Gain on top

April 27th, 2008

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Già qualche tempo fa vi avevo accennato qualcosa sul progetto Gain on Top, neo-creatura a quattro mani che condivido insieme all’amico Simofonik. Il progetto nasce un pò per caso ed un pò per gioco tra le file del New-age club, in cui verso la fine dell’inverno ci è stata affidata una residenza il venerdì sera tanto ambita quanto ” difficile “. Gain on top è nato con l’intento programmatico di coniugare la nostra passione per il rock’n roll con quella per la musica elettronica e la cassa dritta irruenta e un pò ignorante. Ammetto che col tempo l’asse si è decisamente spostato in favore della seconda, ma è una questione congenita alla situazione in cui il progetto è nato. Effettivamente non è stato facile ( non lo sarà nemmeno in futuro ) proporre musica elettronica, sebbene irruenta, ad un pubblico come quello del New Age, avvezzo principalmente al rock, meglio se ultra conosciuto e ampliamente masticato. La sfida dei Gain on top è stata un pò quella, riuscire a portare un pò di groove elettrovoltaico in un contesto dove la cassa dritta è vista con diffidenza, non per rispondere ad un puro spirito di provocazione, ma semplicemente perchè è esattamente in questa direzione che sta andando il rock o meglio, lo spirito del rock. Viceversa, ci siamo trovati a mettere i dischi in contesti decisamente più votati alla cassa dritta e con orgoglio siamo riusciti ad intrufolare nel nostro set i Rage Against the Machine, i Metallica e pure gli Acdc mischiando notevolmente le carte in tavola e confermando una tesi che da tempo mi batteva sulla testa, ovvero che la distinzione netta tra i generi musicali è obsoleta, fuori tempo e, alla lunga, noiosa. Quindi provocare, sempre con intelligenza e con rispetto delle altrui opinioni è giusto ed è pure giusto rischiare qualcosa quando si ha la fortuna di mettere i dischi in contesti importanti, anche a costo di prendersi qualche fischio. (more…)

Chestile

April 8th, 2008

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Articolo tratto da ” La Stanzetta ” Aprile

Ok, ho un palco in scala reale con i Motley Crue che suonano nel salotto di casa. Se è per questo ho anche i Kiss, con tanto di americana ring e luci vere che si possono orientare, e allora? Non ditemi che non amate le action figures e che non ne avete la casa invasa. Quand’ero piccolo avevo tante macchinine e ci giocavo alle auto-scontro insieme al mio amico Coz ( poi diventato chitarrista dei Certanly ed ora emigrato a Dublino in missione per conto di Dio per uccidere Bono Vox ). Avevo anche i Transformer, ma solo quelli piccoli perché quelli grandi costavano un pacco di soldi. Allora adesso me ne fotto e mi compro delle action figures enormi, tipo Robocop alto 40 cm che se schiacci il bottone ti ripete i tre principi dell’OCP o i serial killer tipo Jason o Hellraiser che quando ero piccolo non potevo comprarmi perché mi cagavo adosso e mia mamma pensava fossi un bambino con dei problemi perché un pò mi piacevano. Comunque le Action figures ed in generale tutti gli adult toys sono una figata, perché da una parte sottendono all’immaginario fanciullesco che vive sotto pelle in ognuno di noi e dall’altra sollazzano anche il desiderio di accumulo di cianfrusaglie e di manie di proto-collezionismo di cui ci nutriamo noi figli del consumismo e anche un po’ figli delle stelle. La nascita delle action figures si perde agli albori dell’uomo. Alcuni studiosi ( tra cui i djs Strifu e Aladyn, miei grandi amici nonché grandi collezionisti di action figures ) sostengono che la prima cosa fatta dall’uomo comparso sulla terra sia creare un action figures da mettere sul comodino. In effetti ha un senso. Comunque per il boom dell’industria dell’action figures (more…)