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April 28th, 2007

1) Bend over Beethoven - !!! -
2) I wish you were gone – Joakim -
3) Girls who plays guitar – Maximo Park -
4) Hang me up to dry – Cold war kids -
5) Trauermusik – Alter ego remix -
6) Walkman – Sebastian -
7) Freak– Lfo -
8) 1979 – Smashing Pumpinks -
9) You’ve got to hyde your love away – The Bealtes -
10) Pink Moon – Nick Drake -

Anche questo mese se n’è andato e come sempre ecco la emo-playlist dei brani che mi hanno accompagnato in questi trenta giorni. Al primo posto e senza nemmeno tanti dubbi, ci piazzo quel cavallo furioso che è Bend over Beethoven dei !!! ( band di cui abbiamo già disquisito a lungo, qui su electroboogo..ndr ). Cosa dire, il pezzo è la cavalcata delle valchirie del punk-funk, assolutamente skizoide ed imprevedibile. Difficile rendere l’idea della faccenda nei trenta secondi di sample che come sempre vi metto a disposizione, pertanto vedete di reperire il brano da soli e poi mi saprete dire. Al secondo tempo il bel groove electro-rock di I wish you were gone di Joakim, perfetto per i dancefloor più intraprendenti. Segue la opening track del nuovo disco dei Maximo Park, dal Morriseniano titolo Girls who plays guitar ed infatti ci muoviamo pressappoco in quei territori lì, songwriting e melodia molto inglesi e un po’ di malinconia da inizio primavera. Al quarto posto i Cold war kids ed il loro singolo Hang me up to dry, se vi piacciono i Clap your hands and says yeah, allora ascoltatevi tutto il disco. In mezzo alla classifica tre fucili da dancefloor chimico ( ricordando le belle serate trascorse con la gang di Excuse me…) ovvero Sebastian, Lfo e Alter Ego, praticamente il meglio dell’electro bastardo ed intriso di dirty attitude attualmente in circolazione. (more…)

Excuse me meet Wah Wah Club:
Sabato 21 Aprile

April 24th, 2007

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Sabato 21 Aprile si è svolta nella splendida cornice dello storico Tag di Mestre la serata Excuse me meet wah wah club che vedeva per l’appunto schierati rispettivamente Nu-ravers e indie-rockers. Non si è certo trattato di fazioni contrastanti anzi, nelle due sale e nelle rispettive consolle l’armonia e la fratellanza regnava sovrana ( sopratutto tra djs e promoter, tutti amici di vecchia data e molto affiatati ) sebbene il fronte dei nu-ravers ( a cui apparteneva anche il sottoscritto ) abbia un pò sofferto la carenza di pubblico rispetto alla sala Indie-rock, ben più frequentata e calda. L’interscambio tra le due sottoculture non è forse stato fluido cosi come le aspettative suggerivano e molti ( per la verità quasi tutti ) hanno preferito restare fedeli alla propria linea senza rischiare di lasciarsi vagamente contaminare magari passando un pò di tempo in compagnia di suoni meno ortodossi. Pazienza, l’esperimento era comunque audace e non facile nemmeno sulla carta e molte altre saranno le occasioni per vedere fino a che punto è possibile far convivere culture differenti sotto la sacra egidia del dancefloor. Resta un bel gruppo di persone ( desidero ringraziare Rob Bogaloo e Daniele Reale per avermi invitato a suonare e ovviamente tutto il team excuse-me per avermi ancora una volta accolto e voluto tra loro con l’arduo compito di diffondere il verbo elettronico..), una piacevolissima serata tra amici e ” cool people ” e tanta buona musica, in entrambe le sale. Forse, parere del sottoscritto, avrebbe giovato una maggiore ” interazione ” tra le due situazioni , magari mischiando un pò più le carte e cercando di ibridare il suono ( portando cioè un pò di Rock’n Roll sulla sala dedicata ad excuse me e viceversa qualche beat elettronico nel dancefloor di Wah Wah club ) creando un dialogo maggiore tra le parti coinvolte a mò di megacoalizione di centro, insomma. Il sottoscritto si è divertito molto, Mestre di notte è come sempre bellissima e decisamente underground ed ecco le foto della serata fatte da Bob Rifo in carne ed ossa ( è il caso di dirlo…il ragazzo dimagrisce a vista d’occhio..colpa del nuovo video che deve girare..ma ne parleremo con più calma ).



Jesus love the pope

April 24th, 2007

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!!!:
Mith takes

April 18th, 2007

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Ancora New-York, ancora centro. Porca troia brucerà ai fanatici del Brit Pop, tra cui annovero tra le prime fila il sottoscritto, che non ci siano proprio cazzi, perlomeno in termini di Party band. Quando ci si mettono quelli di oltreoceano, sebbene New-York sia la città meno Americana degli Stati Uniti, è tutto un altro muovere di chiappe. La premessa, che altro non vuol essere se non una “ riflessione a voce alta “ , prende vita da una considerazione che vado sostenendo da almeno un anno. Colto da isteria da Cool Britannia, mi sono sparato dal vivo ( quasi ) tutte le band di cui si è fatto un gran parlare ( dai Bloc Party ai Klaxons, tanto per capirci nrd ) negli ultimi due anni e i concerti in cui mi sono divertito di più sono stati quelli dei Rapture ( novembre scorso mi pare..) e quello più recente degli Lcd Soundsystem( di cui trovate pure un resoconto poco più sotto..nrd ), entrambe band Americane. (more…)

SatanSalvy vs Alice Cooper

April 15th, 2007

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Oggi parleremo di un personaggio caro a noi amanti del metallo. Parliamo di uno che a dispetto del nome che infonde una certa fiabesca serenità, tranquillo in realtà non lo è stato mai. Racconteremo la storia di Alice- trucco- sbavato- sangue- e- pitone- Cooper. Vincent Damon Furnier nasce il 4 febbraio del 1948 ed essendo appassionato della chitarra e della figa come tutti noi intraprende la via del rock. Già dai primi nomi delle bands che forma nella prima metà degli anni 60, roba tipo Nazz e Spiders, si può intendere di che cosa sarà capace il nostro eroe, sebbene sarà con il nome di Alice Cooper che passerà alla storia, grazie soprattutto all’appoggio di uno sconvolto come lui che conosciamo con il nome di Frank Zappa. Tutti gli anni 70 risulteranno anni magici e grazie al singolo Shool’s out, che diventerà l’inno di una generazione di studenti cazzoni e sboccati dediti alla violenza, al sesso promiscuo, all’alcool e alla droga, Alice diventerà un’icona generazionale per molti. Tra questi scolaretti c’è anche un certo Brian Warner, successivamente noto come Marylin Manson, il quale riesce a farsi cacciare dal collegio cattolico che frequenta grazie ad i testi di Vincent che ama tanto citare durante le interrogazioni. Lo spettacolo degli Alice è qualcosa di straordinario. Oltre ad il già citato pitone da cui il cantante non si separa mai (e pare che in studio sia il serpente ad incidere le seconde voci ), si pùò assistere ad esecuzioni di pupazzi decapitati da scintillanti ghigliottine, roghi e limonamenti vari con finti cadaveri o presunti tali e sangue che sgorga a volontà. I restanti componenti del gruppo per cause mai spiegate ufficialmente (ma è probabile che ne avessero le palle piene di questo mostro) se la sono data a gambe levate uno alla volta, così da un bel pò di tempo il buon Vincent decide di fare tutto da solo e di avvalersi di turnisti. (more…)

Excuse me party @ Bahia Club
Venerdì 6 Aprile

April 12th, 2007


Venerdì scorso c/o il Bahia Club di Sandonà di Piave si è tenuto l’ultimo di una serie di appuntamenti organizzati quest’inverno nel sandonatese da Luca Stracassian e Sam Burton e che ha visto la partecipazione di numerosi amici, djs, nomadi clubbers e avventori più o meno raccomandabili. La serata conclusiva si è svolta all’insegna di Excuse Me, una one-night gironzolante ideata e diretta da Martini Bros e Sirbilly Expirience che ci ha fatto compagnia per le due serate conclusive. Pur con mille peripezie ( un’improvviso cambio di location nella migliore tradizione Rave, qualche irruzione della polizia, vaneggi di ogni sorta ) gli appuntamenti sono andati piuttosto bene e tutti all’insegna di una proposta musicale fuori dai canoni tradizionali. Pochi, e nemmeno tanto buoni ( ma molto, molto giusti ,ya ) l’indiscusso leiv motiv/comune denominatore che ha accompagnato le serate. In attesa di nuovi sviluppi e per tutti i disgraziati che si sono persi le serate e sono rimasti sul divano ad emulare Afroman, l’invito è quello di sdogare il mito del divano e di muovere più spesso le chiappette. Doveroso inoltre ringraziare inanzitutto Stracassian, Sam Burton ed Olderic per essersi fatti un mazzo tanto e aver sposato la causa e poi ovviamente tutti i Djs con cui ho piacevolmente diviso il fardello della consolle, ovvero Martini Bros, Sirbilly, Gionata, Toondra e Tyga, oltre agli amici di Planet Pop ( sempre fedelissimi e presenti ) e ovviamente a tutti quelli che non si sono lasciati scappare nemmeno una serata e hanno sudato in pista a suon di electro, nurave, e-rock, acid-house e remix e hanno creduto per qualche ora che tutto fosse possibile. L’invito è quello di seguire i prossimi sviluppi, qualunque essi siano, qui sul mio sito e sui vari myspace e siti dei Djs sopra menzionati, tutti portatori sani del groove che verrà. Diamoci tutti una mano affinchè venga presto, sia quadrato e cazzuto, cinga sulla mano destra una chitarra distorta e sull’altra un giradischi.

TomBoy:
Serios

April 9th, 2007

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Mi sono mangiato un po’ le palle per essermi lasciato sfuggire il dj-set di Tomboy in occasione dell’after-show degli Lcd Soundsystem a Milano organizzato dai ragazzi di Pig Magazine ( giornale per il quale ho l’onore di collaborare e scrivere e che consiglio vivamente a tutti di comprare e di richiedere in edicola ). Mi sono mangiato le palle soprattutto dopo aver dedicato la giusta attenzione a Serios, progetto solista pubblicato dal belloccio Danese. Dico solista perché, per chi non lo avesse ancora inquadrato, Tomboy è in realtà Tomas Barfod, già batterista degli Who Made Who, band che ci ha fatto muovere il culo parecchio lo scorso anno.
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E’ diverso tempo che Mr Barford gironzola con un dj-set che senz’altro svela i suoi gusti di musicista affermato e perfettamente inserito all’interno delle frequentazioni giuste ( se poi ci mettiamo che è pure il manager della Gomma Records abbiamo un altro James Murphy, con il quale infatti condivide diversi progetti indie dance ) e non era difficile pure notare che gli Who Made Who sono entrati in un batter d’occhio nel giro che conta, cosa che intuisci subito quando ti telefona uno come Tiga e ti chiede un remix per il suo nuovo album o Erol Alkan ti invita a suonare al Trash. Ad ogni modo la cosa puzzava un po’ di fuffa. Un po’ quelle cose alla Dunckel ( il 50 % degli Air ) che ha fatto un disco di cui nessuno ricorderà l’esistenza ( dite la verità, molti di voi nemmeno sapevano che era uscito..) nel giro di qualche settimana o dell’uscita solista di Tom Yorke, mi dispiace per i fan accaniti, ma assolutamente inutile e indegna di un genio del suo calibro, arrivata con un ritardo di cinque anni ( almeno per chi bazzica in territorio glicht-pop e non ascolta solo gli Stereophonics ) come una mozzarella vallelata che giace scaduta in uno scaffale del supermercato ( il mio amico Roger Ramone mi passerà l’espressione e gli sarò per sempre debitore. ). Ed invece cazzo no. Serios di Tomboy è un disco ultra-cazzuto, che si toglie completamente dallo stile e dai progetti portati avanti dalla band e piglia una strada autoctona e molto, molto personale. Il leiv motiv dell’album è il Funk, nella sua accezione più ampia, più versatile e dicotomica possibile, quella cioè che mette sullo stesso piano i Kraftwerk e i Funkadelic, quella di Prince e di Afrika Bambaata, quella mistura sexy, elettronica e satura di bassi slabbrati più di quelli di una valletta che sta all’origine del break tipico dell’electro. Pornodelia sleezy che ben si adatta ad un pre-party istrionico e pronto a decollare ma che, se suonato al volume giusto, regala anche delle giuste vibra da dancefloor. La cosa che più attizza tuttavia resta la vena vagamente synt-pop che attraversa tutto il disco e che, nuotando nella bambagia dell’eleganza tout-cort e ahime correndo il rischio di far breccia sui fighetti fanatici dell’aperitivo, impregna il disco e lo rende assolutamente perfetto per qualunque contesto ( da qui il rischio che ne consegue..diventare una sottoforma di tappezzeria sonora. ) Ma fidatevi, se miscelato tra i Phoenix, Junior Boys, Architecture in Helsinki e Erlend Oye è semplicemente perfetto e se adorate quel beat elegante che vi fa sentire dei gourmet della musica elettronica, allora godrete.

L’oroscopo di SatanSalvy:
Aprile

April 5th, 2007

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ARIETE
Pulsazioni a 140, adrenalina a tavoletta, sudore freddo costantemente, iperattività. Gran mese aprile per voi Ariete, tutto fila come in un trip da acido senza paranoia. Avete deciso di puntare in alto ed i frutti si cominciano a vedere. Cambiare il pusher di fiducia vi è costato in fatto di amicizia ed astinenza forzata, ma ora si, ora ci siamo, questa roba è un’altra storia! All’occhio attento del consumatore assiduo di droghe chimiche e sintetiche questo dettaglio non può sfuggire,incontri inevitabilmente facilitati.

TORO
È ora di muovere il culo! Ma nel vero senso della parola! Gli astri suggeriscono cambiamenti e voi siete chiamati a rivoluzionare alcune abitudini. Basta con la posizione del missionario ed il sesso la domenica dopo la pizza e l’amaro, basta! Ogni occasione deve essere buona per affinare la pratica, consigliati i luoghi all’aperto, le scuole e le chiese. Specializzatevi nel fist-fucking, praticate il bukkake e non fatevi remore, la forma fisica ne guadagnerà.

GEMELLI
Il successo è alle porte. Il lungometraggio concettuale “QUARTO SEDERE” che avete girato come regista la scorsa estate troverà finalmente il suo bacino d’utenza e sbancherà al botteghino. L’idea di farlo proiettare gratis in tutte le sale cinematografiche delle carceri è stato un colpo di genio. Il porno ha sempre incontrato tra uomini soli, se ne solleverà un caso nazionale e che vi piaccia o no sarete voi l’icona gay della primavera. (more…)

Storia delle corna Rock

April 2nd, 2007

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L’antropologia del linguaggio non è certo uno degli argomenti che più preme a noi di Electroboogo. Dobbiamo tuttavia fare un’eccezione per disquisire su un argomento che sta a cuore tanto ai dinosauri del Rock quanto ai loro fratellini neofiti del sacro ed inviolabile verbo del Rockeggiare. L’argomento non è certo una facezia e, causa anche il dilagare del fenomeno ( mi capita di venire salutato in questo modo da gente che non ha davvero nulla a che spartire con il Rock’n’Roll style, ma nemmeno lontanamente e con uno sforzo di immaginazione degno di Talkien…) e prima che se ne impossessi la giornalista di Studio Aperto che sta sul cazzo a tutti, ecco la risposta alla domanda che tutti noi ci facciamo. Da dove nasce il tipico saluto “ a corna “ con cui i Rocker sono soliti inneggiare al Rock durante i concerti e/o in svariate altre situazioni in cui risulta imprescindibile far risaltare la propria connotazione da Rocker e, più in generale, la propria tamarragine? La storia vuole che il fantomatico gesto, entrato ormai nella ritualità Rocker, abbia avuto origine dal quel truzzone di Ronnie James Dio ( vedi foto ), una delle voci più caratteristiche ed imitate della storia dell’Hard-Rock, già negli Elf, nei Rainbow ( con Ritchie Blackmore ) ed ovviamente nei Black Sabbath ( che avevano appena licenziato quel fattone di Ozzy ) con cui incise Heaven and Hell e Mob Rules, gli album della “ rinascita “ dei Sabbath. Attriti e divergenze con la band lo portarono successivamente a sciogliersi dal gruppo e a fondare, insieme all’altro ex Sabbath Vinnie Appice, i Dio, tutt’ora sua band ufficiale. Ora, uno che si fa chiamare Dio già deve avere degli enormi problemi a contenere il suo ego smisurato, ma ad ogni modo Ronnie non passerà di certo alla storia per la sua morigeratezza. Si narra infatti che attualmente viva in un castello in stile medievale ( una copia di un castello che aveva visto in Scozia ) che si è fatto costruire negli Stati Uniti, dove il Medioevo si sa ha lasciato un’eredità storica ed archittetonica pazzesca ed infatti sta una meraviglia in mezzo a villoni neo-coloniali e palazzine finto Liberty. Comunque, sui dati anagrafici esatti di Ronnie James Dio aleggia molta incertezza. Statunitense figlio di genitori italiani, all’anagrafe risultebbe come Ronald James Padovana (altri ritengono invece che il suo cognome sia Padovano o Padavona); sarebbe nato a Portsmouth nel New Hampshire, la data più attendibile è il 10 luglio 1942. (more…)