Quattro chiacchere con:
Fujiya & Miyagi

L’ Intervista a Fujiya & Miyagi qui riportata è una piccola parte di quella che ho realizzato per conto del magazine Pig e che trovate pubblicata integralmente sul numero di Ottobre della rivista ( che consiglio vivamente di correre a comprare ). Con l’occasione ho pensato di inauguarare anche una nuova categories della webzine, dedicata appunto alle interviste a musicisti, artisti, faccenderi e tutta questa gente col 740 moscio moscio. Il titolo della neo-nata rubrica è, appunto, quattro chiacchere con e solo ora mi rendo conto che sembra il titolo di un programma della Rai degli anni 80, ma ormai è troppo tardi e quindi resta questo. All’interno della categories troverete interviste a gente famosa che non ha nulla di interessante da dire o sconosciuti pieni di talento, di rockstar sul viale del tramonto e sopratutto mitomani sempre in cerca di notorietà. Non è il caso dei FM che invece sono fighi per davvero. Last but not least un cinque a Simona che mi ha dato una gran mano con la traduzione dell’intervista.

Non fatevi ingannare dal nome: Fujiya & Miyagi non sono Giapponesi e non sono nemmeno in due. Il loro disco Trasparent things è stato una delle rivelazioni dell’anno e per descrivere il loro sound è stato tirato in ballo lo space-funk dei Can e dei Neu!, l’ammiccamento al dancefloor degli Happy Mondays e persino l’algido algoritmo ritmico dei Krafwerk. In attesa della loro prima apparizione live in Italia, abbiamo scambiato quattro chiacchere via mail con David, voce e chitarra della band.
- Ciao ragazzi, presentatevi
ciao, io sono David suono la chitarra e canto con i Fujiya & Miyagi. Poi c’è Matt che suona il basso e Steve alle tastiere. Veniamo da Brighton, Inghilterra.
- Siete in tre e siete Inglesi…da cosa deriva il nome Fujia & Miyagi?
Fujia è il nome di una marca di giradischi mentre Miyagi è uno dei personaggi della saga di Karate Kid ( ma certo come ho fatto a non pensarci..il maestro Miyagi..togli la cera metti la cera..ovvio ndr )
- Il vostro ultimo disco, transparent things, è stato oggetto di un piccolo culto da parte della stampa e dei media di tutto il mondo. Lcd Soundsystem, Tiga, Two lone Swordsmen, sono tra i vostri più grandi fan. Come ci si sente ad essere considerati così fighi?
Non sono sicuro di sentirmi così. Cioè, non è che ci alziamo la mattina, ci guardiamo allo specchio e diciamo “ accidenti, come siamo fighi “. Sono felice quando a qualcuno piace quello che facciamo, poco importa se si tratta di un’altra band, di un giornalista o di un ispettore del fisco. D’altro canto non ci aspettavamo certo che questo album diventasse così popolare. La verità è che è stata un’incredibile sorpresa soprattutto per noi!!
- Tra le vostre maggiori influenze è stato spesso tirato in ballo il Krautrock degli anni 70 e in particolare gruppi come Can, Faust, Kraftwerk. Quanto c’è di vero in tutto questo?
Si è vero, adoriamo tutti questi gruppi che hai citato ma credo sia forviante pensare che le nostre influenze si fermino qui. Amiamo moltissimo e siamo stati altrettanto influenzati dalla scena elettronica degli anni 90, dal northern soul, da Seirge Gainsbourg, così come dai Can, ovvio. Ma non abbiamo intenzione di copiare nessuno, anche se qualche volta può aiutare essere influenzati da altre persone, soprattutto grandi artisti che stimi. La cosa importante è avere sempre la percezione che le proprie idee e la propria personalità abbiano il sopravvento su ciò che fai e per fortuna questo si avverte molto nella nostra musica. Personalmente penso che ogni cosa derivi o sia stata ispirata da qualcos’altro. Prendiamo ad esempio i Kraftwerk: amavano molto i Beach Boys e allo stesso tempo furono molto influenzati dalle melodie folk della tradizione germanica. Ma ciò che li ha resi unici è il modo in cui lo hanno fatto. Per questo vorremmo un po’ prendere le distanze dal fatto di essere etichettati come una band di Krautrock. In fondo abbiamo scritto una canzone che ha molto più in comune con Aaliyah che con gli Harmonia.
- E tra la musica contemporanea quali sono invece le band a cui vi sentite musicalmente più vicini?
I miei artisti preferiti o le band contemporanee che amo hanno davvero poco in comune con noi, musicalmente parlando. Mi piace un sacco l’ultimo disco di Joanna Newson, così come gli Smog o Will Oldham. Ammiro moltissimo sia come musicisti che come persone gli Stereolab, Jamie Liddle, Robert Wyatt, Ou Revoir Simone e Tunng. La musica che preferisco tendenzialmente arriva dal passato. Non vorrei sembrare un nostalgico, ma i dischi di una volta semplicemente suonavano meglio. Anche perché prima dell’avvento del computer in sala di registrazione, i musicisti dovevano saper suonare alla perfezione. Non c’erano loop, overdub ed effetti vari a darti una mano.
- A dispetto dell’ironia e della leggerezza che attraversa Trasparent things, gli arrangiamenti sono articolati e ricchi di suoni. Quali strumenti usate?
Usiamo un Korg polysix, un Moog rouge e un korg ms10. Abbiamo anche una tastiera nord. Steve passa un sacco di tempo alla produzione delle nostre canzoni, e in genere prestiamo molta attenzione al modo in cui i brani suonano. Penso ci sia molta differenza tra una registrazione ed una canzone; Puoi avere un ottima canzone che però suona male e sembra brutta a causa di un pessimo lavoro in fase di produzione e di registrazione, oppure puoi avere delle canzoni non eccezionali che però sembrano stupende grazie ad un ottimo lavoro in fase di registrazione. Chiaramente il massimo sarebbe avere una buona canzone ed una buona registrazione, ma non è così semplice.
- Per la componente elettronica della vostra musica utilizzate il computer o sintetizzatori analogici?
Usiamo un po’ di entrambi,anche se preferiamo di gran lunga i suoni dei sintetizzatori analogici. Se però si combinano le ultime tecnologie in fatto di software con i vecchi sintetizzatori, allora si può ottenere il massimo da entrambi. E’ un po’ il discorso che facevamo prima, i dischi che si facevano una volta suonavano decisamente meglio. Tuttavia facciamo musica contemporanea e non vogliamo sembrare retrò o legati ad un periodo che non esiste più. Come dei viaggiatori del tempo ormai logori.
- Chi scrive i testi delle canzoni e da cosa prende ispirazione?
Sono io ( David ) che scrivo i testi. In parte prendo spunto da eventi legati alla mia infanzia, ad esempio quella volta che mi sono rotto entrambe le clavicole ( ??? ). Altri spunti da cui posso estrapolare un’idea possono arrivare da una frase che ho sentito da qualcuno, una battuta stupida, un gioco di parole. Amo molto le parole e cerco di scrivere cose interessanti e ricercate, ma allo stesso modo amo la banalità e la semplicità delle cose che si dicono tutti i giorni, e che senti dentro un qualsiasi autobus. L’ispirazione può arrivarmi allo stesso modo da un esperienza che ho vissuto personalmente oppure da qualcosa che ho letto o visto in un film e che però magari non ho mai vissuto in prima persona. Dopo aver visto il film di Robert Bresson, abbiamo scritto una nuova canzone che si chiama Pickpocket ( Diario di un ladro, uno dei capisaldi del cinema minimalista francese dei primi anni 60…mica cazzi nrd ). Non parla del film, ma il titolo è stato il punto di partenza da cui è partita l’idea.
- La canzone pop che avreste voluto scrivere.
Direi Just a little misunderstanding dei The Contours oppure Love is like an itching in my heart delle Supremes.
- Se doveste scegliere, con quale band vorreste condividere il tour?
Ennio Morricone: Ha firmato la colonna sonora di Danger:Diabolik. Valmonts go go pad è una canzone incredibile. Anche se penso sarebbe il caso di suonare prima di lui, perché dopo sarebbe davvero dura. Un altro gruppo che ci piacerebbe sono i Project Jenny project jan; Sono di Brooklin e sono davvero fantastici.
- Vi ricordate qual è stato il primo concerto che avete visto?
Sono stato costretto ad andare a vedere i Bucks fizz quando ero piccolo perché mia sorella era una loro fan ed io ero troppo piccolo per restare a casa da solo. Comunque non erano così male. Ma il primo grande gruppo che ho visto dal vivo sono stati i the fall al reading festival nel 1987. Io avevo 13 anni.
- Immaginate di essere gli art-director di un importante festival musicale. A voi la scelta dei gruppi per la line-up.
Se potessi scegliere band ed artisti di qualunque periodo storico e quindi farli suonare al loro massimo livello sceglierei:
Serge gainsbourg ai tempi di Melody nelson
Captain beefheart and the magic band ai tempi di Clear spot
Can che suonano Ege bamyasi
Vivian stanshall che suona Men opening umbrellas ahead
Sly and the family stone che suonano Fresh
Roxy music nel 73
Bowie nel 77
Esg
Parliament che fanno tutto Mothership connection
Arthur Russell con il suo violoncello
Prince
Mf Doom
Aaliyah
Joanna Newsom
Bob Dylan
Cluster nel periodo di Zuckerziet
- Oltre alla musica, avete altri interessi particolari?
Mi piacerebbe cominciare a giocare a bocce.Dove viviamo ci sono un sacco di attempati signori vestiti di un bel bianco che si rilassano giocando a bocce comodamente sui prati.Questo mi pare proprio un bel modo di passare il tempo. Un’altra cosa che mi piace fare è leggere, quando mi ricordo di farlo.
- Qual è l’ultimo film che avete visto?
L’altra notte ho rivisto Rififi ( di Jules Dassin..un altro classico Francese degli anni 50..ma un bel Alien vs Predator no eh? Ndr ), come sempre strepitoso. Ho comprato anche Inland Empire, ma devo ancora vederlo perché mi da l’idea di essere un po’ pauroso e non voglio guardarlo da solo.
- Una cosa che amate ed una che odiate della vostra città natale, Brighton.
Amo il mare, odio la gente invidiosa e un pò snob che ci abita.
- In che rapporti siete con la vita notturna cittadina? Uscite la sera, frequentate i club più trendy, vi ubriacate nelle bettole tra amici?
Tendenzialmente preferisco stare a casa mia o in quella della mia ragazza. Non mi piace più molto andare nei club o nei locali, sono diventati troppo rumorosi per me e poi ci si va troppo tardi. Quando siamo in tour o andiamo a suonare già frequentiamo un sacco di locali, quindi quando sono a casa preferisco uno stile di vita meno frenetico.
- Il video del vostro singolo, Ankle Injuries è uno dei video di animazione più belli visti in giro nell’ultimo periodo. Da cosa è nata l’idea?
Grazie mille! L’idea è tutta del regista,Wade shotter. Magari per qualche elemento visivo a preso spunto dai riferimenti eigthes presenti nel testo, ma per il resto l’idea è completamente sua. E’ davvero un talento.
- Che progetti avete per il futuro?
Stiamo lavorando al nostro prossimo album, che si chiamerà Lightbulbs. Quando non siamo in tour, tutte le nostre energie finiscono lì. Al momento sta venendo molto bene. Non vogliamo ripeterci troppo e rifare un disco identico al precedente, ma credo comunque che sia un lavoro riconoscibile come nostro Tra le canzoni che abbiamo finora registrato ci sono titoli come Je ne comprend pas, Uh, Sore thumb, , Lightbulbs e Goosebumps.