Jalisse:
Una piaga del nostro secolo

December 7th, 2006

dfldosflods.jpgTra le numerose piaghe che affliggono il nostro pianeta, io credo almeno tra le prime cinque, vanno annoverati i Jalisse. Inutile perdere del tempo a soffermarsi sulla produzione musicale del mefitico duo, sarebbe troppo facile perdere la pazienza e soprattutto equivarrebbe a sparare sulla croce rossa. La musica dei Jalisse è brutta, ma forse non più brutta di quasi tutta la musica leggera Italo. Quello su cui mi soffermerei e su cui davvero ci sarebbe da incazzarsi è il look di questi due cialtroni. Sono terrificanti a dir poco. Un concentrato di tammarragine davvero con rarissimi paragoni. Sembrano usciti da un catalogo di postalmarket giallognolo del 1981. Il tizio poi è davvero, davvero troppo. Avete presente quando comprate un rasoio elettrico modello pellagra nel negozio dei cinesi? avete presente il tizio riportato sulla confezione del suddetto rasoio che in genere ha una barba squadratissima e un espressione attonita? guardate la foto sopra e vediamo chi vi ricorda. Ad ogni modo vi chiederete voi cosa centrano i Jalisse con noi, assolutamente nulla, se non che stamane ho appreso che i Jalisse saranno tra i protagonisti della prossima edizione del Festival di Sanremo, pare con una canzone scritta da una giovane promessa dell’Italo pop, Rita Levi Montalcini. Nemmeno Philip Dick avrebbe osato immaginare tanto. Ad ogni modo l’occasione è ghiotta per proporvi di seguito un breve estratto letterario tratto da un romanzo porno-psichedelico diffuso sul finire dei 90 nel circuito underground. Il romanzo, scritto a quattro mani pare da due malviventi con la passione per la musica folk, ha un titolo curioso, una vita in cancrena. Nel capitolo in questione si parla appunto dei Jalisse e con una breve istantanea colma di talento letterario gonzo davvero raro, si sintetizza alla perfezione il rapporto tra individuo-fama-caducità del tempo. Di qui nasce anche il detto, ormai entrato nel linguaggio comune, ” speriamo di non fare la fine dei Jalisse. ”

” Gamedeo, un simpatico coatto romano, un giorno incontrò sull’autobus il tizio dei Jalisse, quello orrendo con la barbetta che mi pare si chiami Fabio Ricci o qualcosa del genere. Gli si avvicinò e disse ” ma tu, perchè prendi l’autobus, che sei il chitarrista solista dei Jalisse? ”

da ” una vita in cancrena ” romanzo bandito dalla curia episcopale nel 2001

2 Comments »

  1. aledoretto says

    ciao boogo.
    Volevo aggiungere che l’ultima volta che ho sentito parlare dei Jalisse ero rimasto che lavoravano in una pizzeria a Oderzo o giù di li.
    Eh la fama a volte…..

    December 13th, 2006 | #

  2. SALVY says

    In tutta onestà, mi sono sempre ispirato al look tetro-virgin nel chitarrista dei Jalisse. Il motivo non lo so ancora, ma credo sia per il fatto che tutto questo bianco bucava lo schermo…ah…ah…spero almeno abbia preso la saggia decisione di rimuovere quell’orecchino…che un po’ me lo ha sempre fatto associare a Yngwie Malmsteen, correlazione suscitata anche dal suo impressionante talento di lead-guitarist!!!

    December 15th, 2006 | #

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