata degli Alice in Chains, successivamente passato sul fronte Britannico e lì tuttora insediato ) è difficile che mi gasi particolarmente per una nuova band. Certo mi piacciono tutte le band “ groovy “, probabilmente in reazione ad anni passati ad ascoltare i My Bloody Valentine ondeggiando in preda allo spleen adolescenziale o il vecchio Morrissey implorare “ hang the dj “ ben prima di diventare, ironia della sorte, io stesso un dj. Quindi le band che prediligo oggi sono quelle che viaggiano oltre la soglia dei 130 bpm, che funzionano bene anche nei club e che spingono a manetta sul groove, elemento che nell’indie-rock 90s era sempre subordinato al wall of sound, con le chitarre a cannone e un’indefinito noise di fondo che stordiva il cervello e la mente ma lasciava le gambette pietrificate ed incapaci di muoversi. Insomma dopo anni di rock esistenzialista e molto celebrale, prediligo ora le band che badano alla groova. Per questo e per mille altri motivi in questo periodo sono letteralmente in fissa per i The glamour manifesto che nonostante siano da queste parti ( si dividono tra la mia Jesolangeles e le colline Vicentine ) tutto sono meno che la classica “ local “ band. Dotati di una attitude molto internazionale, di una line-up cosmopolita e soprattutto di idee molto chiare in ambito di scelte stilistiche ( di loro mi piace tutto; Musica, look, grafica, testi, suoni ) i The Glamour Manifesto potrebbero tranquillamente essere una band Inglese. Ad appena un anno dalla nascita del progetto, Armen, Francesco, Luca, Riccardo e Mattia hanno già fatto uscire un singolo in U.K con l’etichetta Ear Candy e hanno da poco pubblicato il loro debut album dal titolo omonimo, un autentico concentrato di anatemi al fulmicotone che ti fanno muovere il culo anche se non vuoi. (more…)
