April 77:
Dance tonight, revolution tomorrow

December 20th, 2006

Che cosa hanno in comune bands ed artisti come Franz Ferdinand, The Horrors, Rolling Stones, International Noise Conspiracy ed Iggy Pop? oltre a qualche groupie e probabilmente qualche pusher ( a parte i Franz Ferdinand che ripetute voci di backstage riferiscono essere ragazzi coscienziosi ed estremamente disciplinati ) condividono pure lo stesso stilista. Pur con le rispettive differenze di look e di stile, non si può far a meno di notare una comune attitude, che inevitabilmente converge in un’unica direzione atta al recupero, in alcuni casi davvero filologico, dei principali archetipi stilistici del Rock’n Roll style frullati insieme in un delirante cocktail post-moderno. In realtà l’operazione messa in atto non è certo cosa nuova nell’ ambito della moda pop-rock, anzi possiamo affermare che la miscelanza di capi e accessori appartenenti ad epoche molto distanti nonché a retaggi culturali e socio-politici molto differenti è una costante che si ripete dalla nascita stessa del concetto contemporaneo di moda, ovvero verso la metà degli anni 50. Pensiamo ad esempio al look neo-edoardiano di inizio secolo che, intorno al 1952 si fonde con la drape-jacket ( giacca lunga a risvolti stretti ) americana importata da personaggi come Cecil Gee e che darà origine ad uno stile ibrido molto diffuso tra i giovani proletari dell’epoca. Negli anni a seguire tale stile verrà arricchito da accessori come il colletto di velluto, le cravatte sottili o le scarpe di camoscio ( beetle crushers marca Eton Clubman). Sommate tutto questo ed avrete Malcom Mclaren deus ex machina dei Sex Pistols che a sua volta deve molto ( sia in termini di look che di strategie marketing-promozionali ) ad Andrew Loog Oldham, autentico precursore mod in un periodo dominato dallo stile Beatnik nonchè manager degli Stones ed ideatore del loro strepitoso look sin dai primi anni 60.


Il mood che guida lo stilosissimo brand francese April 77 responsabile del look tardo-edoardiano degli Horrors così come delle cravatte sottili o delle camice stile Granny dei Franz Ferdinand, oltre ad essere la data di nascita del suo fondatore Brice Partouche sottende fin dal nome a battesimo del brand una certa devozione programmatica nei confronti dell’immaginario Rock. Il 77 infatti è un anno fondamentale per la storia della musica in cui si intrecciano fatalmente episodi che simbolicamente e, diremo quasi profeticamente, sintetizzano le future strade che la musica pop-rock avrebbe intrapreso di lì a poco. Nel 77 muore Elvis, debuttano i Clash e Sid Vicious si unisce ai Pistols mentre a New York i Blondie sgomitano e cominciano a preparare il terreno per ciò che verrà. Proprio dalla devozione sincera ed incondizionata nei confronti di questo immaginario, nasce April 77, che come dichiara lo stesso Partouche è “ made by rockers for rockers “. Ogni capo, ogni accessorio della collezione trae dunque ispirazione da una fotografia, dal verso di una canzone, da un souvenir che appartiene alla cultura rock e le cui connessioni sono dunque facilmente intuibili a chiunque abbia dimestichezza con questa mitologia popolata da divinità per nulla virtuose. Le analogie stilistiche (di look e in alcuni casi anche di sound ) tra i gruppi contemporanei e molte delle bands delle scorse decadi sono altresì evidenti, ma se ad un’analisi superficiale le band di oggi sembrano coerentemente imitare un certo periodo storico o un particolare sound, in realtà riflettono tutta la skizofrenia del post-moderno. I Franz Ferdinand si vestono come Colin Woodhead nel 1965 ma suonano come i Talkin Heads degli anni 80. Gli Horrors miscelano un 50 % di look neo-edoardiano ( parliamo di panciotti doppiopetto e colli di velluto roba fin-de-sieclè, cioè 1890 circa..) con un 30% di Robert Smith ( trucco pesante, capello cotonato) e un restante 20% di miscellanea varia ( i film di Tim Burton, la versione cinematografica del Dracula di Stoker ) eppure suonano primitivi e psicotici come i Sonics ubriachi al doppio della velocità. Il risultato è una sommatoria di ingredienti già esistenti miscelati senza cura nel tentativo ( a volte fallimentare a volte geniale ) di generare qualcosa di vivo. Tipo Frankestein. Pezzi di cadaveri assemblati. Personalmente lo trovo estremamente affascinante. In altri casi il risultato è grottesco. Pensiamo ad esempio agli Stones che , usando una metafora da circuito automobilistico, è come se si fossero doppiati da soli.
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Il loro look, grazie ad paradosso temporale degno di Ritorno al futuro è terribilmente di moda. Nel video di Rain fall dawn li vediamo indossare gli stessi capi in stile Granny indossati sulla copertina di Between the buttoms ( febbraio 67 ) che, per dovere di cronaca, furono scelti per la band da Oldham dopo che li usarono i Beatles per il retro copertina di Revolver, uscito nell’agosto 66.


Tutto questo per affermare che April 77, affrontando il tema del recupero ( la collezione autunno-inverno 06-07 è ispirata ad esempio al mondo Rockabilly e Teddy Boy ) con spiccata ironia e senza eccedere nei fastidiosi fanatismi filologici da malato mod ( che a mio avviso quando eccede è irritante quanto una commessa fashion victim che veste sono Dolce Gabbana o Prada ), elimina “ l’effetto nostalgia “ e si abbandona alla devozione pura verso il Rock ’n ‘ Roll style. Proprio da questa devozione sincera e pura deriva lo stretto legame tra il neo-nato brand ed il mondo Rock ’n ‘ Roll che pare stia accogliendo con fragrante entusiasmo lo stile ( forse meglio gli stili? ) della casa di moda. Del resto il legame tra moda e pop-rock è una costante, basti pensare a negozi come “ Granny takes a trip “ artefice del look caleidoscopico di Pink Floyd e Beatles, o ancora Bob Dylan e il negozio “ Sportique “ ( per intenderci il look post-beatinik di Dylan in Highway 61 revisited ) o ancora il negozio di capi militari usati di Portobello Road “ I was lord kitchener’s valet “ responsabile di aver venduto ad Hendrix la giacca militare che portò così tanto al punto da fondersi con la sua stessa immagine. Tutto ciò senza considerare i casi più eclatanti della storia, come il negozio Sex di cui erano proprietari l’ormai convertito al situazionismo Mclaren e signora Westwood e da cui presero forma ( ed abiti ) i Sex Pistols a cui fu sufficiente rubare gli strumenti a Rod Steward per formare una band.

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Sulla stessa scia pare collocarsi questo brand che, nato in seno ad una forte collaborazione con il negozio Noir Kennedy di Parigi, ormai gode di vita propria. Cuore Rock ( e anche portafoglio..contrariamente a quanto si possa pensare i vestiti sono abbastanza economici ) e spirito roll, a volte fedele all’originale, a volte re-interpretato secondo inediti incroci di stile. Un pò come una Rock band che suona a proprio modo la cover di un proprio idolo. Direi come gli Oasis che fanno My Generation come atto d’amore nei confronti degli Who e non come Little Tony che ha fottuto una Spada del cuore a Battisti e dice ancora in giro che è roba sua. Ecco April 77 è un po’ cosi.

Cenni storici:
look avventure della moda nel pop-rock
Paul Gorman
Arcana editrice

Le informazioni su April 77 sono tratte da un articolo apparso sul magazine Pig di Novembre a cura di Ilaria Norsa e dal sito www.april77.fr.

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