Lcd soundsystem:
Live at Milan
E come promesso ce l’abbiamo fatta. Giovedì 22 marzo eravamo a Milano, ironia della sorte proprio in corso 22 marzo c/o il celebre Rolling Stones ad assistere ad uno dei concerti più entusiasmanti di questa stagione. Dopo un viaggio di andata nemmeno tanto rocambolesco, la compagnia del pisello ( cosi chiamata perchè eravamo come sempre solo uomini..) giunge a Milano verso le 20.30 circa. Siamo io, SatanSalvy, My friend Dario, Fizzo e Mario. Il concerto inizia verso le 22.30, almeno così ci hanno detto e, neanche a dirlo, riusciamo in due ore scarse di tempo a: Cenare in un ristorante di amici ( Spaghettino alla chitarra + fritto misto ) e a bere un paio di bottiglie di ottimo bianco. Arriviamo al Rolling Stones gonfi come delle zampogne. Ritiriamo gli accrediti ( scopriamo di essere accreditati anche per l’after show al Plastic, ma purtroppo non ci andremo ) ed entriamo. I primi dieci minuti sono caraterizzati da un imbarazzante tripudio di scoregge ( causate presumo dal fritto misto o forse da un principio di meteorismo condiviso dall’allegra brigata ). Beviamo un mezzo litro di Montenegro per acclimatarci e prendere confidenza con l’ambiente circostante che pullulla di belle ragazzine e bei ragazzotti ( tutti molto cool, sai del tipo studio design a Milano ecc ecc ) e anche noi facciamo la nostra bella figura. Fuori dal Rolling Stones c’è la Fiat Multipla dei Terotero ed infatti dentro becchiamo Dario e Kyoko ( senza le sue celeberrime scarpe da concerto, con zeppa alta 22 cm ). Tra la gente individuiamo il Nongiovane, Carlo Pastore ( ora su Mtv, ma per tutti ” quello di Rockit ” ) Saturnino e probabilmente moltra altra gente che ha preferito venire qui piuttosto che andare all’ Holliwood. Ad ogni modo partono gli Lcd Soundsystem e sono un treno merci. James Murphy è un antidivo, ciccione e assolutamente a disagio sul palco, ma porca troia canta come Robert Smith ed incanta come Lou Reed. Assolutamente fantastico. La band ( un pò Hot Chip un po !!! ) ha un groove di quelli che devastano e ricordano i Talkin Heads di 1977. Daft punk is playng at my house viene bruciata al secondo posto in scaletta e, considerando quello che viene dopo, davvero non se ne sente la mancanza. Tribulation è un boato che fa tremare il Rolling Stones ( noi siamo già alla terza birra ma almeno abbiamo smesso di scoreggiare ) impossibile stare fermi, si balla anche in cesso e riascoltandola davvero non si può far a meno di notare che razza di concentrato geniale di electro-pop sia questo pezzo. Ma la cosa più fottutamente incredibile sono i quindici minuti buoni di Yeah Yeah Yeah, in cui i nostri riproducono dal vivo il climax del brano su disco, avvalendosi di strumenti percussivi vari ( ad un certo punto sono in tre su cinque a smartellare qualcosa…chi una batteria, chi un campanaccio, chi sua sorella ) e davvero si poga come al concerto dei Pantera o alla festa dell’unità. C’è spazio per tutto, persino per una struggente e Lou Reediana New York i love you, ( brano contenuto sul nuovo disco in imminente uscita anche in Italia ). E sulle parole ” New york, ti amo, ma ogni tanto mi fai soffrire ” James Murphy, birra in mano , saluta e ringrazia, scomparendo dietro alle quinte.

