Lord don’t slow me down

September 17th, 2008

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Grazie, o signore, per averci dato gli Oasis. Già nell’etimologia del nome che hai voluto per loro è contenuto il segreto della felicità. In un mondo dove tutto cambia, dove tutto scorre ( diceva il nano dei Negramaro..ma qualche anno più in là pure quel gran pezzo di filosofo che fu Eraclito ) , dove le mode cambiano ad ogni filo di vento come i ricci capricciosi di una bionda, un’oasi sicura dove rifugiarsi. Un oasi di stile. Lo so che i detrattori sostengono che i dischi degli Oasis sono tutti uguali. E allora? Anche la nutella è immutata e secolare. Anche la Coca-Cola. Cioè, anche la figa è la stessa da secoli, eppure non mi pare che abbia stancato o che qualcuno si lamenti. Gli Oasis non sono un gruppo orginale o particolarmente dotato di inventiva a livello compositivo. Ok ma dobbiamo pure smettere di pensare che ogni cosa originale sia per forza figa. Cioè anche girare con le mutande in testa è piuttosto originale, ma non per questo vorrei che mia madre lo facesse. Lo stesso vale per gli Oasis, un gruppo elegiaco che risponde agli archetipi di stile che i padri fondatori a loro tempo fissarono nella magna carta del Britisth-Style. L’errore più comune che si tende a fare è quello di considerare gli Oasis alla stregua dei Beatles. Otre che blasfemo e passibile di scomunica, l’accostamento è inesatto. Gli Oasis, e per attitudine Woking Class e per manifesto programmatico-estetico, sono molto più vicini a band come Kinks, Who, Jam e persino ai ruvidi Stones degli esordi. E’ evidente la venerazione dei fratelli Ghallagher per i Beatles ( o per meglio dire per il profeta Lennon ), ma è una venerazione comune ad ogni Britannico credente nel sacro verbo del pop rock. I credenti più ferventi ( tra cui il sottoscritto ) sostengono che mancano due Beatles alla fine del mondo, cioè che il mondo così come lo conosciamo finirà con la morte dell’ultimo Beatle. La musica degli Oasis, così monocolore e semplice, non è paragonabile alla varietà di toni utilizzati dai Beatles, paradossalmente meglio incarnata dalla band storicamente rivale, i Blur. L’universo macho-centrico degli Oasis ruota intorno a pochi, basilari, concetti. Non c’è nulla della metafisica Beatlesiana. Chiarito questo basilare concetto che spesso fa non apprezzare gli Oasis al pubblico più raffinato ( e ovvio che il paragone con i Beatles è scomodissimo ) veniamo al dunque. Poche band ( dai tempi dei Beatles, questo sì che è esatto ) hanno rappresentato l’essenza del British style meglio degli Oasis. Una perfetta sintesi post-moderna di Mod culture ( calcio-birra-pugni-orgoglio nazionale ), esistenzialismo pop ( da Byron a Morrisey, nessuno sa descrivere con parole semplici uno stato d’animo meglio degli Inglesi ), cura maniacale dello stile ( t-shirt Fred Perry, scarpe rigorosamente Adidas o Puma guai a indossare le Nike, roba da Yankee! ) rispetto della tradizione ( Paul Weller è la vera regina di Inghilterra ) e chitarre rock’n’roll che vengono da lontano, da Cuck Berry e Fats Domino per intenderci.

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Per questo gli Oasis sono quello che sono. L’ultimo baluardo occidentale di una cultura antitetica al modello culturale dominante, quello Americano, ai suoi miti, ai suoi Hamburger al suo modello di consumo. Niente di ” fuori dal sistema ” ( sarebbe ridicolo crederlo..io ormai c’ho trent’anni e ho visto Mtv fagocitare anche un modello reale di cultura alternativa come i Nirvana..e poi ho visto sfilare modelle con le camice a quadri come i boscaioli di Seattle..) ma semplicemente un modello di consumo alternativo, per certi aspetti più vicino al gusto Europeo. Ecco, tutto qui. Più che per la rilevanza musicale ( indiscutibile nei primi due album, leggittimamente discutibile dal terzo in poi, con qualche brusca caduta ai tempi di Standing On The Shoulder of Giants, disco inutile come una terza tetta ) gli Oasis rivestono un’importanza fondamentale nella cultura pop contemporanea per il particolare ruolo che la storia ha designato loro. Cresciuti nei sobborghi della Manchester operaia stremata dallo strangolante ” regime ” della signora Tatcher ( un’inquietante mistura di ultra-conservatorismo, neo-liberismo anni 80 e autoritarismo ) e all’ombra di un padre violento ed alcolista, incarano alla perfezione lo stereotipo del turbolendo figlio della working class che trova nel pub di quartiere, nel calcio, nella musica pop una via di fuga da un destino che appare già segnato. L’ascesa degli Oasis coincide con il declino del Tatcherismo e con l’ascesa, dopo quindici anni ( la Tachter restò al governo per tre mandati ) del laburismo e della ” rinascita ” culturale e dall’uscita da un periodo di oblio ( gli scontri tra la Tatcher e i sindacati restano una delle pagine più drammatiche della storia recente Britannica. In particolare lo scontro con i sindacati dei minatori, ben rappresentato dal film Grazie Signora Tachter che vi consiglio di vedere. Per capire la rivelanza sociale delle posizioni Tachteriane nella vita del proletariato inglese, si veda il bel film Riff raff ) Britannica che prende il nome di British invasion per chi ama la musica pop e di neo-laburismo per chi mastica di politica. Ecco, non si può prescindere dalla loro origine ” working class ” e dalla loro capacità di parlare al ” popolo ” in maniera schietta e diretta. A dispetto di quanto si possa credere, gli Oasis non sono un gruppo di fighetti. Lo sono diventati, certo. Hanno guadagnato una ventina di milioni di sterline a cranio, chiunque si rammolirebbe, a parte Tyson che s’è sputtanato tutto e continua a picchiare tutti come lo stesso giorno. Lo si capisce da questo video, in cui si vede Noel aggredito recentemente da un’invasato durante un concerto a Toronto. Guardate la reazione di Liam. Qualche anno fa si sarebbe scagliato come una furia sull’agressore. Adesso mima la reazione, si incazza di brutto, ma lo fa perchè sa di avere una ventina di energumeni intorno pronti ad intervenire. Poi con quel fazzoletto al collo sembra un pò un coglione. Ma questo è il prezzo di una vita in poltrona. Però l’animo hooligano è rimasto dai, si vede.


Comunque tutto per questo dire che a brevissimo uscirà il nuovo album degli Oasis, dal titolo Dig out your soul, anticipato dal singolo ( che trovo favoloso! sembrano i Black Rebel Motorcycle, chitarre da urlo..) The shock of the lightning, e speriamo vivamente sia uguale a tutti gli altri cazzo.

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