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February 26th, 2007

1) We’re going to be friend - The White Stripes -
2) American scum - Lcd Soundsytem -
3) Me plus one - Jacques lu Cont rmx -
4) Northern lite - The good, the bad and the Queen -
5) The prayer - Bloc Party -
6) Xerox machine - Client -
7) Get dancey - N.Y Pony club -
8) Space boy dream - Belle and Sebastian -
9) Picture of you - The Cure extended version -
10) Same Jeans - The View -

Ogni lunedì il sottoscritto, insieme ad un paio di amici della redazione e ulteriori avventori consolidati, ci dedichiamo al rito esorcizzante dell’aperitivo tra uomini. Mi rendo conto che, detta così, questa pratica risulti terribilmente ambigua, in realtà altro non è che un rito propiziatorio che si compie ad inizio settimana e che serve a prepararsi psicologicamente alle rispettive fatiche. In sostanza il rito consiste nel chiudersi in un’osteria per 6- 8 ore consecutive chiaccherando, bevendo aperitivi e mangiando quel tanto che serve per non svenire. In questo modo, quando e se si rinsavisce, è già martedì. Iniziare una nuova settimana di Martedì è decisamente meglio che inziarla di Lunedì, lo diceva anche Vasco e in effetti il Lunedì ha quest’alone di negatività che proprio non mi va giù. Al termine del rito, quando la conversazione si fa confusa, si va a casa mia a guardare un film e farsi le ultime due birre, sotto gli occhi divertiti della mia ragazza che ci osserva come fossimo scimmioni dentro uno zoo. Comunque il Film dello scorso Lunedì è stato Napoleon Dynamite, un piccolo indie-cult con una fotografia mozzafiato, una trama inesistente e un manipolo di nerd-attori da pisciarsi addosso. (more…)

Quel satanasso di Jimmy Page VS SatanSalvy

February 24th, 2007

jimmypage001.jpgQuando vidi per la prima volta “ The song remain the same ”, il film dei Led Zeppelin, ero solo un ragazzino, avevo una chitarra classica e sapevo fare solo il mi minore…eppure Jimmy Page vestito da eremita mi colpì subito non fosse altro che per quel travestimento bizzarro…(sono sempre stato un appassionato di drappi e mantelli, a due anni costringevo mia madre a vestirmi da Napoleone Bonaparte per carnevale). Da allora le cose sono cambiate un bel po’, ho imparato a suonare altri quattro accordi beneficiando in questo modo dell’aura del rocker , ma soprattutto ho ascoltato quelli del “ dirigibile ” tante di quelle volte da sentimi quasi stregato. Che la musica di Plant e compagni abbia qualcosa di misterioso non è una novità, ma noi qui vogliamo approfondirne il lato freak e più disimpegnato. Jimmy Page, lui è la chiave. Ho bevuto un paio di filtri, fumato dell’erba-pipa e mi sono duramente applicato per mettermi in contatto con lui. Purtroppo il ragazzo non rilascia dichiarazioni a proposito, ma ci sto lavorando. Intanto ecco le domande che li ho rivolto.
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Deerhoof:
Friend opportunity

February 21st, 2007

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La prima volta che ho ascoltato i Deerhoof (non ricordo con precisione cosa, forse Reveille ) pensavo di avere impallato lo stereo e di aver sfondato l’amplificatore, o in alternativa di aver fumato davvero troppo. Seguendo i tradizionali criteri di fruizione musicale risulta davvero impossibile tentare di far comprendere a qualcuno che non li conosce cosa cazzo suonino i Deerhoof. Se consideriamo che la musica trasmette delle sensazioni ( emotive ma talvolta anche fisiche ) direi che lo status che meglio rappresenta la musica dei Deerhoof è quel mal di testa cronico e pungente che spesso da anche una forte sensazione di nausea. Frughiamo ogni sospetto: Non il mal di testa che scaturisce quando si ascolta qualunque merda incisa da Yoko Ono e nemmeno la nausea che ti prende quando innavertitamente ascolti i Pooh. Piuttosto quel mal di testa da abuso, causato cioè dal sovraccarico di stimoli e di imput ( naturali o indotti dalla chimica poco importa, il principio è il medesimo ) a cui viene sottoposto il proprio organismo. Ecco i Deerhoof sono un po’ così, da usare con estrema cautela. Laceranti esplosioni, urletti in stile sala parto, melodie meravigliose interrotte da spasmodiche accelerazioni e bruschi cambi di registro, musica che letteralmente scardina ogni idea di musica. Inutile negare che i Deerhoof si muovono in quella desolante terra di nessuno che sta a cavallo tra indie e garage, ma rispetto al manifesto programmatico del “ movimento “ e all’attitudine simil-intellettualoide e cagacazzi dei gruppi garage ed indie ( Blonde Redhead, Sonic Youth ) i Deerhoof sono divertenti al limite del demenziale e cosa ancor più ammirevole sembrano divertirsi davvero molto. (more…)

Hot club de Paris:
Drop it’ til it pops

February 21st, 2007

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Ho sempre avuto un debole per le cose sgangherate. Per questo mi sono letteralmente innamorato degli Hot Club de Paris al primo ascolto. Il trio di Liverpool suona obliquo come i Pavement che fanno una cazzuta cover degli Smiths al doppio della velocità dei Ramones, spesso andando fuori tempo. La loro improvvisa notorietà oltre i confini di Albione si deve ai Settlefish che li hanno scorazzati in giro per il globo scegliendogli come open act dei loro concerti. Ora gli Hot Club de Paris vanno con le loro gambe e presto saranno in Italia ( 26 marzo Milano, 27 Roma, 28 Bologna ) a presentare quello che per molti è uno dei debut album dell’anno. Drop it til it pops è un concentrato di adrenalina post-punk, armonie brit e ,cosa più intrigante, beat barzotti alla Futurheads e June of 44, sparati oltre l’iperspazio dei 130 bpm. Anfetaminici e nervosi come tifosi allo stadio dunque, ma soprattutto terribilmente divertenti ed ironici. Di quell’ironia sagace e dissacrante che non può passare inosservata soprattutto in quella terra di musoni misantropi e iper-depressi che sembra essere l’universo indie-rock. Titoli che sembrano usciti dal cervello di Bugo come “ 3.55 del mattino, penso sia ora di tornare a casa “ o ancora ( questo davvero fenomenale ) “ ciao, ho scritto una canzone d’amore per te, si chiama Welcome to the jungle “ danno il senso del piglio stilistico di questi tre cazzoni di Liverpool, luogo in cui prendere per il culo il Rock equivale ad andare in Vaticano a parlare di matrimoni Gay. (more…)

Stivaletto, che passione

February 17th, 2007

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Parliamoci chiaro: Gli stivaletti, in genere, fanno piuttosto cagare. Per quelli di noi cresciuti a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90, lo stivaletto è sinonimo di tamarragine all’ennesima potenza e richiama alla memoria, un po’ come La Madeleine di Proust, la fibiona di El Campero che un buon tamarro abbinava senza remore allo stivale Durango e sopratutto il logo di “ El Charro “ che ricordo passavo ore a disegnare sui quaderni di scuola cercando di captarne la perfezione argometrica del font. Riflettendoci a lungo, tuttavia, mi viene da pensare che lo stivale in genere, sia più che altro una questione di personalità. A prescindere dagli abbinamenti spesso davvero grossolani e dal degrado stilistico che in Italia abbiamo raggiunto negli anni del terrore ( 1985-1992 ) va altresì riconosciuto ai “ fanatici dello stivale sempre “ un guizzo di personalità sopra la media. Chi, nel corso di quegli anni, faceva abbondante uso di stivale ( in particolare il modello “ Country boots “ stile cercatore d’oro nel selvaggio west ) si distingueva, nel bene o nel male, per essere una persona particolarmente estrosa. Magari aveva un cinquantino ( inteso come moto 50 di cilindrata ) . Magari aveva i Jeans Carrera bianchi. Magari era stato bocciato tre volte in seconda media. Oppure era un bullo di paese. Magari aveva una cassetta degli Iron Maiden. Magari aveva l’Afagano, quando tutti intorno smazzavano solo marocchino. Insomma tutti quei plus che fanno, quando si è teenager, di un individuo normalissimo, il tuo eroe. (more…)

Klaxons:
Myths of the Near Future

February 8th, 2007

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Sono mesi che non si parla d’altro. I Klaxons, così come solo in U.K può succedere, sono famosi e bravissimi ancor prima di aver pubblicato un cazzo. Bastano una manciata di singoli ( Atlantis to Interzone, Magick, ma soprattutto Gravity’s Rainbow, un fucile caricato ad amfetamine che trova spazio già da tempo sulla playlist di ogni indie-dancers che si rispetti) per cedere alle lusinghe concettuali costruite ad arte ( come spesso succede e noi sempre lì a correrci dietro…dannata stampa Britannica..) sui Klaxons e sulla svolta epocale di cui questa next big thing doveva farsi carico. Qualche coordinata per chi non sa di cosa stiamo parlando: Voci più che giustificate e comprovate insistono da tempo su un latente e marciante revival anni 90 in Gran Bretagna, con particolare focus sull’estetica Rave, Techno ed Acid House. Per chi c’era, ma anche per chi quel giorno lì inseguiva la sua chimera ( io ad esempio all’epoca ero talmente assorto nel Grunge ed ero troppo impegnato a girare vestito in pigiama di flanella per capire cosa stesse succedendo intorno a me ) gli anni 90 inglesi ed in particolare la straordinaria commistione tra Rock e Acid culture diedero vita a fenomeni epocali come il Madchester sound e a gruppi come Primal Scream, The Stone Roses, Pink Riot, Lost Penguin, Trash Fashion e co. (more…)

My sinth is bigger than yours:
Nintendo Nanoloop

February 8th, 2007

dkxlkoklo.jpgDopo un paio di mesi di campagna ” my sinth is bigger than yours “, è giunto il momento di un bilancio parziale. Le numerose adesioni mi spingono a pensare che abbiamo finalmente dato una voce ai fanatici del nerdismo ( in tutte le sue sotto-varianti ). Attraverso un revisionismo nostalgico da ventennio abbiamo ripercorso i fasti di un mondo che non c’è più, popolato da brufoli e topexan, interminabili pomeriggi a giocare a Wonder Boy e primordiali software vocali con cui far bestemmiare il proprio commodore 64 come fosse uno dei Kraftwerk. Abbiamo dato una speranza anche alle vittime del nerdismo ( molte di più di quelle dell’olocausto nazista o del regime comunista ) che per anni sono state picchiate, umiliate, derise. Abbiamo cercato di spiegare ai nostri figli che quindici anni fa si poteva morire per aver indossato una maglia con la scritta Atari. Grazie alle conquiste del movimento e ad iniziative come le nostre ( il cui eroismo è paragonabile alla resistenza partigiana e a quella di Mike Donovan e Ian Tyler contro i Visitors anche se la storiografia ufficiale tende a metterli su piani differenti ) possiamo finalmente non vergognarci di ciò che siamo e confessare ai nostri amici Rocker di avere una copia di Thriller di Micheal Jackson tenuta nascosta dentro la custodia di Master of Puppets dei Metallica per tutti gli anni 90. Con questo spirito battagliero siamo fieri di presentare oggi la Sacra sindone degli smanettoni, l’oggetto di culto che ha ispirato un’intera generazione: il Nintendo nanoloop, offertoci gentilmente da Dj otto-bit, carismatico mentore del gruppo Zimmer mit Frhustuck. (more…)

Eat a bat and become a real rocker

February 8th, 2007

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La campagna dinosauri del rock fa incetta di nuovi adepti. Più anticlericale di Cecchi Paone, più iconoclasta del mago Gabriel, più diabolico di SatanSalvy ( no..forse no..) ecco l’artwork ideato dal nostro corto per eat a bat and become a real rocker, la campagna promozionale che presto ci vedrà protagonisti sulle prime pagine di tutti i rotocalchi scandalistici. Mandateci le vostre adesioni scritte con il sangue a redazione@electroboogo.com e attendete fiduciosi. Adesione a cosa direte voi? non lo so, intanto aderite. Se poi volete farvi un’idea più chiara, consultate la sezione iniziative del sito. Ma non tergiversate troppo. Pensate a cosa è successo a Murdock. Fino a ieri faceva il pazzo nell’ A-TEAM ed ora è uno degli uomini più ricchi del mondo. Che abbia mangiato un pipistrello?
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Iron Butterlfy:
Chi ha messo dell’acido nella mia aranciata?

February 5th, 2007

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Cari dinosauri del Rock, il nostro viaggio all’interno del pleistocene Rock inizia da quel brodo primordiale che sono gli anni 60 Americani. All’interno di questo magma informe in cui si fondono gli echi del blues del Delta ( che comincia a diventare sempre più elettrico e che verrà ben interpretato dal primo Hendrix e poco dopo dai Cream sull’altra sponda dell’oceano ) , l’attitudine garage-rock ( sebbene ancora seminale ) e la rinvigorita tradizione Folk bianca, qualcuno un bel giorno immerge un grosso cartone trasudante LSD. Dal brodo emergeranno di lì a poco Greateful Dead e Jefferson Airplane, che diventeranno a breve esponenti di riferimento del movimento psichedelico.
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Più che per meriti eminentemente musicali, il ruolo di leadership di questi gruppi all’interno del movimento è dovuto a motivazioni di carattere socio-politico, visto lo stretto legame che lega suddetti gruppi all’intellighenzia anti-estabilishment dell’epoca, in particolare il guru dell’lsd Timoty Leary e la sua cricca di Beatnik in ciabatte e kimono che di li a poco romperanno parecchio i coglioni all’Americana puritana. Pur essendo gruppi straordinari e con le dovute eccezioni ( pensiamo alla strepitosa Dark Star dei Greateful Dead ) entrambi i gruppi non si staccarono mai definitivamente dal loro legame con la tradizione Folk e con l’aspetto più cantautoriale ( blues tradizionale, folk, country ) della musica Americana, rinvigorita e portata ai massimi livelli dall’album Blond on Blonde di Dylan ( 1966 ), psicadelico nel linguaggio certo ( un improbabile cocktail a base di poesia beat, Marijuana, lsd e riferimenti bibilici e apocalittici ) ma piuttosto asciutto e lineare sul piano prettamente musicale. (more…)

Electroboogo next date:
Fight for your right to party!

February 5th, 2007

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Cari amici, ecco come buttare via i vostri soldi il prossimo weekend. Venerdì 9 febbraio metterò i dischi insieme ad una crikka di balordi della consolle al Kristall glam club di Sandonà di piave. La serata, organizzata da Stracassian e da Sam Burton, promette faville e se non ci cacciano anzitempo potrebbe diventare un appuntamento fisso dedicato a tutti coloro vagano senza meta in cerca di un dancefloor realmente alternativo a cui sacrificare qualche neuorone. Molte idee e tutte piuttosto confuse il mio motto, ovvero come passare dai Gangs of Four ai Bloc Party in tre mosse.
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Il giorno successivo, sperando di non avere dei problemi con la giustizia, vi aspetto invece al Big House di Mogliano, dove debutteranno dal vivo gli Zimmer Mit Fruhstuck, band electro-sperimentale che mi vede coinvolto in prima persona all’utilizzo di sinth e gingilli vari. Posto che non abbiamo nemmeno un repertorio e che nessuno di noi ( siamo in quattro, forse in cinque ) sa bene dove si andrà a parare ( alcuni non sanno nemmeno di fare parte della band ), non nego che la cosa ha tutto il fascino dell’happening punk-rock. Un pò Kraftwerk un pò Velvet Underground ( questo nelle intenzioni ma il manifesto programmatico della band cambia ogni due-tre ore ) delizieremo i presenti schiacciando alcuni pulsanti di sinth costosissimi. Questo è quanto e spero che molti di voi abbiano cose più serie da fare il sabato. Prima, dopo e forse durante il live, interveranno amici poeti e performer, donne nude, nani e giocolieri, si berrà molta guiness ( dicerie dicono di un possibile intervento dell’oracolo di SatanSalvy..niente di certo comunque ). All’aperitivo io e Dj otto (b)it ci alternemo in consolle, almeno così credo di aver capito.

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