Hercules and love affair:
s/t

March 27th, 2008

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Ora, era davvero difficile trovare un’icona gay più gay di Ercole imbrigliato in qualche intrico amoroso di ambiguo orientamento. Non ci sono cazzi e non c’è nemmeno da fare tanto i contrariati, voi che sudate sulla pista con possenti groove incazzosi e pensate di essere dei machos, o anche dei nachos. La disco music è da sempre gay oriented, fatta da gay per i gay, poi pazienza se piace anche agli altri. Ed è per questo che è così sexy e oltraggiosa, così incredibilmente rivoluzionaria e carica di pathos. Per questo motivo molti la amano e altrettanti la odiano. Perchè destabilizza le proprie certezze, sopratutto in campo sessuale ed annienta il sottile e labile confine dell’identità sessuale chiusa ed indiscutibile. Come l’heavy metal o come i film sui cow-boy. Insomma avete mai visto una donna su un film di cow-boy? guardate che Broken Montain ha scoperto l’acqua calda. Comunque non divaghiamo, Hercules and love affair è, per il momento, il miglior disco uscito nel 2008. Dietro al progetto si cela Andy Butles, bel giovine operante nella grande mela con una passione sfrenata per i classici. In tutti i sensi. Dagli evidenti riferimenti alla mitologia ellenica ( Hercules theme ) e all’iconografia del periodo ( bei fustacchioni gnudi, discoboli dai bicipiti possenti, fanciulli efebi e compagnia bella ) sino a quelli per la disco-music classica. Quella di New York city, dell’afro beat di Arthur Russel. Ma anche la prima house di Chicago. Calda. Oltraggiosa. Sensuale. Il disco non poteva che uscire per DFA, etichetta newyorkese ( Lcd Soundsytem, BlackDice, The Rapture per intenerci ) che meglio di chiunque altra ha saputo interpretare questo spririto e renderlo attuale. Il disco è anticipato dal singolo Blind, il primo vero anatema dell’anno 2008. Il pezzo è semplicemente perfetto. Godetevelo finchè resterà una cosa da condividere privatamente tra appassionati perchè è destinato a diventare il tormentone dell’estate e a luglio vi avrà già rotto le palle. Ma ha un incanto e una magia notevole. Quando passa per radio ti fermi un secondo e ti senti trascinare dal quel groove monocromatico e pastoso. Poi arriva quella voce. Ti lascia esterefatto. Nel senso che ti spiazza. Non è la voce che ti aspettavi di sentire. Non capisci se è una di quelle minchiate tipo Love Generation di Bob Sinclar o se sotto c’è della sostanza. Poi arrivano le trombette e dici cazzo no, le trombette no. Poi ascolti bene e pensi, porca troia le trombette che figata.Poi ancora quella voce, che incanta e seduce. Efebica ed innaturale, mitologica. Quella voce è il divino Antony.
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Un efebo sgraziato, uno scherzo della natura. Con una voce lieve come un liuto,tuttavia in grado di sedurre Zeus con la sua fragilità. Oppure Diana cacciatrice. Antony va a letto con Bjork. Non che scopano insieme, ci mancherebbe, lui è definitivamente assessuato ed incarna uno stato di purezza assoluta, come le sacerdotesse di Apollo. Sono molto amici e a lei piace dormire con lui e accarezzargli la testa e proteggerlo, come un peluche. Parafrasando il buon My Robot Friend, Andrew Butler con questo pezzo ha esaudito la richiesta di una generazione: Sdraiare la vellutata voce di Antony sopra un manto di beat celestiali. E cazzo se c’è riuscito. Ora se vivessimo in un mondo normale, uno così dovrebbe cantare in Vaticano davanti al Papa perchè cazzo davvero ti mette in sintonia con l’universo e ti aiuta a comunicare con Dio. Vabbè. Ad ogni modo non che il resto del disco sia da meno; Si prosegue sui medesimi binari in almeno un paio di episodi cruciali ( You Belong ) e nel complesso siamo difronte a 46 minuti di epopea disco e mitologia della dance, stile a manetta, bassi liquidi e funk, odore di sesso e urina e tutto quel campionario lì. Lì a danzare tra gli angeli che, si sa, non hanno sesso e se ce l’hanno lo tengono ben nascosto tra i calzoni.

Velvet Revolver dal vivo
Ambassador, Dublino

March 19th, 2008

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Dal nostro corrispondente dinosauro del Rock nonchè bestia di Satana Cozzy Osbourne.

La cosa davvero bella di andare a un concerto rock e’ far parte dell’umanita’ che vi partecipa. Lasciamo stare gli artisti sul palco, di quello scrivo dopo, voglio fermarmi un attimo per fare una breve descrizione del pubblico.Ho visto gente che ha tirato fuori per l’occasione la maglietta del Monsters Of Rock del 1988 credo…quando gli esordienti Guns erano in giro per promuovere Appetite For Destruction e per distruggersi a loro volta. Ho visto uno col giubbotto in pelle con disegnato sul retro lo Slash-teschio della copertina del sopracitato disco. Giovani ragazzotti irlandesi che hanno passato il concerto a fare headbanging come nella migliore tradizione rock anni 80. Ragazzi ancor piu’ giovani accompagnati o dalla mamma o dal papa’ che gridavano e fischiavano e saltavano piu’ dei figli. D’altra parte io avro’ per sempre il ricordo di mia madre che si guarda il concerto dei Rolling Stones a Roma in piedi su una sedia a ballare…potenza di Mick Jagger…Le coppiette rock e romanticone che limonano su Patience. I gruppi di 30-40enni sbronzi che cantano il ritornello finale di Patience. Quelli (e ci sono sempre) che restano impassibili, fermi immobili, non accennano a nessuna reazione, non applaudono, non si bevono neanche una birra. Ragazze in troieggio che pensano di poter fare le groupies come se ai 5 sul palco gliene potesse ancora fregare qualcosa. E quindi fanno le groupies col pubblico. Il solito che riesce a scatenare una rissa (durata meno di 10 secondi) all’inizio del concerto. Insomma, tutto il campionario classico del concerto rock n roll, anzi, direi dei veri dinosauri del rock. Anch’io mi ritengo un dinosauro del rock, anche se non mi trovo in piena sintonia con la definizione di dinosauro del rock dell’amico Electroboogo. Sono un dinosauro perche’ continuo ad esaltarmi con canzoni che ormai fanno parte dei libri di storia della musica, mentre il nuovo spesso mi annoia (non sempre, ma e’ da una settimana che non faccio altro che ascoltare Warpaint dei Black Crowes o il David Bowie di Ziggy Stardust) o non mi dice niente in quanto mi da l’impressione di essere qualcosa di effimero e quindi destinato a morire e ad essere dimenticato.

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I Velvet Revolver magari finiranno presto la loro avventura, ma da veri dinosauri sono immortali. Prendete Slash e Duff McKagan, compagni di merende da piu’ di 20 anni che suonano ancora roba tipo It’s So Easy. Ma basta, che palle, son vecchi, vaffanculo mi pare di sentire i cori dei ribelli del nuovo a tutti i costi o ” non ascolto nulla che sia stato pubblicato prima di Homework dei Daft Punk o di Moon Safari degli Air ” o ancora ” la chitarra elettrica e’ morta ”. A giudicare dal fatto che i concerti di questi 40enni fanno registrare continuamente il tutto esaurito e che tra il pubblico i 20enni sono sempre la stragrande maggioranza mi viene da pensare che no, la chitarra elettrica e’ ancora viva e il rock anche. Magari se ne sta per i fatti suoi, e non comunica piu’ come faceva nella sua eta’ dell’oro, ma a me questo non interessa e francamente non credo interessi a nessuno, perche’ l’importante per noi dinosauri e’ passare ogni tanto un paio d’ore facendo quattro salti, bevendo qualche sana birretta, cantare canzoni con cui siamo cresciuti e andare a casa belli contenti a guardare le foto che abbiamo scattato e a scrivere qualcosa sulla bella serata.Proprio quello che ho fatto io, vostro dinosauro di fiducia.
It’s only rock’n'roll, but I like it (balalaika?).

Cosa bolle nel pentolone?

March 13th, 2008

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Non voglio nascondermi dietro ad un dito, anche perchè servirebbe un dito bello grande. Dovrei avere delle mani tipo Gianni Morandi. Anyway, numerose novità bollono nel pentolone. Inanzitutto ho ripreso a pieno regime a gingillarmi tra rmx e cosette varie. Potete scaricare sul mio space (clicca qui) i miei rmx di The beginning of the end dei Nine Inch Nails, nonchè di Ready for the (dance) floor degli Hot Chip la quale, lo dico non senza un certo orgoglio, sta facendo diversi proseliti in rete. Comunque i download sono ovviamente free, fate dei rmx ciò che volete, magari lasciate un commento sullo space o sul sito se il rmx vi sollazza. Altrimenti che cazzo lo scaricate a fare se non vi piace? Sempre in tema di rmx, anche con il progetto (more…)