9.11.1966
Paul è morto

November 14th, 2007

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Alle ore 5.am di mercoledì 9 novembre 1966 Paul Mcartney muore in un incidente stradale. Almeno questo è quanto sostiene una congrega di fan, appassionati e studiosi dell’esagetica Beatlesiana ( simile per quantità di “ apocrifi “ a quella del nuovo testamento ) che si riunisce sotto l’esoterico acronimo di PID, ovvero Paul is dead. La teoria a sostegno del complotto comincia a circolare intorno al 1969 a seguito di un articolo pubblicato dalla rivista studentesca Northern Star della Università dell’Illinois, gettando luce fosca sull’epopea dei quattro ragazzi di Liverpool. Poco tempo dopo, il 12 ottobre 1969, il disc-jockey Russel Gibb dell’emittente radiofonica WKNR-FM di Detroit ricevette la telefonata di un tizio che diceva di chiamarsi Tom e che gli suggeriva di ascoltare attentamente la dissolvenza di alcune canzoni dei Beatles. Fu così che il dj si rese conto che l’ascolto di questi frammenti-audio suggeriva l’avvenuta morte di Paul McCartney. Rafforzano la tesi una serie di indizi lasciati trapelare dagli stessi Beatles attraverso messaggi cifrati e criptici indirizzati ad uso esclusivo di quanti erano a conoscenza del complotto, nella migliore tradizione massonica ed esoterica. A seguito dell’incidente, Brian Epstein insistette con gli altri Beatle per celare al mondo la verità e seppellire Paul in segreto, sostituendolo con un sosia, nello specifico William Campell, un ex poliziotto che assomigliava in maniera imbarazzante a Paul. Detto così pare una stronzata. Significherebbe che questo sbirro sarebbe l’autore di Hey Jude ed Helter Skelter, nonché della sterminata discografia solista di McCartney, e dunque dotato di un talento musicale, compositivo e vocale secondo solo a quello di Lennon e tutt’ora ineguagliato; Il tutto ovviamente coltivato, per imitare il bel Paul, con la mano sinistra. Oltre a ciò, le incongruenze sono molteplici e la teoria del complotto vacilla in più di qualche punto. Ma chi se ne fotte. La vicenda rivela comunque due verità incontrovertibili: La prima riguarda il fatto che I Beatles, soprattutto Jhon, si sono divertiti a giocare con questa leggenda e hanno effettivamente disseminato una serie di indizi a favore dei complottisti gettando molta benzina sul fuoco, complice la passione di Lennon per lo humor nero. La seconda riguarda l’indiscussa frequentazione da parte dei Beatles degli ambienti massonici in voga alla fine degli anni 60 e l’utilizzo dei sistemi di cripto-comunicazione abitualmente utilizzati dagli iniziati alle verità esoteriche. Divertiamoci dunque a ricostruire i presunti indizi. I primi indizi ritenuti “ attendibili “ risalgono all’album Revolver.

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Nella stupenda copertina realizzata da Klaus Voorman si vede un Paul defilato ( di profilo ) rispetto al resto del gruppo, tendenza seminale che di lì a poco diverrà un must di tutta l’iconografia Beatlesiana, in cui effettivamente Paul è sempre posizionato in modo da “ rompere “ la naturale simmetria degli altri componenti. Anche dal punto di vista dei testi, i fanatici del PDI hanno fatto emergere una serie di indizi interessanti. Posto che il tema della morte domina l’intero album ( da Tommow Never Knows titolo tratto dal Libro Tibetano dei Morti a I’m only sleeping ), un paio di versi, oltretutto cantati proprio da Mccartney-Campell sembrano esplicitamente fare riferimento all’accaduto. In Got to Get You Into My Life si dice: I took a ride, I didn’t know what would I find there (” andai a farmi un giro, non sapevo cosa avrei trovato “) e poco dopo: and then suddenly I see you (” e all’improvviso ti vedo “), entrambi versi che si riferirebbero al suo fatale giro in macchina e al suo incontro con la morte. Ma il verso più esplicito compare nel celebre brano Eleanor Rigby: Father McKenzie, writing the words of a sermon that no one will hear […] wiping his hands as he walks from the grave (” Padre McKenzie che scrive le parole di un sermone che nessuno ascolterà […] pulendosi le mani mentre si allontana dalla tomba “). Entrambi i versi (che anche in questo caso non sono consecutivi nel testo della canzone) si riferirebbero al funerale segreto di Paul (anziché a quello della povera Eleanor Rigby al quale ” non venne nessuno “, nobody came). Ma il bello arriva quando ci si confronta con la copertina di Sgt.Pepper disegnata da Peter Black, che con la sua ricchezza di dettagli e spunti esoterici rappresenta una vera miniera di indizi per i sostenitori del PID.

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Gli indizi, voluti o meno, sono una moltitudine. ( citando Wikipedia ndr ) Sulla destra compare una bambola che ha sul grembo un’auto bianca con l’interno rosso sangue. La bambola indossa un maglione con la scritta: “ WELCOME THE ROLLING STONES ” (Benvenuti, Rolling Stones).Una composizione floreale gialla in basso a destra ha la forma di un basso Hofner mancino ( lo strumento di Paul ) con tre corde, la quarta corda ( Paul, uno dei quattro Beatles) non c’è più, ed è stata interpretata come decorazione tombale. Gli stessi fiori, secondo alcuni, formerebbero la parola ” Paul ” con un punto interrogativo finale. Paul è anche l’unico a imbracciare uno strumento nero (un oboe), e di nuovo si ritrova qui una mano sulla sua testa. Al centro dell’immagine, nella parte inferiore, compare una statuetta di Śiva (” il distruttore “), con due mani alzate che indicano entrambe Paul. Ancora, John, George e Ringo sono ripresi lateralmente e Paul frontalmente, cosa che contribuisce a far apparire la sua immagine come una sorta di sagomato rispetto alle immagini più tridimensionali dei suoi compagni. Se si prende uno specchio, (rivolto verso la parte alta dell’immagine) e lo si appoggia in modo tale che tagli a metà, orizzontalmente, le parole LONELY HEARTS si formano le due frasi ” 1 One 1 ” e ” He die ” (”1 1 1″ sarebbero i tre superstiti e ” he die “, seppure non del tutto corretto da un punto di vista grammaticale, significa qualcosa come ” lui muore “). Un’altra possibile interpretazione potrebbe essere ” 1ONE IX HE DIE “, in cui ” 11 IX ” starebbe per 9 novembre, data della presunta morte. La freccia che compare fra ” he ” e ” die “, ovviamente, punta proprio verso Paul. Ma la questione più interessante riguarda la presenza all’interno della galleria di ritratti che compongono il pantheon di Sgt Pepper di una serie di figure torbide, tra tutti quella di Aleister Crowley ( il secondo da sx partendo dall’alto ), una delle più controverse figure dell’occultismo di tutti i tempi, cattivo maestro di tutto il rock satanico a venire, Led Zeppelin in testa.Tuttora Crowley è molto popolare negli ambienti della musica rock e divi vecchi e nuovi hanno variamente espresso simpatia per la sua figura: Jimmy Page (come ci ricorda anche Satansalvy nel pezzo dedicato al chitarrista degli Zeppelin) è uno dei maggiori collezionisti mondiali di materiale crowleyano ed ha addirittura acquistato Boleskine House, la casa di Crowley. Ozzy Osbourne e David Bowie lo hanno menzionato nelle loro canzoni (Ozzy gli ha dedicato la canzone Mr. Crowley nell’album Blizzard of Ozz ). Robbie Williams lo ha citato in diverse sue canzoni, Marilyn Manson ha affermato che ne è stato ” ossessionato “. Anche i Klaxons hanno dedicato il brano Magick a Crowley. Soffermiamoci poi sulle canzoni; Vale la pena perlomeno citare Il brano A Day in the Life,nello specifico i versi: he didn’t notice that the lights had changed (” non si è accorto che la luce del semaforo era cambiata “), he blew his mind out in a car (” si è fatto saltare le cervella in macchina “), they’d seen his face before (” la gente aveva già visto il suo volto “). In realtà il riferimento del brano, scritto a quattro mani da Lennon e McCartney, è all’incidente automobilistico che nel 1966 costò la vita a Tara Browne, rampollo dei birrai irlandesi Guinness, evento che tuttora turba noi amanti della soffice scura. Proseguendo nella discografia Beatlesiana, i riferimenti si sprecano:all’interno dell’White album (a pag. 18 nel libretto del CD) compare un individuo che sarebbe Campbell prima della chirurgia plastica. In una foto di Paul che balla, due mani scheletriche sembrano volerlo afferrare dalla schiena.

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La copertina di Abbey Road è forse quella le cui interpretazioni a sostegno della morte di Paul sono più note. Il gruppo attraversa la strada in fila, e gli abiti suggeriscono davvero una processione funebre: apre John completamente vestito di bianco (sacerdote o forse angelo), Ringo con un sobrio completo nero che potrebbe far pensare al portatore della bara, Paul scalzo, fuori passo rispetto agli altri, con gli occhi chiusi, tiene la sigaretta con la destra (pur essendo mancino); e infine George in jeans e clark potrebbe far pensare al becchino in abiti da lavoro per scavare la fossa. Paul, inoltre, è l’unico dei beatles fuori passo, forse a simboleggiare un’estraneità al vero gruppo. Sulla targa del ” maggiolino ” (” beetle “) Volkswagen bianco parcheggiato a sinistra, simile a un carro funebre, si legge ” 28IF ” (” 28 SE “, interpretato come ” 28 anni SE fosse ancora vivo “). Anche il resto della targa , ” LMW “, è stato letto come ” Linda McCartney Widowed ” (vedova) o come ” Linda McCartney Weeps ” (piange). Dall’altra parte della strada c’è un camioncino della polizia del quale i fautori della teoria del PID sostengono di aver ricostruito che fu mandato in soccorso, nella data fatale, proprio di due persone vittime di un incidente stradale. Mossa sullo sfondo, si vede un’automobile che si allontana, esattamente in linea con Paul. L’unico numero civico che appare, 3, corrisponde a quello dei Beatles superstiti; Sul retro copertina, la S di Beatles è spezzata e, subito accanto, un riflesso sul muro sembra comporre un teschio.

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Anche nella discografia solista post-Beatles i riferimenti sono molteplici e tutt’ora Paul o gli altri Beatle superstiti non perdono occasione per mischiare nuovamente le carte in gioco. L’ultimo episodio risale ad una puntata dei Simpson del 2005 in cui McCarntey doppiava sè stesso. Se attendete fino alla fine dell’episodio lo sentirete dire ” Comunque sono vivo. o forse no “. Ricordandovi che mancano solo 2 Beatles alla fine del mondo, vi do appuntamento al prossimo mistero R’n'R, sempre qui su Electroboogo.com.

1 Comment »

  1. Electroboogo says

    In attesa che SatanSalvy torni nel mondo dei vivi con qualche notizia dall’occulto, mi sono permesso di colmare questa lacuna a sostengo di quanti seguono con ardore satanico la rubrica 666. Nella speranza che Ecate rilasci al più presto SatanSalvy e gli consenta di tornare tra noi.

    November 14th, 2007 | #

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