My sinth is bigger than yours:
Roland G-707

Se siete arrivati fino a qui, allora significa che siete pronti a tutto. Se avete seguito con attenzione, presunta o simulata, la carrellata di sintetizzatori presentata fin d’ora nella suddetta rubrica e in parallelo sulla fanzine “ La Stanzetta “, allora siete pronti per un colpo di mano epocale. Già perché come professano le elucubrazioni di marketing, come sosterrebbe qualunque Dj dedito alla nobile arte della cassettina ma soprattutto come sostiene Proximo nel Gladiatore, prima di tutto bisogna conquistare la folla. Solo una volta conquistata la fiducia, si può rivelare la propria natura, così come in una buona compilation ( rigorosamente su cassetta ) bisogna sempre cominciare con due brani accattivanti per poi rivelare, al terzo brano, le proprie reali intenzioni. Ebbene è facile fare il figo con dei sintetizzatori anni 70. Probabilmente qualche rocker si è persino convinto che un sintetizzatore in una band tutto sommato non è un’idea così malvagia e se lo usano pure i Muse deve necessariamente avere a che fare con qualche forma di surrogato Rock. Rischio di ripetermi, troppo comodo giustificare la presenza nella propria vita di un Sinth anni 70. Ma anche il più tenero di voi non concederà nessun alibi per ciò che vi presento oggi: Il Roland G-707, uno degli strumenti simbolo degli anni 80 e probabilmente uno degli strumenti, insieme alla tastiera a tracolla dei Righeira, più odiati e derisi nella storia della musica. Se volete divincolarvi da una conversazione con un chitarrista pesante, tipo uno di quelli che scrive sul forum di Poggiopolini, ditegli che avete un Roland G-707 e, se non tenterà di uccidervi, di sicuro non vi rivolgerà più la parola. Potrei cercare una giustificazione al fatto che posseggo questa ignobile creatura figlia dell’edonismo Reaganiano dicendovi che lo usavano anche i Cure e i Depeche Mode, ma la verità è che questo è il Sinth degli Human League, dei Sigue Sigue Sputnik e che compare anche in un video di Sabrina Salerno. Questa è la verità. Ma veniamo al Sinth: Il Roland g-707 è un sinth-bass con la stessa tecnologia di sintetizzazione della JX-3P. Sono presenti manopole di regolazione per il cut-off e la modulazione di LFO, per poter suonare dei suoni sintetizzati con le corde anziché con la tastiera. Il GR-707 è dotato di 6 voci polifoniche con due DCO per voce, il che significa oscillatori analogici e suoni con la stabilità e il controllo digitale. Il Roland G-707 offre inoltre la possibilità di miscelare i suoni dei pick up originali del basso con i suoni del synth Roland. Con il midi-out, si può inoltre pilotare i suoni di altre unità synth, o collegarti ad un pc per l’immissione delle note midi. Il Sinth, che si contraddistingue per un design sinuoso e molto sexi, mal si presta a macho-bassisti e rioot girl, anche perché si rischierebbe di ottenere un effetto ambiguo in considerazione del fatto che il sinth è disponibile in questo bianco zabaione o, in alternativa in rosa confetto con glitter. Se i chitarristi stanno rabbrividendo, vi anticipo subito che esiste una versione di questo sinth anche per chitarra, ma francamente non ne ho mai incontrata una nel mio cammino.
![]()
Modello:Roland G-707
Proprietario:Electroboogo museum
Data di produzione: fino al 1986
Voto: 9
Commento:Che dire, siamo dinnanzi ad un sinth che genera dibattito. Il sinth è lo scettro di qualunque reuccio del Sinth Pop, è il bastone di Gandalf il grigio, il Nunchacku di Napoleon Dynamite. Ci vuole coraggio da vendere per presentarsi su un palco con un attrezzo del genere e convincere la folla di non essere Gay.