Full moon dj festival

May 29th, 2007

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Siamo ormai arrivati alla terza edizione del Full Moon dj festival, ormai diventato uno degli eventi di punta del panorama clubbin Italiano. Pochi trastullamenti da smanettoni dell’elettronica, poche pippe da nerd con gli occhialoni e relativi video con improbabili balletti, con il full moon dj festival abbiamo scelto di puntare dritto al sodo, ovvero il groove, il party, la spiaggia, ispirato dai mitici Full Moon party, leggendari rave che si tenevano sulle spiaggia della Thaliandia e dell’India nel corso degli anni 70 e nei primi anni 80 ( quando il nomadismo clubber aveva dato origine ad un insolito groviglio di ex-Hippie e nascente rave-culture ). I Full moon party celebravano i fasti di una generazione votata alla socialità, all’armonia tra natura e cassa dritta e tanta voglia di entrare a piè pari nell’era dell’acquario con addosso solo una maglietta psichedelica e un bel adesivo dei Doors sulla Diane color beige. Dei Full Moon antici resta solo forse il profumo di incenso, oggi è tutt’altra cosa certo, ma bisogna pure essere oggettivi e leggere il proprio tempo per non rischiare di forzare anacronisticamente la mano. Dicevamo il groove come protagonista e soprattutto, questo sì, la luna piena. La data dell’evento ogni anno la calcoliamo infatti tenendo conto delle fasi lunari e così, nel bel mezzo dell’evento, sarà possibile animare la luna che si staglia all’orizzonte irradiando con la sua bianca luce tutti i partecipanti.
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Electroboogo dj: Next cumshot

May 22nd, 2007

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Trasferta da leccarsi i baffi quella di venerdì prossimo: Sarò infatti ai piatti insieme alla cricca di Excuse Me ( Martini Bros + Sirbilly Expirience + Mike Rhess ) e a quei pazzoidi dei Bloody Beetroots all’interno del Veniceruope Festival, una prestigiosa kermesse dedicata alla cultura digitale e alla musica elettronica. Il festival si terrà a Marghera ( VE ), all’interno dell’area del C.SO Rivolta che per l’occasione verrà suddiviso in diverse aree, ognuna delle quali proporrà un genere musicale differente. Saranno presenti più di 50 tra artisti, djs, videomaker, produttori e collettivi artistici che si esibiranno in quattro sale appositamente attrezzate per l’evento in una due giorni full immersion che avrà come nomi di spicco (oltre ad Excuse Me, naturalmente): Apparat (pronto a presentare Walls, il suo nuovo lavoro), Lucas Ligeti (figlio del compositore Gyorgy), Reactable e Trevor Wishart( impossibile citarli tutti, per dare un’occhiata al cast veniceurope.net ).Tra performances, video installazioni, spazi espositivi, workshop e laptop manie, non mancheranno spazi atti a raccogliere seguaci della club culture. Noi di Excuse Me saremo presenti all’interno del festival ( nell’area omonima Excuse Me ) venerdi 25 maggio dalle ore 23.00 sino all’alba e vi faremo tremare le ginocchia a suon di beat electro, rave’n roll, indietronica e la solita miscelona di suoni sporchi e cattivi. Due parole sugli ospiti d’onore della consolle, i Bloody Beetroots:

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Freschi di remixes per Alex Gopher, The Whip, Hostage, Crookers e Fox ‘n’ Wolf e sull’agenda di tutti i club e addetti ai lavori ‘che contano’. Una delle rare occasioni per vedere all’opera l’imperdibile dj set a quattro mani di questi pazzoidi (incidentalmente italianissimi) prima che spicchino il volo con i loro macchinari infernali. Prossimamente, qui su Electroboogo.com, faremo quattro chiacchere con loro che ci spiegheranno progetti futuri e sbattimenti presenti. Nel frattanto vi aspettiamo numerosi venerdi 25 maggio al Veniceurope Festival.

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May 15th, 2007

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Non mi ricordo nemmeno quanto tempo è passato dall’ultima volta in cui mi sono eccitato come una groupie nel backstage dei Kiss ascoltando un dj-set, dal vivo o meno. Vanno esclusi dalla categoria i set a cui partecipo in forma più o meno diretta, in cui sono coinvolti amici djs e conoscenti ed in cui la dimensione “ familiare “ fa si che il giudizio sia inevitabilmente ( e aggiungerei giustamente ) falsato anche da altri parametri, non per ultimo quello di condividere spesso la consolle e a ragion veduta pure il gusto per certa musica ed un certo approccio al dj-set. In quelle occasioni mi diverto sempre, sia a suonare che a sentire gli altri farlo, complice l’amicizia, l’alcol ed i buoni groove. Il discorso cambia radicalmente quando si va a sentire un dj un po’ come si va ad un concerto, trepidanti e con il cuore gonfio di speranze. Nella maggior parte dei casi, l’esperienza si rivela una merda. Il motivo è molto semplice e risponde ad un principio quasi matematico tanto è logico. La maggior parte ( non tutti, ma parecchi ) dei dj superstar deve il suo status al fatto di essere un ottimo produttore. Essere un ottimo produttore non implica essere un buon dj. Prima di andare oltre e di inerpicarsi in discorsi perniciosi, definiamo il buon dj, almeno secondo il sottoscritto. Fanculo la tecnica fine a sé stessa, meglio averla ed usarla finalizzata a qualcosa di utile che concepirla come il fine della propria performance. Non siamo mica al circo. Prendi uno come Dave Morales, tecnica sopraffina certo, ma se poi suoni della musica merdosa poco importa. Una buona tecnica ( che non corrisponde necessariamente a mettere a tempo due dischi..per quello esiste pro-tools ) è ben finalizzata quando ti consente di mixare dei pezzi apparentemente “ distanti “ tra di loro, ma affini per mood, atmosfera o anche per tonalità. Fondamentale a riguardo una solidissima cultura musicale ed un hard-disc celebrare che ti consenta di pescare nella tua memoria ( e nella tua valigia ) il pezzo giusto al momento giusto, magari azzardando negli accostamenti e suonando, che so, l’unico pezzo con l’andazzo vagamente dub mai cantato da Leonard Choen e miscerarlo insieme ai Massive Attack. Oltre alla cultura musicale, è fondamentale dunque un certo eccletismo. Un dj che suona o ascolta un solo genere musicale, non è un dj completo. Per me un buon dj-set è come un racconto giallo. Deve avere un prologo, un intreccio narrativo avvincente e carico di tensione che culmini in un climax inaspettato ed una infine una conclusione che mandi tutti a letto contenti, ma ancora un po’ agitati e sconvolti. Ecco da tempo non provavo questa sensazione, fintanto che ho sentito la registrazione di un dj-set dei Crookers. (more…)

Shitdisco:
Kindom of fear

May 9th, 2007

cs262290-02a-big.jpgRestando in tema di party-band il nome degli Shitdisco non è certo l’ultima cosa arrivata, sebbene Kindom of fear, primo disco della band, sia uscito solamente da un paio di mesi. In realtà la mia copia mi è arrivata solo stamattina e dato che volevo ascoltarlo tutto prima di parlarne accuratamente, ho dovuto rimandare di un bel po’ questo pezzo. Questi tuttavia sono alterchi che riguardano esclusivamente me e le poste Italiane e di cui probabilmente non fotte un cazzo a nessuno. Torniamo agli Shitdisco, nome dicevamo piuttosto chiacchierato nell’ultima stagione discografica e che si inserisce nel pieno di quel mood disco-punk che tanto sta facendo vibrare i nostri cuori da un po’ a questa parte. In realtà del quartetto di Glasgow si vociferava già da tempo, e per tempo intendo diversi anni. Pur accostati alla scena cosiddetta nu-rave e spesso associati ( per motivi di marketing e di sensazionalismo vario ) a band come Klaxons, Sunshine Underground e New Young Pony Club, in realtà gli Shitdisco bazzicano tra cinetica disco ed irruenza punk già da qualche anno. Era il 2005 quando il devastante singolo-missile patriot da dancefloor I Know kung-fu lato a Disco blood lato b - e porca troia che lato b- usciva sul mercato e faceva impazzire molti ( tra cui il sottoscritto ) di coloro che avevano trovato House of Jealous Lovers dei Rapture come il pezzo che ci avrebbe portato nel futuro della party-music. Insomma gli Shitdisco non hanno fatto in tempo a saltare sul treno del nu-rave perché sono arrivati in stazione troppo presto e non hanno avuto cazzi di aspettare che passasse il treno. Appena lasciata la stazione, magari per una birra al bar, ecco quel cazzo di treno arrivare ed una manica di deficienti fluorescenti corrergli dietro e salirci di corsa. Ecco perché Kindom of Fear non è poi così spiazzante. Esce con parecchi anni di ritardo e, che vi piaccia o no, il tempismo è una cosa da non sottovalutare nella musica pop contemporanea. Non voglio dire che sia un disco brutto ( ben altri sono i dischi brutti ) ma questo ipercinetismo da mangiatore di pastiglie non fa poi così breccia nel mio cuoricino, e con tutta l’indulgenza che si può avere con i pionieri, tutta la faccenda appare allo stato attuale un po’ trita. In teoria, tolto l’hype e l’eccitazione del momento, dovrebbero restare le canzoni ( intese come melodia, strofa, ritornello eccetera ) che però non sono belle come quelle dei Sunshine Underground. (more…)

Arctic Monkeys:
Favorite worst nightmare

May 6th, 2007

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Un cumshot nei pantaloni, ancora prima di cominciare a darci dentro di brutto. Si può descrivere solo così Favorite worst nightmare dei quattro sbarbatelli di Sheffield. Un album torrenziale, rumoroso, velocissimo e cazzo credetemi incredibilmente Rock. In alcuni punti addirittura power-rock. Fuzz a manetta, riff vintage di puro cherosene Rock’n ‘Roll e una furia martellante ai tamburi. Tutto questo considerando che le attese erano parecchie, sopratutto dopo che in NME aveva così sentenziato a monte dell’uscita: ” il secondo disco più atteso dopo il più grande debutto della storia della pop music, ovvero Definiteley Maybe degli Oasis “. Roba da cagarsi sotto. Non è il solito luogo comune, la solita stronzata da giornalisti che sostengono che ” la band soffre della tipica paranoia da secondo disco ” eccetera eccetera, quella per intenderci che ha cancellato band piene di conturbanti aspettative come i The Music dall’olimpo della musica pop Britannica; Nel caso degli Arctic la faccenda era davvero besa ed era un attimo scazzare di brutto. Whatewer people say i am, that’s what i’m not, debut album della band, è entrato nel guiness dei primati come l’album di debutto che ha sbaragliato le classifiche inglesi più velocemente, battendo gli Oasis e vendendo 360.000 copie in una settimana ( perdipiù uscendo con un’etichetta indie, la Domino ). (more…)

Mamma, chi era mai Demetrio Zabinov?

May 6th, 2007

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Chi era mai questo Demetrio Zabinov? Lo so che vi avevo promesso un costante aggiornamento sulle avventure dell’indagatore più famoso del Nord-Est. Vorrei scusarmi dicendovi di aver avuto guai con il modem dell’inconscio, e non direi una bugia se vidicessi che da un paio di mesi non giungono notizie, forse per un blocco creativo o a causa di guai con l’editore, chi può dirlo? Certo è che quelli già in mio possesso e che magari non siete riusciti a reperire tramite altre fonti, non li ho divulgati come promesso sulle pagine virtuali di questo blogzine. Electroboogo è difatti furioso con me (more…)