Qualcosa di più ballabile review

A più di un anno dalla sua pubblicazione sulla fanzine ” la stanzetta “, desidero riproporre questo articolo, mai così attuale. Nonostante l’incedere inesorabile del tempo, pare che sia impossibile uscire da quel loop temporale che sono gli anni 80 italiani. Gli anni 80 italiani non sono gli anni 80. Gli anni 80 Italiani equivalgono, dal punto di vista storico e sociale, agli anni 60 americani. Come afferma il regista indipendente Alex Infascelli ( Almost Blue, Il siero della vanità ) ora conduttore di Mtv Brend New: ” diciamoci la verità, gli italiani dali anni 80 in poi schifano la povertà e hanno la puzza sotto il naso. Appena sentono odore di povero, se ne vanno. Per questo il paese è in malora: Viviamo sulla facciata di una richezza che non abbiamo. Viviamo di debiti, per il terrore di sembrare poveri. ” Gli anni 80, l’età dell’oro Italiana, ci hanno fatto annusare quel tanto di benessere che serve per andare fuori di testa. Ora, quasi vent’anni dopo, ragazzini impomatati ( siamo figli di quest’Italia, quest’Italia un pò americana nrd ) ballano la bellissima musica degli anni 80, in un rigurgito di Yuppismo stile Gerry Calà rivivono i fasti delle bottiglie al tavolo e si vestono come degli impiegati del catasto a diciotto anni, in un costante party revival che disperatamente imita un mondo che non esiste più. Certo gli anni 80 sono anche Gaz Nevada, Tondelli, il Plastic di Milano e tutto quell’immaginario lì, ma quello non è Italia, è un pezzo di Londra trapiantata in provincia. Ad ogni modo, dedicato a tutti quelli che..
Gira una sinistra leggenda tra gli aspiranti Dj o chiunque condivida il fardello di dover mettere qualche volta dei dischi ad una festa o in un club. Chiariamo subito che non stiamo parlando dei Dj superstar, quelli per intenderci che mettono i dischi alle feste di Cavalli e che si muovono con il Jet privato, ma piuttosto del “ Dj precario “ quello che, proprio come l’omonimo compagno di destino, ama condividere con il proprio simile e sventurato “ collega “ pettegolezzi d’ufficio, chiacchere maliziosi sui “ potenti “ e per l’appunto leggende metropolitane su disgraziate situazioni in cui si è trovato catapultato. Ebbene tra le figure mitiche che popolano i club e le feste di tutto il mondo, una in particolare rappresenta una minaccia temibile per il Dj precario, che a differenza del Dj Superstar non gode dello status di intoccabile che li consente di essere immune da qualunque aggressione. La figura in questione è comunemente nota come “ il pesantone “, essere non del tutto umano che si aggira nei pressi della consolle e ad intervalli regolari di 5-10 minuti se ne esce con delle richieste paradossali o avanza pretese spesso davvero suggestive. Il pesantone vive nella convinzione che il Dj sia una sorta di Eta-Beta che nella sua valigia di dischi possiede tutte le canzoni mai apparse sulla faccia della terra. Nel caso in cui si riesca ad eludere un primo attacco, il pesantone torna alla carica sostenendo di avere lui stesso un cd “ molto bello “ e si offre di andare a prenderlo in macchina. Ebbene ogni Dj precario sa che è fondamentale dribblare anche quest’attacco, per non rischiare di essere trasformati in un Juke-box umano ( alcune leggende dicono che sia successo ). Alcuni Dj indossano delle simpatiche T-shirt protettive con scritte ironiche del tipo “ non sono un Juke-Box “, ma sappiate che non basterà per evitare gli esemplari di Pesantone più tenaci. Il secondo attacco è tutto incentrato sulla natura sibillina delle frasi incantesimo che pronuncia il nefando mostro. Le più comuni sono” Hai qualcosa di più ballabile? “, “ Hai qualcosa di mosso? “ “ scusa, ma la musica sarà così tutta la sera? “ o ancora la variante pubblicitario-ossimorica “ mi metti vodafone di Vasco “ “ mi metti quella della pubblicità del Martini “ e via dicendo. Queste frasi hanno lo scopo di confondere le menti e di indebolire la volontà del Dj che piano piano scivolerà nell’oblio e si chiederà cosa ha fatto di male per meritarsi questo. Ed è proprio in questo momento di debolezza che il Pesantone sferrerà l’attacco finale, rovesciandovi una birra intera sul mixer e causando un cortocircuito che farà saltare tutto l’impianto. Il pesantone, trionfante , se ne tornerà in macchina ascoltando Su di Noi di Pupo a tutto volume ed esclamando soddisfatto. “ Questa si che è musica! “