The great nurave swindle

Verrebbe da chiamarla così, questa genuina, colorata e vivace esplosione di colori acid e suoni medi a manetta che, seppur priva di un timoniere scaltro come Malcom Mclaren ( a meno che Pedro Winter della Ed-Banger records non sia il nuovoMclaren.. ) sta letteralmente faccendo incetta di proseliti tra i giovani indie-kids. L’occasione del Myspace secret show di domenica 16 dicembre al New Age di Roncade è ghiotta per alcune considerazioni: Inanziuttto, si c’erano i Justice; La voce circolava già in rete e noi di Electroboogo, pur vincolati dal segreto istruttorio del secret show, lo sapevamo già da mesi e non lo abbiamo mai nascosto a quanti percorrevano il tortuoso sentiero della conoscenza alla ricerca della verità. Eccomi mentre mi trastullo insieme a 1/2 Justice e Marco più del Muretto.

Cazzo i Justice dicevamo, praticamente il nome più hot di questa scena, comodamente definita nurave ( giusto per adeguarsi al sensazionalismo tipico da rivista musicale ) che accorpa una serie di correnti e di discipline diverse, riunite al cospetto di un medesimo manifesto progammatico-estetico ( estetico nell’accezione semantico-filosofica del termine ). Qualcosa di simile a quanto avvenne, sul finire degli anni 80, con la cultura hip-hop che rappresentò una sorta di simposio tra diversi linguaggi della cultura giovanile contemporanea ovvero la musica ( il Rap ), la grafica ( graffiti, urban-art ) la danza ( break dance ) ed il look ( lo stile over-size eccetera ) e chi più ne ha più ne metta. Ecco il nurave è più o meno la stessa cosa, un magma indefinito dove è facile riscontrare un comune denominatore “ estetico “ attraverso i linguaggi tipici delle culture giovanili ( musica, grafica, moda ) ed i cui contorni appaiono piuttosto sfumati sino a confondersi tra di loro. I tratti salienti di questa corrente sono dunque: Un low-profile apparente, nel senso che spesso è frutto di una precisa scelta estetica, apprezzabile perché impregnato di quella filosofia do it by yoursfelf che fa molto punk-rock ma risibile quanto un punk che va a farsi colorare la cresta dal parrucchiere e spende 200 euri. Un altro comune denominatore è un’attitudine friendly spinta all’inverosimile: Ogni festa, ogni party, deve assomigliare ad una festa delle medie dove tutti conoscono tutti e c’è il tuo nome scritto sul bicchiere di carta. Terzo elemento, una sentimento di imprecisata nostalgia nei confronti di qualcosa ( gli anni 80, il liceo, i cartoni animati, le sigle di fantastico, il glam rock, la nutella, orribili t-shirt con le tigri disegnate, qualunque cosa va bene ) meglio se qualcosa che non si ha vissuto in prima persona e di cui si ha un’idea distorta dal filtro della nostalgia che, come diceva Proust, deforma ogni cosa. Al party di Myspace pensavo a tutte queste cose, tra una birra e l’altra. Appena entrato mi hanno dato una specie di badge-aziendale dove scrivere il mio nome, in modo che gli altri mi potessero riconoscere. Ed infatti è stato così. Cazzo conoscevo tutti sebbene non li avessi mai visti di persona. Una situazione assurda. Centinaia di persone che spiavano il badge dell’altro e poi esclamavano: “ ah ma tu sei bambolona! Ciao io sono dj muffa !” e l’altra: “ ah grande dj-muffa!! Però sulla foto che hai sul profilo sembravi più alto “ e poi si guardavano in attesa di qualcosa da dirsi e ovviamente non c’avevano un cazzo da dirsi e restavano lì imbarazzati come quando ad un matrimonio ti presentano un tuo parente che non hai mai visto e per cui non provi nessun tipo di sentimento e siccome è un tuo parente ti senti in colpa. E via dicendo in una babele infinita di profili. Un sociologo sarebbe diventato pazzo di gioia. Quando la realtà virtuale incontra la realtà. E parliamoci chiaro, è myspace la realtà. Comunque oltre al badge circolavano pure delle palline di plastica tipo quelle che trovavi nei distributori a forma di dinosauro Denver quando eri bambino fuori dalla salagiochi e che dentro avevano delle sorprese terribili fatte dai cinesi. ( nostalgia? ). Dentro le palline di vetro c’erano dei messaggi tipo “ su myspace sembravi più figa “ oppure “ su myspace sembravi più simpatico “ eccetera e la cosa era assolutamente geniale, come del resto l’ironia e chi ha la capacità santissima di prendersi per il culo da solo. Questo solo a titolo di cronaca. Andiamo oltre. Ci sono circa 500 persone, non molte considerato l’evento ed infatti faccio fatica a spiegarmi la cosa. Forse la tipologia del secret–show ovvero di un party di cui si conosce la location e la line-up artistica solo all’ultimo mal si presta ad essere organizzata in un club lontano da grossi centri abitati come il New Age. La stessa formula magari applicata a Roma o Bologna di certo funziona meglio per il semplice fatto che le persone possono organizzarsi velocemente per raggiungere un determinato posto e il bacino d’utenza è più ampio. Comunque dei 500 presenti tutti sono perfetti ( scarpe perfette, t-shirt incredibili, molto fluo, molti glowstick, tutti con la croce dei Justice come hanno visto fare ai loro liveshow su Youtube e via dicendo ) e sopratutto 475 sono djs. C’è solo un non meglio indefinito metallaro che diventerà d’ora in poi il mio eroe. Probabilmente è venuto spinto dalla cover graphic dei Justice che in effetti ricorda molto le band Heavy-Metal anni 90 ( vedi Justice for all dei Metallica, croci e via dicendo ) per finire travolto in una serata da incubo con - no dico - musica elettronica. Non dico una chitarra cazzo, ma nemmeno un fottuto basso. L’incubo di ogni metal-truzzo. Una volta quando capitava di andare ad un concerto di qualche band semisconosciuta del triveneto, sapevi per certo che il 90% del pubblico era composto da chitarristi ed il restante 10 % lo sarebbe diventato dal giorno dopo, soprattutto se il chitarrista della band che si esibiva era figo o aveva una chitarra Jackson nera che faceva urlare di piacere le femmine. Adesso è più o meno lo stesso con i Dj. Quando si va ad una festa, tre quarti del pubblico è composto da dj, potenziali dj, aspiranti dj o amici del dj. I djs di oggi hanno tutti dei nomi molto fighi e una grafica fantastica ma non hanno i dischi perché tutto sommato non sono così importanti. Ed infatti è vero, con tractor o appleton live si mixa abbestia manco fossi Carl Cox e quindi i dischi non servono tanto e basta ascoltare un po’ Pig Radio o scaricarsi la playslit di Erol Alkan e dei 2many djs ed il gioco è fatto. Quello che conta è il risultato e se la gente balla va bene così, non sarò certo io a rompere i coglioni che per anni ho finto di suonare delle tastiere-sinth pur non sapendo nemmeno fare un accordo. Comunque allo show di Justice ci sono davvero tutti, semplicemente manca il pubblico. Ci sono le altre band ( qui nella foto eccomi in compagnia di Scuola Furano, Amari e Momo mentre discerniamo delle differenze tra il pessimismo cosmico di Leopardi e quello di Shopenauer ).

Ci sono i promoter e quelli che organizzano le serate, ci sono ovviamente flotte di djs. Non ci sono le persone normali, quelli cioè che non sono né djs né promoter né membri di una band né grafici né architetti ( gli architetti non sono gente normale ). E poi c’è poca figa. Non va bene. Volete sapere dello show di Justice? si certo. È tutto qui, lo show siamo noi, la gente che compone la costellazione di questa scena così frizzante e già così malconcia che assomiglia un po’ alla vita. I Justice se ne stanno dietro la loro consolle-muro inaccessibile a tutti, coi loro muri di Marshall finti ( come facevano i Molthley Crue, i Guns e molti dei gruppi Heavy dei primi 90 ) a schiacciare un paio di pulsanti fuori tempo e ad alzare il gain dei medi sino a farci scoppiare la testa. Suonano ( mettono dei dischi? hanno dei campionatori? boh? ) per un’ora e mezza, hanno delle bellissime t-shirt ( come del resto tutti noi, ma chi si credono di essere? ) e la locandina della serata l’hanno disegnata i Malleus e domani sul web gireranno migliaia di foto del party. Che cazzo volete di più?
ciao, sono l’indefinito metallaro presente alla festa, volevo dirivi che mi sono divertito molto e da oggi voglio essere amico dei djs. cazzo luca…ma ti fai le lampade??
December 18th, 2007 | #
molto bello il racconto…e una disamina meravigliosa sulla societa’………come al solito….BOOGO rules!!!!!
December 19th, 2007 | #
Ciao, sono Denis (ExFuLeader) che alla veneranda età di quasi 33 anni ero anch’io presente e partecipe tra l’altro con mio fratello Penny di 21 anni,non siamo ne dj,ne promoter , ma semplicemente ci piace LA MUSICA. Si,in gran parte quello che dici è vero ma i tempi cambiano, i rapporti tra le persone sono sicuramente cambiati non si fanno più i festini con i poster di Madonna e degli Europe appesi al muro,con le lampadine ricoperte di carta rossa e il gioco della bottiglia ma questa è la generazione dei cellulari (altro che cabine a gettoni ),di play station (altro che commodore64) e di my space. Che fare? Dobbiamo lasciare che gli eventi si susseguano e chi vuole si adatta(come stiamo facendo tutti poi…). Per quanto riguarda i Justice devo dirti la verità che a me sono piaciuti e non solo per la musica ma anche per la loro umiltà e diponibilità (ho avuto il piacere di parlare con Xavier), chiaro non si possono paragonare ai grandi mostri sacri dell’elettronica daltronde è anche il primo loro album ma volevo riportarti un estratto da un’intervista di Giugno su PIG n°53: La nostra missione? Solo fare musica e fare musica divertente. Credo che nel mondo della musica elettronica ci siano due tipi di musicisti: Quelli che hanno la missione di insegnare alla gente cos’è la musica e quelli che vogliono fare musica divertente. Noi apparteniamo alla seconda categoria. Non abbiamo intenzione di insegnare niente a nessuno. Ci sono gruppi e dj a cui non piacciamo perchè ritengono la nostra musica paranoica e stupida. Beh forse hanno ragione. Quando facciamo i dj non abbiamo nessuna pretesa di raccontare niente a nessuno,tanto meno la storia della musica house o elettronica. Il nostro obbiettivo è semplicemente quello di far divertire la gente.Tutto qui. Tornando a noi si è vero la professionalità viene messa a volte in discussione (anche se scoperti da un certo Pedro Winter) ma l’umiltà è un pregio che pochi hanno. P.S: X quanto riguarda le fighe avrei qualcosa da ridire bisogna avere occhi non solo orecchie è una passione anche quella!
December 19th, 2007 | #
“Santo” dio luca, mi sono finalmente loggato al tuo blog solo per dirti quanto questo post sia pieno di immense ed innossidabili verità. Non mi emozionavo cosi da quando ho comprato il vinile di waters of nazareth da deejaymix in ticinese.
rezpect
toondra
scusa per la mancata playlist ma attraversiamo un periodo di rifiuto , lo showbiz ci sta devastando i nervi.
December 19th, 2007 | #