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January 27th, 2007

1) Commercial Breakdown –The Sunshine Underground-
2) Whatever – Oasis Mtv Unplugged -
3) Store bought bones – Rancoreuts -
4) Supermassive black hole - Muse Rmx -
5) Joker and the thief – Wolfmother -
6) I’ve seen that face before -Dj Hell remix -
7) Tonite – Jarvis Cocker -
8) I wish – Babyshambles -
9) I walk the line – Jhonny Cash -
10) Hurricane– Bob Dylan –

Rischierò di ripetermi all’infinito ma il modo in cui i The Sunshine Underground sono passati inosservati in Italia, anche in pieno mood British, ha dell’inspiegabile. Prendete Commercial Breakdown, carica di quella tensione emotiva che fa molto Smiths e Cure, struggente eppure così energica. Anche se non si capisce un cazzo del testo è semplicemente commovente. Datevi da fare e cercatevi l’intero album, a mio avviso uno dei migliori dello scorso anno. Al secondo posto della mia playlist mensile metto Whatever degli Oasis in versione unplugged, singolo uscito a cavallo tra Definitely Maybe e What’s the story morning glory e che pur assomigliando in modo imbarazzante a wanderwall resta un gioiello prezioso da custodire gelosamente. Al terzo posto metto i Rancoreuts che in questa Store bought bones sono semplicemente galattici e non sfigurerebbero al posto di Tito Tarantola in “ dal tramonto all’alba “. Segue questo insolito rmx che ho trovato come b-side nel 7” inglese del singolo dei Muse e che pensavo fosse la solita merda ( non è nemmeno firmato ) invece è davvero interessante e svela l’anima più funky del pezzo ( sembra Prince! ), ascoltare per giudicare. Seguono i Wolfmother che mi (more…)

Qualcosa di più ballabile review

January 26th, 2007

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A più di un anno dalla sua pubblicazione sulla fanzine ” la stanzetta “, desidero riproporre questo articolo, mai così attuale. Nonostante l’incedere inesorabile del tempo, pare che sia impossibile uscire da quel loop temporale che sono gli anni 80 italiani. Gli anni 80 italiani non sono gli anni 80. Gli anni 80 Italiani equivalgono, dal punto di vista storico e sociale, agli anni 60 americani. Come afferma il regista indipendente Alex Infascelli ( Almost Blue, Il siero della vanità ) ora conduttore di Mtv Brend New: ” diciamoci la verità, gli italiani dali anni 80 in poi schifano la povertà e hanno la puzza sotto il naso. Appena sentono odore di povero, se ne vanno. Per questo il paese è in malora: Viviamo sulla facciata di una richezza che non abbiamo. Viviamo di debiti, per il terrore di sembrare poveri. ” Gli anni 80, l’età dell’oro Italiana, ci hanno fatto annusare quel tanto di benessere che serve per andare fuori di testa. Ora, quasi vent’anni dopo, ragazzini impomatati ( siamo figli di quest’Italia, quest’Italia un pò americana nrd ) ballano la bellissima musica degli anni 80, in un rigurgito di Yuppismo stile Gerry Calà rivivono i fasti delle bottiglie al tavolo e si vestono come degli impiegati del catasto a diciotto anni, in un costante party revival che disperatamente imita un mondo che non esiste più. Certo gli anni 80 sono anche Gaz Nevada, Tondelli, il Plastic di Milano e tutto quell’immaginario lì, ma quello non è Italia, è un pezzo di Londra trapiantata in provincia. Ad ogni modo, dedicato a tutti quelli che..

Gira una sinistra leggenda tra gli aspiranti Dj o chiunque condivida il fardello di dover mettere qualche volta dei dischi ad una festa o in un club. Chiariamo subito che non (more…)

Demetrio Zabinov: Il Film

January 26th, 2007

Finalmente, dopo il prequel dedicato all’indagatore del no-sense ( ancora disponibile all’interno della rubrica dell’assurdibile ), il film integrale di Demetrio Zabinov. Inutile soffermarsi oltre, molto è stato detto sulla più geniale e controversa figura letteraria del nuovo millenio. Come il merchandise dei Kiss, Demetrio Zabinov invade ormai ogni campo, dal cinema alla letteratura, passando per la novel-graphic, la musica, il decupagé. Guardate il film e preparatevi, a partire dal mese prossimo, a seguire i suoi racconti, nella speranza che il Professor Malallarme riesca a captarli e a renderceli noti. E come lui stesso direbbe, un,due,trenta…Venticinque.

PRIMO TEMPO:

SECONDO TEMPO:

La Techno è una cosa seria

January 20th, 2007

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“ La storia della techno non comincia dalla Detroit dei primi anni 80, come spesso viene sostenuto, ma nella Dusserdolf dei primi anni 70 dove i Kraftwerk impiantarono la loro fabbrica di suoni Klingklang sfornando brani pionieristici come Autobahn e Trans Europe Express realizzate con Sinth e batterie elettroniche ( Simon Reynolds nrd ). Per uno di quei bizzarri loop che contraddistinguono la storia del pop gli stessi Kraftwerk furono influenzati dal sound di Detroit, in particolare dalla rivoltosa carica di adrenalina di MC5 e Stooges ( la cui componente noise si deve secondo lo stesso Iggy Pop al clangore delle fabbriche della motor city ). Come altri gruppi kraut rock ( Can, Faust e Neu! ) i Kraftwerk si ispiravano anche al minimalismo mantrico e ai ritmi anti rhytim and blues dei Velvet Underground ( Jhon Cale produsse anche il primo disco degli Stooges ). Sostituendo chitarre e batterie con pulsazioni di Synth e ritmi programmati e portando i bpm alla serena velocità di crociera del loro Motorik, i Kraftwerk risultano al tempo stesso post rock e proto techno. L’impatto che il gruppo teutonico ebbe sulla comunità afro americana è impressionante e denso di mistero. Le motivazioni vengono ben sintetizzate dalle parole del pioniere della Techno Carl Craig il quale afferma “ erano talmente rigidi da sembrare funky “ ovvero “ erano talmente bianchi da sembrare neri “. Fu soprattutto la comunità nera di Detroit a subire il fascino dei Kraftwerk. Il rigore teutonico e la glaciale grandeaur della loro musica erano in perfetta sintonia con i (more…)

Il menestrello dell’apocalisse

January 17th, 2007

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La dedica di Hunter Thompson in Paura e Disgusto a Las vegas la dice lunga: ” a Bob Dylan per Mr Tambourine man ”… Nonostante la mia familiarità con gli ambienti esoterici, parlare di Bob e farlo in modo interessante e poco scontato è cosa ardua e per farlo ho dovuto armarmi sino ai denti (armi chimiche di sterminio neuronico individuale… ma non sono stato arrestato e questo è già qualcosa…credo…). Bob Dylan rappresenta per noi archeologi del rock una condanna , una droga, il pusher e la redenzione, la clinica e la disintossicazione! Bob va contro ogni logica della storia del rock e per questo motivo lo circonda un aura di santità inquietante e quanto meno bizzarra. L’epopea di questo gran cazzone della musica e perchè no, della letteratura, non ha inizio ne fine. Quando pensi di averci capito qualcosa e fai di Rainy day women nos.12 & 35 la tua colonna sonora giustificandoti con la fidanzata incazzata perché ti vede sempre rincasare sbronzo e fumato, farfugliando Everybody must get stoned! , ti capita in un pomeriggio di pioggia di mettere su Blood on the tracks e piangere perché la citata ragazza ti ha appena lasciato per colpa dello stesso Bob…grandissimo stronzo! Ora, per smascherarlo bisognerebbe assoldare un’ intera squadra di investigatori, storici ed esperti in esoterismo, cosa peraltro tentata più volte. Gli aneddoti inspiegabili nella vita del signor Zimmerman sono a migliaia, la maggior parte delle sue canzoni sono disseminate di riferimenti pseudo-religiosi inquietanti ed affascinanti che ci rivelano la natura colta ed inafferrabile del menestrello di Dulth. Partendo dal dato certo che il nostro è nato e cresciuto in una famiglia ebrea, possiamo giustificare in modo più o meno sensato e leggere in questo senso le esagesi ( chiunque come me abbia dimestichezza con la cabala Ebraica sa che l’esagetica appartiene al dna di ogni Ebreo ) di alcuni dei suoi testi più celebri come Lily, Rosemary and the Jack of hearts vista da molti esperti come la parabola gonza della storia di Cristo, Maria e la Maddalena. Gonza si, ma per alcuni assai veritiera. E’ nei meandri di questa favola che ci viene raccontato di un giudice ubriacone (more…)

L’altra tentazione di Cristo

January 17th, 2007

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Illustrazione di corto, se volete contattarlo, vederne altre, offendere la sua morale bassa e tendenziosa: http://www.myspace.com/corto4

Alias, nickname, vite parallele e la vera storia di Bruto Mostrok

January 17th, 2007

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Ero in doccia quando mi tornarono alla mente gli echi di una vita passata. A volte basta davvero poco. Assimiliamo fattori esterni come niente fosse, li rielaboriamo inconsciamente ed eccoli spuntare all’improvviso, magari nel primo momento in cui ci rilassiamo dopo notti di incubi e risvegli improvvisi di sudore madidi. Ecco, sopra di voi, una foto di repertorio esemplificativa di possibili esistenze: Mi telefona Enrico Ruggeri e mi chiede: “Ma cosa sarebbe successo se…”. Per come la vedo io sono accaduti solo i “ se ”. Posso cioè guardare indietro nella mia giovane vita e vedermi veramente come tante persone diverse, un po’ per l’effetto di una schizofrenia congenita, ed un po’ (more…)

Electroboogo dj: Next dates

January 12th, 2007

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Due gli appuntamenti da segnarsi in agenda: Sabato 20 gennaio metterò i dischi al cielo club di Tessera ( di fronte all’aeroporto, ex zoo ), in occasione del party Meet me organizzato dallo stiloso e multiforme clan che si cela dietro la sigla The Music Invasion e che quest’inverno a portato a spasso tra i club del Veneto numerosi djs coi controcazzi.
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Per il party del 20 gennaio in consolle saliranno due mostri sacri della scena clubbin nazionale, il maextro Giuliano Veronese ed il Djs-producer Spiller. Io cercherò di fare il mio aprendo la serata, del resto sono solo un giovane cow-boy che cerca di non cadere da cavallo. L’invito è ovviamente esteso a tutti coloro vogliano sbomballarsi a ritmo di bassline acide e groove electro-house da cardiopalma. Venerdì 26 gennaio sarò invece al New Age Rock club di Roncade e metterò i dischi dopo il concerto degli stilossisimi Rinocerose, band electro-rock francese che non ha, mi aguro per voi, bisogno di presentazioni. Il loro singolo Cubicle ( bello anche il remix firmato The Rapture ) è sexy, sporco e cattivo e manderebbe in brodo di giuggiole anche una collegiale alle prime armi e più in generale tutto il loro omonimo debut album bazzica tra i due binari che più privilegiamo: Da un lato quello sporco e dannato del Rock’n Roll e dall’altro quello sudato e danzereccio dell’elettronica. Se poi vogliamo buttarla sullo stile, direi che non serve aggiungere nulla alla seguente foto.
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L’invito a partecipare è esteso dunque a quanti amano tamburellare con le dita al ritmo di Primal Scream, Klaxons, ACDC, Tiefshwartz, Hot Chip, Daft Punk, Kasabian, Peaches, Lcd Soundsystem, Junior Senior, The Rapture, Cassius, Tiga, Dj Hell, Artic Monkeys, CSS e più in generale a quanti dopo una certa ora e una certa quantità di birra non disdegnano un pò di cassa dritta in mezzo a possenti riff di chitarra.

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January 11th, 2007

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Mentre prosegue senza sosta la nostra campagna “ my sinth is bigger than yours “ , volta ad incoraggiare quanti nascondono nel proprio solaio meraviglie dell’era pre-digitale, sentivamo pulsare dentro di noi qualcosa di latente. In un primo momento in redazione avevamo pensato ad una gravidanza isterica che celasse un desiderio di maternità, altri più inclini al soggettivismo hanno semplicemente riequilibrato il taglio nella dose quotidiana di metadone bilanciandolo con della formaldeide. I più cinici hanno incolpato la solita influenza intestinale. Finalmente la rivelazione che, come a suo tempo Sgt.Pepper, ha messo d’accordo tutti. Dovevamo lanciare un altro anatema alla nazione dei poveri di stile. Con My sinth is bigger than yours abbiamo dato una voce ai fanatici del nerdismo ( in tutte le sue sotto-varianti ). Attraverso un revisionismo nostalgico da ventennio abbiamo ripercorso i fasti di un mondo che non c’è più, popolato da brufoli e topexan, interminabili pomeriggi a giocare a Wonder Boy e primordiali software vocali con cui far bestemmiare il proprio commodore 64 con bizzarro accento Kraftwerkiano. Abbiamo dato una speranza anche alle vittime del nerdismo ( molte di più di quelle dell’olocausto nazista o del regime comunista ) che per anni sono state picchiate, umiliate, derise. Abbiamo cercato di spiegare ai nostri figli che quindici anni fa si poteva morire per aver indossato una maglia con la scritta Atari. Grazie alle conquiste del movimento e ad iniziative come le nostre ( il cui eroismo è paragonabile alla resistenza partigiana e a quella di Mike Donovan e Ian Tyler contro i Visitors anche se la storiografia ufficiale tende a metterli su piani differenti ) possiamo finalmente non vergognarci di ciò che siamo e confessare ai nostri amici Rocker di avere una copia di Thriller di Micheal Jackson tenuta nascosta dentro la custodia di Master of Puppets dei Metallica per tutti gli anni 90. (more…)

Dinosauri del rock:
eat a bat and become a rocker

January 11th, 2007

Non compri un disco dal 1984? ( o peggio l’ultimo disco che hai comprato è 1984 dei Van Halen) pensi che non ci sia vita dopo i clash? Vai ai concerti della nuove bands solo perché ti costringe la tua fidanzata? Vanti frequentazioni con rockstar morte? Appena senti una band nuova ti scazzi e declami che assomigliano troppo ai Led Zeppelin o ai Cream? Hai tra i top-friends di Myspace delle rockstar morte? Sei amico di Robert Fripp? Sostieni di essere stato tu a convincere Clapton ad suonare con i Blind Faith? Sei citato tra i credits di un disco dei Judas Priest? Sei stata/o a letto con uno dei Kiss? Sei uno dei Kiss? Non sai chi sono gli Strokes? Gli ACDC post Bon Scott non valgono un cazzo? Batman è solo un grosso pipistrello a cui staccare la testa a morsi? Sei iscritto al blog di Steve Vai? Hai la carta di credito american express dei Rolling Stones? Hai visto i Jefferson Airplane dal vivo? Hai mandato dei soldi a Meat Loaf? Sostieni di avere l’unica copia di Chinese Democracy dei Guns ‘n’ Roses? Hai suonato al Live Aid sotto mentite spoglie? Hai, hai avuto o semplicemente hai desiderato avere una chitarra jackson nera? Hai una foto di te con i capelli lunghi nel portafoglio? Hai visto almeno due volte gli Iron Maiden dal vivo? Ti sei tirato giù gli accordi di Wind of Change degli Scorpions? Quando avevi una band nel vostro repertorio figurava una cover strumentale di Anarchy in the U.K. dei Pistols? Allora sei un dinosauro del Rock. Cosa aspetti, loggati al sito e manda una mail a redazione@electroboogo.com specificando a quale campagna vuoi aderire. L’iscrizione alla campagna dinosauri del Rock è gratuita e ti consentirà di partecipare ed essere aggiornato su tutte le nostre iniziative tra cui parties, meeting, agevolazioni per concerti ( solo bands in via di estinzione e sul viale del tramonto ).Tra le prossime iniziative di cui ci faremo promotori spiccano la volontà di costruire una statua di Meat Loaf grandezza naturale nella piazza del comune di Mogliano ( che ha accolto entusiasticamente la proposta ), velocizzare il processo di canonizzazione di Eddie, mascotte degli Iron Maiden e cercare di far ottenere a Charlie Watts una pensione di invalidità falsa. Cosa aspetti? Mangia il pipistrello e lotta per la sopravvivenza dei dinosauri del Rock insieme a noi.

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