Full moon dj festival

Siamo ormai arrivati alla terza edizione del Full Moon dj festival, ormai diventato uno degli eventi di punta del panorama clubbin Italiano. Pochi trastullamenti da smanettoni dell’elettronica, poche pippe da nerd con gli occhialoni e relativi video con improbabili balletti, con il full moon dj festival abbiamo scelto di puntare dritto al sodo, ovvero il groove, il party, la spiaggia, ispirato dai mitici Full Moon party, leggendari rave che si tenevano sulle spiaggia della Thaliandia e dell’India nel corso degli anni 70 e nei primi anni 80 ( quando il nomadismo clubber aveva dato origine ad un insolito groviglio di ex-Hippie e nascente rave-culture ). I Full moon party celebravano i fasti di una generazione votata alla socialità, all’armonia tra natura e cassa dritta e tanta voglia di entrare a piè pari nell’era dell’acquario con addosso solo una maglietta psichedelica e un bel adesivo dei Doors sulla Diane color beige. Dei Full Moon antici resta solo forse il profumo di incenso, oggi è tutt’altra cosa certo, ma bisogna pure essere oggettivi e leggere il proprio tempo per non rischiare di forzare anacronisticamente la mano. Dicevamo il groove come protagonista e soprattutto, questo sì, la luna piena. La data dell’evento ogni anno la calcoliamo infatti tenendo conto delle fasi lunari e così, nel bel mezzo dell’evento, sarà possibile animare la luna che si staglia all’orizzonte irradiando con la sua bianca luce tutti i partecipanti.

L’area dell’evento verrà suddivisa in due zone musicali: La spiaggia del faro, aka sandfloor, dove si potranno ascoltare le cose più bollenti e spintarelle mentre nella consolle del giardino del Terrazzamare le sonorità saranno leggermente più brekkate e funk. Sopra il braccio meccanico-consolle, che porterà i djs ad oltre dieci metri di altezza, saliranno quest’anno Cassius, duo protagonista della nuova French-invasion che vanta pure qualche infiltrazione nel pop da classifica ed i Crookers, di cui abbiamo ampliamente discusso qui su Electroboogo.

Nell’area Terrazzamare l’head-liner sarà invece l’inglese Paul Murphy, autentico profeta del filone acid-jazz a suo tempo ed ora ottimo mescitore di broken-beat, nu-funk e groove spezzati. Difficile dire di più su questo festival, difficile rendere con le parole un’atmosfera, una sensazione, quella che si prova nel vedere oltre 10.000 persone muoversi a tempo sulla sabbia e sentire che tutto il mondo funziona perfettamente. Difficile spiegare quell’emozione nel guardare il mare e sentire la sua quiete, quando tutto, intorno, suggerisce il contrario. Guardatevi il filmato và.