Cold war kids dal vivo:
Ambassador, Dublin.

November 20th, 2007

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Dal nostro inviato a Dublino Giulio Cozzy Osbourne

Chi ama il rock generalmente ritiene che nella discoteca personale di ognuno ci debba essere una copia di Grace di Jeff Buckley e una di Exile on Main Street dei Rolling Stones. Io amo il rock, e li ho entrambi. Io amo il rock e la buona musica, amo quei cantanti che sanno urlare e sussurrare con la stessa forza, dolcezza e passione a seconda del momento, proprio come Jeff Buckley e Mick Jagger. Ecco perché ieri sera sono andato a vedere e sentire i Cold War Kids. Occasione unica, ultima data del tour europeo dei quattro californiani che già da qualche tempo grazie all’onnipresente MySpace stanno facendo parlare di sé come (una delle) next big thing del rock, indie-rock, alternative-rock, alternative-blues (?) o come cazzo volete chiamarlo, americano. La prima volta che li ho sentiti ero spaparanzato sul divano a guardare una puntata del David Letterman Show quando si sono presentati questi ragazzetti con la solita tipica aria finto-trasandata dei californiani: basso, batteria, chitarra Gibson ES175, un pianoforte in parte e il cantante. Hang Me Up To Dry, mi ha fatto impazzire subito e non ho potuto fare a meno di comprare il loro album Robbers & Cowards. Ma veniamo alla serata, sarebbe anche ora. (more…)

9.11.1966
Paul è morto

November 14th, 2007

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Alle ore 5.am di mercoledì 9 novembre 1966 Paul Mcartney muore in un incidente stradale. Almeno questo è quanto sostiene una congrega di fan, appassionati e studiosi dell’esagetica Beatlesiana ( simile per quantità di “ apocrifi “ a quella del nuovo testamento ) che si riunisce sotto l’esoterico acronimo di PID, ovvero Paul is dead. La teoria a sostegno del complotto comincia a circolare intorno al 1969 a seguito di un articolo pubblicato dalla rivista studentesca Northern Star della Università dell’Illinois, gettando luce fosca sull’epopea dei quattro ragazzi di Liverpool. Poco tempo dopo, il 12 ottobre 1969, il disc-jockey Russel Gibb dell’emittente radiofonica WKNR-FM di Detroit ricevette la telefonata di un tizio che diceva di chiamarsi Tom e che gli suggeriva di ascoltare attentamente la dissolvenza di alcune canzoni dei Beatles. Fu così che il dj si rese conto che l’ascolto di questi frammenti-audio suggeriva l’avvenuta morte di Paul McCartney. Rafforzano la tesi una serie di indizi lasciati trapelare dagli stessi Beatles attraverso messaggi cifrati e criptici indirizzati ad uso esclusivo di quanti erano a conoscenza del complotto, nella migliore tradizione massonica ed esoterica. A seguito dell’incidente, Brian Epstein insistette con gli altri Beatle per celare al mondo la verità e seppellire Paul in segreto, sostituendolo con un sosia, nello specifico William Campell, un ex poliziotto che assomigliava in maniera imbarazzante a Paul. Detto così pare una stronzata. Significherebbe che questo sbirro sarebbe l’autore di Hey Jude ed Helter Skelter, nonché della sterminata discografia solista di McCartney, e dunque dotato di un talento musicale, compositivo e vocale secondo solo a quello di Lennon e tutt’ora ineguagliato; Il tutto ovviamente coltivato, per imitare il bel Paul, con la mano sinistra. Oltre a ciò, le incongruenze sono molteplici e la teoria del complotto vacilla in più di qualche punto. Ma chi se ne fotte. La vicenda rivela comunque due verità incontrovertibili: La prima riguarda il fatto che I Beatles, soprattutto Jhon, si sono divertiti a giocare con questa leggenda e hanno effettivamente disseminato una serie di indizi a favore dei complottisti gettando molta benzina sul fuoco, complice la passione di Lennon per lo humor nero. La seconda riguarda l’indiscussa frequentazione da parte dei Beatles degli ambienti massonici in voga alla fine degli anni 60 e l’utilizzo dei sistemi di cripto-comunicazione abitualmente utilizzati dagli iniziati alle verità esoteriche. Divertiamoci dunque a ricostruire i presunti indizi. I primi indizi ritenuti “ attendibili “ risalgono all’album Revolver. (more…)

Ragazza myspace

November 11th, 2007


Da tempo mi ero ripromesso di scrivere un pezzo che trattasse del dilagare incontrollato su myspace di sweet Lolita teenageriali che riempiono il loro profilo di foto che turbano il sonno di noi trentenni ormai prossimi allo sfacelo fisico e che sembrano tutte fighissime e molto disponibili. Vedendone e riconoscendone qualcuna di persona ( sempre non intenzionalmente..magari ad un concerto o a qualche dj-set ) ho scoperto ( capirai che scoperta..) che sono quasi tutte bruttine, o per meglio dire tozze. Cioè, si sa photoshop fa miracoli. E anche fotografarsi dall’alto aiuta. Comunque questa ed una serie di riflessioni sul mondo myspace ( di cui anch’io sono vittima ) da un pò di tempo mi ronzavano nel cervello, quand’ecco che mi imbatto in questa canzone che da sola riassume molte delle sopra citate tematiche. La band autrice di questo divertente brano si chiama Dio della Love e dovrebbe essere una band demenziale. In realtà gli altri brani che ho ascoltato sul loro profilo non sono un granchè, anzi sono decisamente brutti e non fanno ridere,ma visto i tempi che corrono potrebbero diventare a breve un fenomeno di costume nazionale, ammesso che non lo siano già diventati. Il video che vi propongo infatti capeggia sulla home di myspace già da qualche giorno. Guardatelo e meditate.

Save the dj

November 9th, 2007

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November 7th, 2007

1) Black Gloves - The Bloody Beetroots rmx -
2) Summer teenage girl - Canadians -
3) Manager nella nebbia - Amari -
4) The bomb - New young pony club -
5) Bonafileld lovin - Chromeo -
6) Disco 2000 - Pulp -
7) Tranquilize - The killers feat Lou Reed -
8) Delivery - Babyshambles -
9) He said he loves me - Reverend and the makers -
10) Le gite fuori porta - Amari -

Ultima playlist dell’anno ( il mese prossimo pubblicherò la mia top 10 dell’anno e chiederò a qualche amico di inviarmi la sua, un pò come si fa nei giornali seri ) all’insegna del groove rovente, dato la febbre da party che mi attanaglia durante questo periodo. Al primo posto, ancora una volta, troneggiano i Bloody Beetroots con l’ennesimo remix spaccaculi dei Goose: Il singolo non si può ancora trovare ( a breve è previsto il primo e.p di remix e singoli dove finalmente saranno raccolti e disponibili al pubblico i loro brani ) ma lo potete ascoltare nello space dei Bloody, cliccando qui. Ad ogni modo trattasi di remix dei Goose, ensemble electro-clash belga davvero da paura che se vi siete persi consiglio vivamente di recuperare. Al secondo posto, ovviamente, la già citata Summer teenage girl, di cui trovate pure il video qualche post più sotto e su cui è inutile indugiare oltre; Al terzo gradino del podio gli Amari, con manager nella nebbia, pezzo emotivamente coinvolgente per tutti coloro che abitano le desolate lande padane. (more…)

Ma dove và a finire il cielo?

November 6th, 2007

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OK! L’idea iniziale era di giustificare la lunga mancanza di pubblicazioni raccontandovi di essere stato troppo assorbito dal lavoro e di essermi trovato poi nella più totale mancanza di creatività o forse di semplice voglia di mettere giù due righe. Avevo quasi risolto il problema pensando di cavalcare per un giorno la cresta dell’onda sull’amletico dubbio che vi avrebbe lasciato l’impaginazione di quattro volti celebri, i quali grazie al look tetro tendono piacevolmente a confondersi l’un l’altro. Il titolo doveva essere: Una Faccia una Razza? con il fondamentale punto di domanda per generare una certa suspense interiore quasi a fomentare in voi uno stato d’ansia, seguito da un tra parentesi: ” Si! Razza Corvina ”. Stile Tabloid. (more…)