Chestile

Articolo tratto da ” La Stanzetta ” Aprile
Ok, ho un palco in scala reale con i Motley Crue che suonano nel salotto di casa. Se è per questo ho anche i Kiss, con tanto di americana ring e luci vere che si possono orientare, e allora? Non ditemi che non amate le action figures e che non ne avete la casa invasa. Quand’ero piccolo avevo tante macchinine e ci giocavo alle auto-scontro insieme al mio amico Coz ( poi diventato chitarrista dei Certanly ed ora emigrato a Dublino in missione per conto di Dio per uccidere Bono Vox ). Avevo anche i Transformer, ma solo quelli piccoli perché quelli grandi costavano un pacco di soldi. Allora adesso me ne fotto e mi compro delle action figures enormi, tipo Robocop alto 40 cm che se schiacci il bottone ti ripete i tre principi dell’OCP o i serial killer tipo Jason o Hellraiser che quando ero piccolo non potevo comprarmi perché mi cagavo adosso e mia mamma pensava fossi un bambino con dei problemi perché un pò mi piacevano. Comunque le Action figures ed in generale tutti gli adult toys sono una figata, perché da una parte sottendono all’immaginario fanciullesco che vive sotto pelle in ognuno di noi e dall’altra sollazzano anche il desiderio di accumulo di cianfrusaglie e di manie di proto-collezionismo di cui ci nutriamo noi figli del consumismo e anche un po’ figli delle stelle. La nascita delle action figures si perde agli albori dell’uomo. Alcuni studiosi ( tra cui i djs Strifu e Aladyn, miei grandi amici nonché grandi collezionisti di action figures ) sostengono che la prima cosa fatta dall’uomo comparso sulla terra sia creare un action figures da mettere sul comodino. In effetti ha un senso. Comunque per il boom dell’industria dell’action figures

bisognerà attendere gli anni 70, quando la mego corporation ( corporate Giapponese ormai fallita per colpa di Guerra Stellari, un giorno vi racconterò la storia davvero tristissima..non capisco perché non ci fanno un film invece di fare sempre film di merda sulla storia della regina Elisabetta e tutte ste robe che rompono il cazzo a noi giovani ) inziò ad incrementare la produzione di giocattoli rivolti ai dime store ( negozi di paccottiglia economica per bambini senza velleità ) con la produzione di toys più sofisticati e realistici che avevano come soggetti i personaggi delle principali saghe cinematografiche e fumettistiche del periodo ( Star Trek, Il Pianeta delle Scimmie, i super eroi Marvel ). Il vero boom si ebbe però con l’invenzione che, al pari della TV e dei cereali al cioccolato, rivoluzionò per sempre la vita su questo pianeta: I Micronauti. Cazzo chestile i Micronauti. Se qualcuno dovesse avere un Micronauta a casa, è bene che egli sappia che alcuni modelli vengono pagati dai collezionisti anche migliaia di dollari. Potrei uccidere per un Micronauta. Tornando al presente, le action figures ormai imperversano ovunque: Da quelle musicali ( da Jhonny Cash a Nelly, potete trovare davvero chiunque ) a quelle cinematografiche, a quelle dedicate ai serial Killer o ai fumetti. Esistono diverse case produttrici, principalmente Giapponesi ed Americane. Tendenzialmente quelle Giapponesi prediligono l’aspetto Toys mentre quelle Americane sono più realistiche. Personalmente trovo quelle di Mcfarlane toys le migliori in assoluto. Date un okkio su spawn.com per intenderci. Ma cari amici, diffidate dalle action prive di stile, alcune sono davvero merdabonde. Conclusione: Può un action figures migliorare la vostra vita? La risposta è assolutamente sì e il mancato acquisto di una action figures che vi piace può procurarvi frustrazione ad libitum. Vi racconto questo episodio: Mi trovavo a Roma per un viaggio di piacere e come sempre mi reco a Profondo Rosso, negozio di co-proprietà di Dario Argento e Luigi Cozzi ( sceneggiatore storico dei primi film di Argento ). Il negozio sta ad uno smanettone come una farmacia per un drogato. Compreresti qualunque cosa. Comunque in un angolo, troneggia un action figures alta due metri, raffigurante il mostro della laguna, un classico degli horror anni 50. Già mi vedo in treno seduto a fianco del mostro. Devo resistere alla tentazione di comprare una delle cose più stupide della mia vita. Costa una follia. Non saprei dove metterla, è a dir poco gigantesca. Cosa dirò alla mia fidanzata? I dubbi mi tormentano. Parlo con Luigi Cozzi, gli lascio la mia mail e gli spiego il mio dramma. Lui mi guarda stupito, del resto sto parlando con uno che scrive libri su come Gesù sia un U.F.O e ha sceneggiato 6 film di Mario Bava e una decina di Argento. Per lui avere un mostro della laguna in casa non rappresenta un grosso problema. Comunque gli lascio la mail e rimaniamo che ci terremo in contatto per capire il da farsi. Dopo due giorni mi arriva una mail che mi comunica che il mostro è stato venduto. Ora sta in bella mostra nel salotto di qualcuno e nella mia casa c’è un angolo triste e vuoto, che aspetta ancora di essere riempito.